Mentre diversi comparti dell’economia italiana continuano a mostrare segnali di rallentamento sul fronte occupazionale, turismo e ristorazione si confermano i principali motori della domanda di lavoro. In vista dell’estate 2026, il comparto dell’hospitality si prepara infatti a sostenere gran parte delle nuove assunzioni previste nel Paese, rafforzando una tendenza già emersa negli ultimi anni.
Secondo i dati della Banca Dati Excelsior di Unioncamere, nel 2025 le nuove assunzioni nel turismo e nella ristorazione sono aumentate del 5,4% rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza rispetto ad altri comparti produttivi. Nello stesso periodo, il manifatturiero ha registrato una flessione del 17,3%, il commercio del 6,4% e l’agricoltura del 4,4%.
Anche i primi mesi del 2026 confermano il ruolo centrale dell’hospitality nel mercato del lavoro italiano. Un’indagine condotta da Skello, società specializzata in software per la gestione del personale, evidenzia come il comparto abbia concentrato il 71% delle assunzioni effettuate tra gennaio e marzo, con un’accelerazione particolarmente significativa nel mese di febbraio, quando le nuove entrate sono aumentate del 74% rispetto al mese precedente.
Le prospettive per la stagione estiva restano positive. Tra aprile e giugno 2026, oltre 81 mila imprese del turismo e della ristorazione prevedono di assumere nuovo personale. Le assunzioni previste sono circa 418 mila, con una domanda concentrata soprattutto nelle attività di ristorazione, che rappresentano il 72% delle posizioni ricercate, e nei servizi di pulizia, che incidono per il 13%.
Crescono i contratti stagionali
L’espansione della domanda di lavoro nel turismo è accompagnata da un crescente utilizzo di forme contrattuali flessibili. I dati raccolti da Skello mostrano che la quota di contratti a tempo determinato nel settore hospitality è passata dal 35% di gennaio al 72% di marzo 2026.
La dinamica si inserisce in un quadro più ampio delineato dall’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’INPS. Nel corso dell’ultimo anno i contratti stagionali sono aumentati dell’1,3%, mentre quelli intermittenti hanno registrato una crescita del 4,9%. Al contrario, risultano in calo i contratti di apprendistato (-6,7%), quelli a tempo indeterminato (-4,5%), la somministrazione (-3,1%) e i contratti a termine (-1,4%).
La sfida della gestione del personale
L’aumento delle assunzioni stagionali e la forte variabilità degli organici pongono nuove sfide organizzative alle imprese del comparto. Hotel, ristoranti e strutture ricettive si trovano infatti a dover gestire turni, assenze, straordinari e contratti in contesti caratterizzati da una forte volatilità della domanda.
La digitalizzazione dei processi HR sta diventando quindi un elemento sempre più rilevante per migliorare efficienza operativa e controllo dei costi, soprattutto nelle aziende che affrontano picchi di attività concentrati in specifici periodi dell’anno.
Turismo primo motore dell’occupazione in Italia
Il turismo continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia italiana, non solo in termini di contributo al PIL ma anche come bacino occupazionale. In una fase in cui diversi comparti industriali mostrano difficoltà nel creare nuovi posti di lavoro, la capacità dell’hospitality di assorbire forza lavoro e generare opportunità occupazionali conferma il suo ruolo strategico per il mercato del lavoro nazionale.
La stagione estiva 2026 potrebbe quindi consolidare ulteriormente questa tendenza, facendo del turismo uno dei principali fattori di sostegno all’occupazione italiana.


