illycaffè, le Rappresentanze Sindacali Aziendali e le organizzazioni sindacali di categoria hanno sottoscritto un accordo di secondo livello che introduce un Premio di Risultato destinato al personale operaio e impiegatizio dell’azienda.
Un’intesa che, come sottolinea la stessa illycaffè, testimonia la volontà di estendere anche a chi lavora in produzione e negli uffici la partecipazione ai risultati collettivi del gruppo, affiancando questo riconoscimento al sistema di merito individuale già in vigore. Non si tratta di un dettaglio marginale: in un momento in cui il tema della condivisione del valore generato dalle imprese con i propri lavoratori è al centro del dibattito sulle relazioni industriali, accordi di questo tipo assumono un peso che va oltre il singolo stabilimento, diventando un segnale delle politiche retributive di un’azienda che ha attraversato anni complessi sul fronte dei costi.
I contenuti dell’accordo
Il Premio di Risultato può arrivare fino a 1.800 euro, con l’importo che varia in base all’inquadramento del lavoratore, ed è legato al raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita e redditività fissati dal gruppo. Una caratteristica importante dell’intesa riguarda la flessibilità: è prevista infatti la possibilità di conversione volontaria del premio in strumenti di welfare aziendale, con un valore aggiuntivo del 10% sulla quota convertita, un meccanismo ormai consolidato nella contrattazione di secondo livello italiana e che consente ai lavoratori di scegliere tra liquidità immediata e benefit fiscalmente più vantaggiosi. L’accordo è stato firmato dalle Rsa insieme a Fai Cisl e Flai Cgil di Trieste, Milano Metropoli e Ticino Olona, per lo stabilimento di Robecchetto con Induno, in provincia di Milano.
Le parole dell’azienda
Il testo dell’intesa parla esplicitamente della volontà dell’azienda di riconoscere anche a operai e impiegati il contributo ai risultati collettivi, integrandolo con il sistema di merito individuale già esistente. Per Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, come riporta l’Ansa, il contesto in cui questo risultato è maturato non è dei più semplici, segnato dall’andamento dei costi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche internazionali; nonostante ciò, l’azienda sta performando molto bene grazie all’impegno straordinario dei propri collaboratori. Scocchia definisce il nuovo Premio di Risultato un passo in avanti per offrire alle persone dell’azienda una partecipazione ai risultati del Gruppo, riconoscendo il contributo che ciascuno fornisce ogni giorno alla crescita e al successo aziendale.
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Illycaffè da Trieste al mondo
Per comprendere il peso di questo accordo occorre guardare alla storia dell’azienda. illycaffè nasce a Trieste nel 1933 per iniziativa di Francesco Illy, imprenditore di origini ungheresi arrivato in città dopo la Prima guerra mondiale. Fin dai primi anni l’azienda punta sull’innovazione: nel 1935 Francesco brevetta la Illetta, progenitrice delle moderne macchine per l’espresso, e mette a punto il sistema di pressurizzazione, un metodo rivoluzionario che preserva l’aroma del caffè e ne permette l’esportazione anche verso mercati lontani. Grazie a questa intuizione, già negli anni Quaranta i barattoli illy raggiungono Svezia e Olanda. Il testimone passa poi a Ernesto Illy, figlio del fondatore, che entra in azienda alla fine degli anni Quaranta portando un approccio scientifico alla produzione e ponendo le basi per l’espansione internazionale in Europa, prima, e negli Stati Uniti poi: nel 1980 illy diventa il primo torrefattore italiano a sbarcare con successo sul mercato statunitense.
Oggi il gruppo, guidato da Andrea Illy come presidente e da Cristina Scocchia come amministratore delegato dal 2022, è presente in oltre 140 Paesi ed è stato tra i primi player del settore a ottenere, nel 2013, la certificazione B Corp. Nel 2021 la famiglia Illy ha aperto per la prima volta il capitale a un investitore esterno, il fondo di private equity Rhône Capital, per sostenere ulteriormente la crescita. Sul piano economico, il bilancio 2024 racconta un’azienda in salute: i ricavi del gruppo hanno raggiunto i 630 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, trainati dall’aumento dei volumi in Italia, Stati Uniti, Spagna, Francia e Regno Unito. Il margine operativo lordo si è attestato a 110 milioni di euro, in progressione del 19%, con un Ebitda margin salito al 17,5% dei ricavi, mentre il margine operativo netto ha toccato i 61 milioni, in crescita del 50%. Il gruppo conta complessivamente oltre mille dipendenti nel mondo e ha in corso un piano di investimenti da 120 milioni di euro per raddoppiare la capacità produttiva e logistica dello stabilimento di Trieste.
Gli ultimi anni, tuttavia, non sono stati privi di sfide: il prezzo della materia prima del caffè verde è aumentato di circa il 40% nel 2024 ed è ulteriormente raddoppiato nel 2025, in un contesto reso ancora più complesso dalle tensioni geopolitiche internazionali. Proprio in questo scenario si inserisce la scelta dell’azienda di premiare l’impegno dei propri lavoratori, un segnale di continuità con le politiche di condivisione dei risultati già adottate negli anni scorsi, quando l’azienda aveva riconosciuto un bonus straordinario da un milione di euro a oltre mille dipendenti a livello globale.






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