L’INPS accelera sulla trasformazione digitale e punta sull’intelligenza artificiale per cambiare il rapporto tra cittadini, imprese e welfare pubblico. Dal palco dell’IA Week 2026 di Milano, il presidente Gabriele Fava ha illustrato la strategia dell’Istituto, che oggi conta oltre 70 progetti IA già avviati e milioni di utenti coinvolti nei nuovi servizi digitali.
L’intervento è avvenuto davanti a oltre 3mila manager durante un confronto con Nicola Favini di Logotel dedicato alla trasformazione del welfare pubblico nell’era dell’intelligenza artificiale.
Fava: “L’intelligenza artificiale sta cambiando il welfare”
Secondo il presidente dell’INPS, il sistema previdenziale italiano sta attraversando una fase di profonda evoluzione.
“L’intelligenza artificiale sta cambiando il welfare e la previdenza facilitando la personalizzazione dei servizi e l’accessibilità. INPS è in prima linea nell’implementazione dell’IA con oltre 70 progetti attivi. Fondamentale passare dalla Governance tradizionale alla Governance digitale”.
Fava ha descritto la visione strategica di un nuovo “INPS 4.0”, fondato su un modello di governance digitale capace di integrare servizi, competenze e tecnologie per superare le frammentazioni organizzative.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare cittadini e imprese in una fase storica segnata da trasformazioni sociali, demografiche e tecnologiche sempre più rapide.
“La sfida è costruire uno Stato più semplice e umano”
Nel suo intervento, Fava ha sottolineato che il nodo centrale non riguarda soltanto l’introduzione di nuove tecnologie nella pubblica amministrazione.
“Il vero tema oggi non è semplicemente introdurre nuove tecnologie. La sfida è capire se saremo capaci di utilizzare dati, Intelligenza Artificiale e innovazione per costruire uno Stato più semplice, più vicino e più umano”.
Secondo il presidente dell’INPS, il welfare del futuro dovrà anticipare i bisogni sociali e non limitarsi a intervenire soltanto dopo che emergono criticità economiche o assistenziali.
“L’invecchiamento della popolazione, la denatalità e la velocità delle trasformazioni tecnologiche ci impongono di ripensare il welfare non come un sistema che interviene soltanto dopo il bisogno, ma come una infrastruttura sociale capace di anticiparlo”.
L’INPS serve oltre 52 milioni di utenti
Nel corso dell’evento è stato ricordato che oggi l’INPS gestisce oltre 470 prestazioni socio-assistenziali e previdenziali e serve più di 52 milioni di utenti.
L’Istituto è impegnato in uno dei più grandi processi di trasformazione digitale della pubblica amministrazione europea.
Tra i progetti illustrati figurano:
- oltre 70 iniziative basate sull’intelligenza artificiale
- una nuova App INPS
- portali dedicati a giovani, famiglie e imprese
- servizi digitali sempre più personalizzati e proattivi
Secondo Fava, l’obiettivo non è soltanto rendere più efficienti le procedure amministrative.
“L’obiettivo non è semplicemente introdurre Intelligenza Artificiale nei servizi pubblici. È ridefinire il ruolo stesso del welfare nell’epoca della crisi demografica, dell’invecchiamento della popolazione e della rivoluzione tecnologica”.
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“La tecnologia deve restituire tempo e dignità ai cittadini”
Nel passaggio centrale del suo intervento, il presidente dell’INPS ha collegato l’innovazione tecnologica alla qualità concreta della vita quotidiana delle persone.
“L’innovazione non ha valore se non migliora concretamente la vita delle persone. La tecnologia deve ridurre le distanze, semplificare l’accesso ai diritti e restituire tempo, fiducia e dignità ai cittadini”.
Fava ha poi insistito sul concetto di governance digitale, definendola un elemento decisivo per il futuro del rapporto tra istituzioni e cittadini.
“La governance digitale non è un tema tecnico riservato agli specialisti. È la nuova architettura attraverso cui si decide la qualità futura del rapporto tra istituzioni e cittadini. E oggi il compito delle istituzioni pubbliche è dimostrare che innovazione e umanità possono crescere insieme”.
Welfare europeo e sostenibilità digitale
Secondo il presidente dell’INPS, la sostenibilità futura dei sistemi di welfare europei dipenderà sempre meno dalla sola gestione finanziaria delle prestazioni.
“La sostenibilità futura del welfare europeo dipenderà sempre meno dalla sola gestione finanziaria delle prestazioni e sempre più dalla capacità delle istituzioni di integrare governance digitale, produttività, inclusione sociale e accessibilità ai diritti”.
Una trasformazione che, secondo la strategia illustrata all’IA Week, punta a rendere il welfare più vicino ai cittadini attraverso servizi digitali personalizzati e accessibili.






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