La Worldwide Developer Conference 2026 — o “Dub Dub”, come la chiamano affettuosamente nel settore — è stata un momento cruciale per Apple. Tim Cook ha tenuto il suo ultimo keynote da CEO, mentre John Ternus si prepara a prendere le redini a settembre, giusto in tempo per il lancio di iPhone 18. E Cook ha scelto di congedarsi in grande stile: annunciando Siri AI, una riscrittura profonda dell’assistente vocale più famoso del mondo, potenziato dall’intelligenza artificiale e strettamente integrato nell’intero ecosistema Apple.

Un addio da 4mila miliardi di dollari

Cook ha aperto e chiuso la sessione principale con brevi interventi, in quella che sarà quasi certamente la sua ultima WWDC da amministratore delegato. A settembre passerà il timone a John Ternus, ingegnere meccanico di formazione che attualmente supervisiona lo sviluppo dell’hardware Apple, dai Mac agli iPhone. Nonostante la percezione di qualche passo falso nell’IA, l’azienda ha prosperato sotto Cook: il prezzo delle azioni è salito di circa il 2.000% su base rettificata durante i suoi 15 anni da CEO. Una eredità difficile da eguagliare, per chiunque.

Siri AI: non un semplice aggiornamento ma una metamorfosi

Al centro del keynote c’è lei: Siri AI. Non si tratta di una semplice patch all’assistente vocale lanciato nel 2011, ma di una piattaforma completamente ripensata, disponibile sia come app autonoma sia come elemento integrato trasversalmente su tutti i dispositivi Apple. 

La nuova Siri è alimentata da Google ma, come precisato, declinata “in maniera molto Apple”. L’alleanza con il colosso di Mountain View, e in particolare con il modello Gemini, garantisce una potenza computazionale e una capacità di comprensione del linguaggio naturale che Apple da sola non avrebbe potuto raggiungere in tempi così stretti.

La privacy come valore differenziale

Il punto su cui Apple ha insistito di più — e su cui mira a differenziarsi dalla concorrenza — è la privacy. Come ha sottolineato Craig Federighi, responsabile software dell’azienda, alcune aziende sviluppano IA per il gusto di farlo, Apple ha scelto di costruirla attorno all’utente e alle sue esigenze concrete. I dati transitano attraverso il cloud in modo cifrato e restano inaccessibili a terzi, inclusa la stessa Apple. Una promessa ambiziosa in un’epoca in cui i dati personali sono la vera materia prima dell’intelligenza artificiale.

Fotocamera, scontrini e zaini: l’IA nel quotidiano

Siri AI non è solo conversazione, è azione. L’integrazione con la fotocamera apre scenari inediti. Il sistema è in grado di analizzare la foto di un piatto e restituire informazioni nutrizionali precise. Può confrontare le dimensioni di uno zaino fotografato con i limiti standard del bagaglio a mano. E, partendo dall’immagine di uno scontrino, può calcolare la divisione delle spese tra amici collegandosi direttamente ad Apple Cash, senza bisogno di app terze.

Lo “spatial reframing”: cambiare prospettiva dopo lo scatto

Tra le novità più sorprendenti c’è il cosiddetto spatial reframing: una funzione che consente, dopo aver scattato una foto, di modificare radicalmente l’inquadratura tramite Siri AI, fino a far sembrare l’immagine catturata da un punto di vista completamente diverso. Non è un semplice ritaglio: è una ricostruzione intelligente della scena, che sfrutta l’analisi tridimensionale dell’immagine per simulare prospettive alternative. Una funzione che potrebbe ridefinire il fotogiornalismo amatoriale e il modo in cui ricordiamo i momenti.

L’interconnessione che cambia tutto

L’altro asse portante di Siri AI è la capacità di dialogare con tutte le applicazioni installate sul dispositivo. L’assistente può navigare nelle app di messaggistica per recuperare un indirizzo o l’orario di un appuntamento, cercare ricette sul web e salvarle, oppure interfacciarsi con il calendario, la posta e i promemoria in modo contestuale e proattivo. Il nuovo sistema di modelli su cui si basa Siri AI garantisce capacità migliorate di ragionamento, comprensione e generazione di immagini.

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I nuovi strumenti e la sicurezza dei minori

Insieme a Siri AI, Apple ha presentato iOS 27 e iPadOS 27. Tra le novità operative: apertura delle app più rapida, trasferimenti via AirDrop più veloci — ora compatibile anche con alcuni smartphone Android — e un pacchetto di strumenti di controllo parentale significativamente potenziato. La funzione “Ask to Browse Website” subordina l’accesso a determinati siti web all’approvazione esplicita dei genitori tramite l’app Messaggi. I filtri sui contenuti sensibili, prima limitati alla nudità, si estendono ora al riconoscimento di materiale violento o esplicito. E sarà possibile impostare restrizioni temporali personalizzate per categoria di app, una soluzione pensata anche per l’uso scolastico senza distrazioni.

In Europa e Cina Siri AI deve aspettare

Non tutto arriverà subito ovunque. Siri AI non sarà disponibile nell’immediato in Unione Europea e in Cina, dove Apple deve ancora ottemperare ai requisiti normativi locali, in particolare al Digital Markets Act europeo. Un ritardo che non è una novità per Apple nel Vecchio Continente, e che rischia di acuire il senso di esclusione digitale già avvertito dagli utenti europei rispetto ad alcune funzioni di Apple Intelligence.