A ottobre l’inflazione nell’area euro sale al 4%, dal 3,8% di settembre. Lo indica la stima flash di Eurostat diffusa il 4 novembre 2026. Il balzo più forte dell’area è quello dell’Italia: l’indice armonizzato (IPCA) passa dal 4,2% al 5,6% su base annua, con un rincaro mensile dell’1,2%, il più alto tra i 21 Paesi dell’euro. A spingere i prezzi è soprattutto l’energia.

Inflazione eurozona a ottobre 2026: i numeri della stima flash

Su base mensile i prezzi nell’area euro crescono dello 0,4%. Tra le componenti l’energia segna il tasso annuo più alto, al 20,8% contro il 18,9% di settembre. Seguono i servizi (3,3% da 3,2%), alimentari, alcol e tabacchi (1,6% da 1,3%) e i beni industriali non energetici (1,2% da 1,1%).

Al netto di energia, alimentari, alcol e tabacchi l’inflazione di fondo resta ferma al 2,5%. Il dato complessivo è il più alto da settembre 2023, quando l’inflazione era al 4,3%, come ricorda Euronews. Il livello attuale è doppio rispetto all’obiettivo del 2% della Banca centrale europea.

Italia al 5,6%: il rincaro più forte dell’area euro

In un mese l’IPCA italiano guadagna 1,4 punti di inflazione annua, da 4,2% a 5,6%. Nessun altro Paese dell’area registra un’accelerazione simile. In valore assoluto l’Italia è alla pari con la Grecia (5,6%) e resta sotto Lituania (6,1%) e Bulgaria (6,0%). Sul mese il +1,2% italiano supera il +1,1% del Belgio, secondo in classifica.

Gli altri grandi Paesi vanno a velocità diverse:

  • Spagna: 4,9% (da 5,0%);
  • Francia: 3,8% (da 3,4%);
  • Germania: 2,8% (da 3,3%), la frenata più netta tra i grandi;
  • Paesi Bassi: 3,3% (da 3,0%).

IPCA 5,6% e NIC 5,4%: perché i due dati sono diversi

Il 5,6% non va confuso con il 5,4% già diffuso per l’Italia. Sono due indici diversi calcolati sugli stessi prezzi. Il NIC (indice nazionale per l’intera collettività) è la misura di riferimento interna. L’IPCA è l’indice armonizzato con regole comuni a tutta l’Unione e serve per i confronti tra Paesi: è quello usato nella classifica europea.

Nella stima preliminare di Istat pubblicata il 30 ottobre, il NIC sale dello 0,9% sul mese e del 5,4% sull’anno (da 4,2%). L’IPCA segna +1,2% sul mese e +5,6% sull’anno.

Il peso dell’energia sui prezzi in Italia

L’accelerazione italiana arriva soprattutto dai prodotti energetici. Gli energetici regolamentati passano dal 25,8% al 59,5% su base annua, con un balzo del 18,8% in un solo mese. I non regolamentati salgono dal 22,5% al 29,4%. Pesano anche gli alimentari non lavorati (da 5,5% a 7,5%) e i servizi di trasporto (da 1,6% a 3,1%).

I beni nel complesso corrono al 7,5% annuo (da 5,4%), mentre i servizi si fermano al 2,9% (da 2,6%). Il divario rispetto alla media europea si concentra sui beni, bollette e spesa in testa.

Stima flash: quando arrivano i dati definitivi

Tutti i numeri di ottobre sono provvisori. I dati definitivi arrivano il 17 novembre per l’Italia e il 18 novembre per l’intera area euro. Di solito le revisioni sono contenute: possono comunque spostare qualche decimale.