Quando è stata l’ultima volta che avete pubblicato una foto su Instagram? Probabilmente molto tempo fa, anche se nel frattempo le ore passate sull’app sono aumentate. È il segno di una metamorfosi in corso da anni: i Reel hanno conquistato gran parte del nostro tempo davanti allo smartphone, i caroselli hanno moltiplicato le interazioni e i profili più seguiti hanno puntato tutto sulla qualità dei video. Oggi Instagram somiglia sempre meno a un luogo dove condividere momenti con gli amici e sempre più a una piattaforma di intrattenimento, una sorta di Netflix in verticale dove le grandi produzioni convivono con i contenuti amatoriali. Con l’ultimo annuncio questa trasformazione rischia di diventare definitiva.

Sommario

Cos’è Features, il nuovo formato da 90 minuti

Il 26 ottobre 2026 Instagram ha annunciato Features, un nuovo formato video che permetterà a creator selezionati di caricare filmati orizzontali lunghi fino a 90 minuti. A presentarlo, in un video, sono stati il capo di Instagram Adam Mosseri e la responsabile prodotto Tessa Lyons, che hanno spiegato come i video lunghi andranno ad affiancare i Reel e gli altri formati. I contenuti Features compariranno nel feed degli utenti e nella pagina Esplora.

La novità era nell’aria da tempo. Mosseri lo aveva anticipato al podcast Colin And Samir: “Stiamo iniziando a supportare nell’app i video lunghi”. E Tessa Lyons ha chiarito la filosofia del progetto: “Reels rimarrà una parte fondamentale di Instagram. Ma quando si desidera approfondire la conoscenza dei creator preferiti e dei contenuti che creano, la possibilità di farlo dovrebbe essere disponibile su Instagram”.

Il precedente poco incoraggiante

Si tratta di un cambio di rotta notevole. Mosseri ha ammesso di essersi opposto a lungo al ritorno dei video lunghi, perché i contenuti brevi come i Reel generano più condivisioni e più messaggi diretti. È stata Tessa Lyons a convincerlo a riprovarci. Già a maggio, intervenendo allo Scalable Summit, Lyons aveva spiegato di non credere che i contenuti brevi in verticale bastassero per avere successo sulla TV, prevedendo che entro due anni Instagram sarebbe diventato una parte unica della strategia dei creator sui contenuti lunghi, oltre che su quelli brevi.

C’è però un precedente poco incoraggiante. Otto anni fa Instagram aveva già spinto sui video lunghi con IGTV, poi abbandonato.

Dai Reel ai programmi completi

La vera innovazione sta nel collegamento tra video brevi e lunghi. Con la funzione Clips as Reels, i creator potranno collegare fino a 8 Reel a un video Features più lungo. Un podcaster, per esempio, potrà pubblicare un’intervista integrale di un’ora e creare diversi Reel con i momenti più interessanti della conversazione. Oggi molti utenti scoprono un contenuto attraverso una clip su Instagram e poi si spostano su YouTube o Spotify per vederlo per intero: l’obiettivo di Meta è interrompere questa fuga e trattenere il pubblico sulla piattaforma.

Il test, partito in Brasile, si sta estendendo a un piccolo gruppo di creator negli Stati Uniti. Al momento Features resta in fase di sperimentazione limitata e non c’è ancora una data di arrivo in Italia.

Cosa cambia per gli utenti

Per chi usa Instagram ogni giorno, l’esperienza si avvicinerà sempre di più a quella di una piattaforma di streaming. L’app potrebbe diventare un luogo più comodo dove guardare podcast completi, interviste e spettacoli comici. I video lunghi si potranno salvare e inviare all’app televisiva di Instagram, che sta arrivando anche su Apple TV. Il rovescio della medaglia è la progressiva scomparsa della dimensione sociale: sempre meno contenuti di amici e conoscenti, sempre più produzioni di creator e professionisti scelte dall’algoritmo.

Cosa cambia per le grandi piattaforme

Il bersaglio è evidente: YouTube. Dopo anni passati a inseguire TikTok sui video brevi, Meta sposta la sfida sul terreno di Google. E la posta in gioco è altissima, considerando che YouTube è oggi il servizio di streaming più visto negli Stati Uniti, davanti a Netflix, Disney+ e Prime Video. Instagram aveva già lanciato a fine 2025 IG for TV, un’app per guardare i Reel sui televisori connessi, ma i contenuti lunghi sul grande schermo lo trasformerebbero in un rivale ancora più diretto di YouTube. A essere coinvolte, indirettamente, sono anche Spotify, sempre più orientata ai videopodcast, e le piattaforme di streaming tradizionali, che si contendono lo stesso tempo libero degli spettatori.

Cosa cambia per il mercato

La competizione si gioca sul tempo di visione in salotto, il terreno più redditizio della pubblicità video. Più minuti trascorsi sull’app significano più spazi da vendere agli inserzionisti. I video lunghi potrebbero aprire nuove opportunità pubblicitarie, ricostruendo quanto Instagram aveva perso abbandonando IGTV, quando fu costretto a chiudere anche l’offerta di annunci a metà video. Per i brand si profila uno spazio nuovo per sponsorizzazioni e collaborazioni integrate nei programmi.

Cosa cambia per i digital creator

Resta però l’interrogativo decisivo: quanto guadagneranno i creator? Instagram non ha annunciato un modello di pagamento a lungo termine per il nuovo formato: offre abbonamenti e altri strumenti di monetizzazione, ma di norma non paga i creator in base alle visualizzazioni. Su YouTube si guadagna con la condivisione dei ricavi pubblicitari e con gli abbonamenti, su TikTok e Twitch con le donazioni durante le dirette. Un portavoce di Meta ha dichiarato a TechCrunch: “È troppo presto per condividere un modello di monetizzazione a lungo termine, ma stiamo esplorando diverse modalità per consentire ai creatori di guadagnare da brand, fan e Instagram, inclusi incentivi basati sulle prestazioni”.

Nel frattempo, produrre per Instagram costa fatica. Preparare i caricamenti, controllare i sottotitoli, pubblicare le clip promozionali e moderare i commenti richiede tempo, e le visualizzazioni aggiuntive dovranno giustificare questo lavoro, soprattutto finché non esisterà un programma di condivisione dei ricavi pubblicitari. Per ora, dunque, il vantaggio principale resta la visibilità, con la possibilità di monetizzare attraverso sponsorizzazioni e accordi con i brand.