Cambiano le regole per chi chiede un prestito da rimborsare con la pensione. L’Inps ha rivisto la disciplina della cessione del quinto della pensione con la circolare n. 109 del 2 novembre 2026. La circolare attua il regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto con la delibera n. 55/2026. Le novità riguardano:
- i nuovi finanziamenti;
- la traslazione delle rate residue dallo stipendio alla pensione;
- i rinnovi, le estinzioni anticipate e le rimodulazioni dei prestiti.
Per gli intermediari convenzionati con l’Istituto restano i tetti al TAEG, il tasso annuo effettivo globale, aggiornati ogni trimestre.
Come funziona la cessione del quinto della pensione
La cessione del quinto è un finanziamento che il pensionato restituisce in un massimo di dieci anni. La rata viene trattenuta ogni mese direttamente sull’assegno.
Ci sono due limiti, a tutela del reddito. La rata non può superare un quinto dell’importo disponibile della pensione. E, in ogni caso, sull’assegno deve restare almeno la soglia del trattamento minimo.
Un esempio aiuta a capire l’ordine di grandezza. Su un importo disponibile di 1.000 euro al mese, la rata massima teorica è di 200 euro. La cifra effettiva può essere più bassa, perché il calcolo deve sempre lasciare intatto il trattamento minimo.
Cosa succede ai prestiti fatti prima della pensione
La circolare interviene anche sulla traslazione. È il caso di chi aveva già in corso una cessione del quinto dello stipendio quando è andato in pensione: il debito residuo passa dallo stipendio alla pensione.
Rinnovi, estinzioni anticipate e rimodulazioni
La circolare regola anche tre passaggi della vita del prestito:
- il rinnovo del finanziamento;
- l’estinzione anticipata;
- la rimodulazione del prestito.
L’Istituto richiama inoltre banche e intermediari finanziari al rispetto delle procedure previste.
La comunicazione di cedibilità prima della firma
Prima di firmare il contratto bisogna chiedere all’Inps la comunicazione di cedibilità. È il documento che certifica in modo ufficiale la rata massima che il pensionato può sostenere con la cessione. Senza questo documento il contratto non va firmato.
| Passaggio | Chi se ne occupa | Cosa prevede il comunicato Inps |
|---|---|---|
| Comunicazione di cedibilità | Inps, su richiesta del pensionato | Certifica la rata massima, prima della firma |
| Concessione del prestito | Banca o intermediario | L’Inps non interviene |
| Valutazione della solvibilità | Banca o intermediario | L’Inps non interviene |
| Piano di ammortamento | Inps | Lo convalida |
| Trattenute mensili | Inps | Le effettua sull’assegno e le versa alla finanziaria |
| Controversie sul contratto | Pensionato e intermediario | L’Inps non interviene |
| Costo massimo del prestito | Società convenzionate | Tetti al TAEG aggiornati ogni trimestre |
Nota editoriale: la tabella mette in ordine i ruoli descritti dal comunicato Inps del 3 novembre 2026. Il rischio di credito e la scelta dell’offerta restano in capo a chi eroga il prestito e a chi lo firma. L’Inps garantisce il meccanismo di pagamento, non la convenienza del contratto.
Cosa fa l’Inps e cosa resta alla finanziaria
Il ruolo dell’Istituto è limitato alla gestione delle trattenute. L’Inps convalida il piano di ammortamento, effettua le trattenute sull’assegno e le versa alla finanziaria.
Non interviene invece nella concessione del finanziamento. Non valuta la solvibilità di chi chiede il prestito e non entra nelle eventuali controversie sul contratto. Su questi aspetti il rapporto resta tra il pensionato e l’intermediario.
I tetti al TAEG per le società convenzionate
Per le banche e le finanziarie convenzionate con l’Inps restano in vigore limiti massimi al TAEG. Le soglie vengono aggiornate ogni trimestre, a garanzia dei pensionati.
Dove consultare il regolamento
Il regolamento e lo schema di convenzione aggiornati si trovano sul sito dell’Inps, nella pagina “La cessione del quinto della pensione”, all’interno della sezione “Documentazione amministrativa”.






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