Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede una maggiorazione del prelievo per le imprese energetiche: secondo Radiocor, 5 punti nel 2027 e 3 punti nel 2028-2029. Nella prima seduta dopo l'invio del testo alla Camera, lunedì 2 novembre, le utility sono finite sotto pressione a Piazza Affari, con A2A in calo di oltre il 3% in mattinata.

Il testo vieta inoltre di trasferire il maggior carico fiscale su prezzi e tariffe applicati ai clienti. Per gli analisti, la misura aumenta il rischio regolatorio per il settore.

Cosa prevede la manovra per le imprese energetiche

Secondo il resoconto di Radiocor pubblicato da Borsa Italiana, il documento conferma le indiscrezioni sull'inasprimento e sulla proroga della maggiorazione per le imprese energetiche. Nel 2027 la nuova maggiorazione di 5 punti sostituirebbe quella vigente di 2 punti: l'aggravio incrementale sarebbe quindi di 3 punti.

Sull'imposta interessata le ricostruzioni non coincidono. Radiocor parla di addizionale Irap, mentre altre sintesi della manovra indicano l'addizionale Ires. Anche la durata differisce: secondo Teleborsa la maggiorazione sarebbe di cinque punti per un biennio e di tre nei due anni successivi. Il punto andrà verificato sul testo del ddl.

Il perimetro comprenderebbe le attività già colpite dal decreto Bollette di inizio anno. Secondo gli analisti, sembrerebbe esclusa la raffinazione petrolifera (codice Ateco 19.2).

Quanto vale la stretta secondo la relazione tecnica

Gli analisti di Intermonte riportano che la relazione tecnica stima un gettito di 2,6 miliardi di euro in quattro anni, di cui 734 milioni nel 2027.

La misura rientra in un capitolo di coperture più ampio. Il ddl, composto da 157 articoli per un valore di 26 miliardi, chiede contributi anche a banche e assicurazioni.

Perché le utility scendono in Borsa

In mattinata A2A ha ceduto il 3,37% a 2,32 euro, con volumi pari a circa nove volte la media giornaliera delle ultime quattro settimane. Hera perdeva lo 0,7% a 3,62 euro ed Enel lo 0,42%, mentre il Ftse Mib restava positivo. I dati si riferiscono alla mattina del 2 novembre e possono cambiare nel corso della seduta.

Per Intermonte, la maggiorazione incrementale di 3 punti porterebbe nel 2027-2029 a una riduzione degli utili per azione nell'area del 2-3% per Enel e le multiutility e del 4-5% per le tre società regolate. Sull'Eni l'impatto sarebbe marginale, sotto l'1%. Il broker stima un impatto medio sulla capitalizzazione delle utility dello 0,5-1% e ritiene «molto ridotte» le possibilità di una revisione in Parlamento.

Per Banca Akros «si tratta chiaramente di una notizia negativa, che conferma il progressivo aumento del rischio regolatorio in Italia». Per A2A stima un impatto di circa 30 milioni di euro nel 2027, pari al 4,6% dell'utile netto previsto.

Sullo sfondo pesa anche l'ipotesi di un rialzo dei tassi Bce a dicembre, che renderebbe i titoli ad alto dividendo meno attraenti rispetto alle obbligazioni.

Idroelettrico: 800 milioni e contratti con il Gse

La manovra stanzia anche 800 milioni di euro per il recupero dei bacini idroelettrici. Gli operatori beneficiari dovrebbero sottoporre tra il 50% e l'80% della produzione a contratti a due vie con il Gse della durata di 20 anni. Secondo Akros, la remunerazione basata sui costi potrebbe comprimere i margini dei produttori, in misura che dipenderà dal metodo di calcolo dell'Arera.

Cosa cambia per le bollette

Il testo vieta di scaricare il maggior onere su prezzi, tariffe o altri corrispettivi applicati ai clienti. È una norma di legge, non una garanzia automatica sulle bollette: la sua efficacia dipenderà dai controlli e da come le società fisseranno i prezzi. Il ddl deve ancora affrontare l'esame parlamentare e il testo potrebbe cambiare.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consiglio di investimento.