Con l’impennata dei prezzi, i consumatori di caffè stanno acquistando “meno ma meglio”, alimentando la domanda di caffè in chicchi e di macchine con macinacaffè integrato. Lo rivela al Financial Times Giuseppe Lavazza, presidente dell’azienda a conduzione familiare, secondo cui “l’era delle capsule è finita”.
Il cambiamento di abitudini dei consumatori
Per Lavazza, il passaggio al caffè in chicchi rappresenta la “tendenza più importante” del settore. “Le persone cercano i chicchi e forse amano ricreare a casa l’esperienza del bar. Forse preferiscono consumarne un po’ meno, ma di qualità superiore”, ha dichiarato. I numeri confermano la tendenza: nell’anno fino a maggio, le vendite di caffè in chicchi sono aumentate del 35% in valore in Francia, del 33% in Italia e del 31,2% in Germania.
Quattro anni di turbolenza sui prezzi
Il contesto in cui matura questo cambiamento è quello di un mercato sotto pressione da tempo. Negli ultimi quattro anni, il comparto ha attraversato una fase turbolenta a causa del maltempo e di raccolti scarsi, che hanno spinto i prezzi sia dell’arabica sia della robusta a livelli record nel 2025, costringendo i torrefattori ad aumentare ripetutamente i listini. L’aumento simultaneo dei prezzi di entrambe le varietà ha inoltre ridotto la capacità dei torrefattori di contenere i costi sostituendo l’arabica, più costosa, con la robusta, tradizionalmente il chicco più economico utilizzato nel caffè solubile e nelle miscele per espresso.
La Germania guida la transizione
Secondo Lavazza, la Germania, principale mercato europeo del caffè, è il Paese più all’avanguardia: i chicchi rappresentano ormai un segmento più ampio rispetto al tradizionale caffè tostato e macinato. La tendenza è nata durante la pandemia, quando la chiusura dei bar e il lavoro da casa hanno spinto le famiglie a spendere di più per le attrezzature da caffè. La crescita costante sia dei chicchi sia delle macchine ha poi mostrato come questa abitudine sia rimasta anche dopo il ritorno dei consumatori negli uffici e nei bar.
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Il quadro anche negli Stati Uniti
Anche i dati statunitensi indicano la stessa direzione, sebbene il cambiamento risulti meno marcato. Secondo NielsenIQ, nelle 52 settimane fino al 27 giugno le vendite di caffè in chicchi sono aumentate del 3,2%, mentre quelle delle cialde sono diminuite del 4,9% e quelle del caffè macinato del 3,9%.
Nessun taglio dei prezzi in vista
Sebbene i futures sull’arabica e sulla robusta si siano allontanati dai picchi dello scorso anno, per Lavazza il mercato resta troppo instabile perché il gruppo possa iniziare a invertire l’andamento al rialzo dei prezzi al dettaglio. “Riteniamo che non sia il momento di pensare a un possibile taglio dei prezzi”, ha dichiarato, aggiungendo che la possibilità di un ulteriore aumento dei listini non è del tutto esclusa.
Secondo Lavazza, il settore avrebbe bisogno di almeno due raccolti abbondanti in Brasile e Vietnam per ricostituire le scorte esaurite. Piogge inaspettate hanno intanto rallentato l’attuale raccolto brasiliano, mentre il gelo, El Niño e altri rischi meteorologici potrebbero ancora compromettere le forniture.
“La volatilità è la nuova costante”
Per Lavazza, il mercato del caffè ha subito una “trasformazione fondamentale in termini di domanda e offerta”. Ha concluso: “La volatilità è la nuova costante del nostro contesto economico”.






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