Gli appassionati italiani della Mela non sembrano preoccupati dal prezzo. Venerdì 16 ottobre, alle 14 in punto, Apple ha aperto i preordini di iPhone Duo, il suo primo smartphone pieghevole. In pochi minuti le scorte destinate alle prime consegne sono finite. Le unità iniziali avevano come data di arrivo il 23 ottobre, giorno del debutto nei negozi. Poi le date di consegna sono slittate rapidamente a novembre, a dicembre e infine a gennaio. Intorno alle 14:30, l’Apple Store indicava già il 25 gennaio 2027 per alcune consegne: più di tre mesi di attesa per un telefono che arriverà nei negozi tra pochi giorni.

La stessa cosa è successa nel resto del mondo. Negli Stati Uniti, alle 8:30 ora della costa orientale tutte le combinazioni di colore e memoria indicavano una consegna stimata al 25 gennaio. Secondo Bloomberg, anche i negozi fisici hanno esaurito quasi subito le scorte per i preordini. Chi sperava di trovarlo sotto l’albero dovrà quindi aspettare fino a dopo le feste. 

Sommario

Il cellulare Apple più caro di sempre

Il tutto esaurito colpisce ancora di più se si guarda al prezzo. iPhone Duo è lo smartphone più costoso mai venduto da Apple. In Italia parte da 2.369 euro per la versione da 256 GB, sale a 2.619 euro per quella da 512 GB e a 3.119 euro per il modello da 1 TB, fino ad arrivare a 3.869 euro per la versione da 2 TB. Negli Stati Uniti il prezzo di partenza è di 1.999 dollari.

Sono cifre importanti in un momento in cui in Italia si parla spesso di crisi dei consumi, di perdita del potere d’acquisto e di famiglie costrette a tagliare le spese. Per una parte degli appassionati di tecnologia, però, il prezzo passa in secondo piano rispetto alla possibilità di avere una delle novità più attese degli ultimi anni.

Ripararlo costa parecchio: lo schermo vale metà telefono

Oltre al prezzo d’acquisto, fanno discutere i costi di assistenza pubblicati dalla stessa Apple. Un telefono con cerniera e pannelli flessibili è più delicato di uno tradizionale, e chi non ha una copertura assicurativa rischia di spendere molto. Riparare lo schermo interno pieghevole costa 1.149 euro, circa metà del prezzo del telefono. Il display esterno costa 489 euro, che diventano 629 euro se si rompe insieme al vetro posteriore. Nei danni più gravi la riparazione può arrivare a 1.719 euro. Anche la sola pellicola protettiva superficiale ha un prezzo non irrisorio: costa infatti 55 euro.

Per evitare queste spese, Apple propone AppleCare+. La copertura costa 359 euro per due anni, oppure 17,99 euro al mese, e sale a 429 euro se include il furto. Con la polizza, la riparazione dello schermo costa una franchigia fissa di 29 euro.

Cosa ha davvero di diverso il costosissimo iPhone

Al di là delle schede tecniche, l’idea di fondo è semplice: un telefono che diventa un piccolo tablet. Da chiuso, iPhone Duo si usa come un normale iPhone per il quale basta con una mano, grazie al display esterno da 5,4 pollici. Secondo Apple, questo schermo offre circa il 90% della superficie di un iPhone 18 Pro pur restando più compatto. Da aperto, il display interno da 7,6 pollici diventa lo schermo più grande mai montato su un iPhone, il 50% più ampio di quello di iPhone 18 Pro Max. È abbastanza per leggere un giornale, guardare un film o tenere due app aperte una accanto all’altra.

I telefoni pieghevoli esistono da anni, con Samsung e Google sul mercato da tempo. Apple ha lavorato soprattutto sui due punti deboli di questi modelli: la piega al centro dello schermo e la fragilità. Il display interno ha una superficie opaca che, spiega Apple, riduce riflessi e bagliori e rende meno visibile la piega. Il telaio è in titanio e la cerniera è composta da oltre cento componenti. iPhone Duo ha anche la certificazione IP68 contro acqua e polvere, che per un pieghevole non è scontata. Gli strati del display, inoltre, sono progettati per scorrere leggermente l’uno sull’altro durante la piega, come le pagine di un libro, così da ridurre lo stress meccanico.

C’è poi il software, pensato per sfruttare il nuovo formato. Le app si adattano quando il telefono viene aperto o ruotato e possono passare automaticamente da un display all’altro. La cerniera permette di appoggiare il telefono su un tavolo senza treppiede. Con la funzione Duo FaceTime, chi è accanto all’utente può seguire una videochiamata dal display esterno. Per scattare foto, il display esterno può diventare un mirino: così si possono fare selfie con le fotocamere posteriori, che sono migliori di quella frontale. Non è un cambiamento rivoluzionario per tutti, ma è un modo diverso di usare il telefono, che unisce smartphone e tablet in un solo dispositivo.

Domanda alle stelle o produzione col contagocce?

Dietro il tutto esaurito ci sono probabilmente due fattori. Per 9to5Mac si tratta di una combinazione di forte domanda e offerta molto limitata. Il sito ricorda che, secondo Nikkei Asia, il mese scorso Apple produceva solo poche centinaia di iPhone Duo al giorno, molto meno di quanto avviene per il lancio di un iPhone tradizionale. Non è ancora chiaro quanto il ritardo nelle consegne dipenda da una domanda inattesa e quanto dalla scarsità di pezzi. Apple, come sua consuetudine, non fornisce numeri.

Le previsioni restano comunque ottimistiche. Secondo una stima di Counterpoint Research citata da Mobile World Live, Apple potrebbe vendere circa 6 milioni di iPhone Duo nel 2026. 

Il paragone con l’iPad e la sfida di Apple

Per ritrovare un’attesa simile per un prodotto Apple bisogna forse tornare al 2010, quando Steve Jobs presentò il primo iPad. Anche allora il pubblico si divise tra chi parlava di rivoluzione e chi non ne capiva l’utilità. Il tablet finì per aprire una nuova stagione dell’elettronica di consumo e diventò uno dei prodotti più riconoscibili dell’azienda.

Sedici anni dopo, Apple prova a ripetere l’operazione con il primo iPhone pieghevole, entrando in un segmento che finora è rimasto di nicchia. È presto per dire se iPhone Duo avrà lo stesso impatto dell’iPad. Il tutto esaurito delle prime ore dimostra però che Apple sa ancora trasformare il lancio di un nuovo dispositivo in un evento.

Cosa ci dice il sold out sui consumatori di tecnologia

La corsa a iPhone Duo dice molto sul nostro rapporto con la tecnologia, sia sul piano economico sia su quello sociale.

Il primo aspetto riguarda il prezzo. In economia si parla di “beni di Veblen”, dal nome dell’economista e sociologo Thorstein Veblen: sono i prodotti la cui domanda non cala quando il prezzo sale, anzi può aumentare, perché il costo elevato fa parte del loro fascino. iPhone Duo funziona in parte così. Uno smartphone da oltre 2.300 euro non è solo uno strumento: segnala l’appartenenza a una determinata classe economica chi lo possiede, come un orologio o un’auto di lusso. E un prodotto difficile da trovare diventa ancora più desiderabile.

Il secondo aspetto è la scarsità. Che sia voluta o subita, la scarsità crea urgenza. Vedere le date di consegna slittare di settimana in settimana spinge a comprare subito, anche senza aver letto una recensione o aver mai provato il telefono. È il meccanismo della cosiddetta FOMO, la paura di restare esclusi, che i social network amplificano. Chi riesce a ottenere il telefono il giorno del lancio lo mostra online come un trofeo, e chi resta senza si sente un passo indietro.

Il terzo aspetto è la nascita di un mercato secondario. Nel giro di poche ore sono comparsi i rivenditori speculativi. Secondo Dexerto, su eBay alcuni preordini sono stati venduti fino a 4.999,99 dollari, circa 1.800 dollari in più del prezzo di listino del modello da 2 TB. Significa che una parte dei consumatori è disposta a pagare quasi il doppio pur di non aspettare.

Infine c’è il tema economico più concreto. Molti acquisti di questo tipo non avvengono pagando subito l’intera cifra, ma tramite finanziamenti, rate mensili e permute del vecchio telefono. Negli Stati Uniti Apple aveva invitato i potenziali acquirenti a preparare la configurazione e ottenere in anticipo il finanziamento prima dell’apertura degli ordini. Il pagamento a rate rende sostenibile, almeno in apparenza, una spesa che altrimenti sarebbe fuori portata per molti. Allo stesso tempo, però, sposta il costo nel tempo.

Il risultato è un consumatore che si comporta in modo contraddittorio: taglia la spesa quotidiana, ma è pronto a spendere più di duemila euro per un oggetto che considera irrinunciabile, già parte della propria identità. Lo smartphone non è più un semplice strumento di comunicazione: è il dispositivo con cui lavoriamo, ci informiamo, ci divertiamo e ci mostriamo agli altri. Per questo molti sono disposti a rinunciare ad altro, ad aspettare mesi o a pagare il doppio a un rivenditore pur di averlo. La vera domanda è se, passata la novità, il pieghevole diventerà il nuovo standard o resterà un lusso per pochi.