La manifattura italiana torna in contrazione. A ottobre l'indice PMI manifatturiero dell'Italia elaborato da S&P Global è sceso a 49,4 punti dai 50,4 di settembre, il livello più basso da gennaio 2026. Un anno fa era a 49,9.
Il dato, diffuso lunedì 2 novembre, riporta l'indice sotto la soglia dei 50 punti che separa l'espansione dalla contrazione.
Cosa misura l'indice PMI e perché conta la soglia dei 50
Il PMI (Purchasing Managers' Index) è un'indagine mensile condotta da S&P Global tra i responsabili acquisti delle imprese manifatturiere. Non è un dato di produzione industriale come quello dell'Istat: misura le risposte delle aziende su ordini, produzione, occupazione, consegne e scorte. Un valore sopra 50 indica un miglioramento rispetto al mese precedente, sotto 50 un peggioramento.
Ordini in calo per il quarto mese
Secondo quanto riporta l'ANSA, l'indice dei nuovi ordini è sceso a 47,8 da 49,4 di settembre, il quarto calo consecutivo. Anche la produzione ha registrato la flessione più marcata dall'inizio dell'anno.
Il report attribuisce il calo alla debolezza della domanda interna, che ha spinto le aziende a ridurre sia gli acquisti sia il personale.
Costi ai massimi da quattro mesi
Le pressioni sui costi si sono intensificate per il secondo mese consecutivo e hanno toccato i livelli più alti degli ultimi quattro mesi. Secondo il report, pesa il conflitto in Medio Oriente, che continua a far salire i prezzi di materie prime, energia e logistica.
Le imprese restano fiduciose, ma meno
Le aziende mantengono un clima di fiducia positivo per i prossimi 12 mesi, ma l'ottimismo ha registrato una nuova frenata a causa dell'incertezza dei mercati.
Cosa significa per l'economia italiana
Un PMI sotto 50 segnala un rallentamento dell'attività nelle fabbriche, ma resta un indicatore anticipatore basato su un sondaggio. Per misurare l'andamento effettivo della produzione bisognerà attendere i dati Istat sulla produzione industriale.






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