Oltre mille star di Hollywood, tra attori e registi, hanno firmato una lettera aperta contro la proposta fusione tra Warner Bros. Discovery (WBD) e Paramount Global. La missiva, rivelata dal New York Times, porta firme di alto profilo come Bryan Cranston, Joaquin Phoenix, Tiffany Haddish, Lily Gladstone, Yorgos Lanthimos, Glenn Close e Adam McKay. L’iniziativa riflette le preoccupazioni crescenti nel settore cinematografico per il consolidamento mediatico, in un momento in cui l’industria affronta già l’instabilità post-pandemica e l’ascesa dello streaming.

Le preoccupazioni espresse nella lettera

I firmatari della missiva denunciano che l’unione porterebbe a “meno opportunità per i creativi, meno posti nella produzione, costi più alti e meno scelta per il pubblico”. Descrivono la transazione come “un ulteriore consolidamento di un panorama mediatico già concentrato”, destinato a restringere le opportunità creative e ad aumentare i prezzi per gli spettatori. Questa posizione è supportata dai sindacati di settore, che avevano già paventato rischi di licenziamenti durante la recente asta per i diritti NFL, vinta da Paramount a febbraio ai danni di Netflix.

La replica di Paramount e WBD

Paramount e Warner Bros. Discovery rispondono con fermezza, sottolineando: “Sosterremo i talenti”. L’operazione, annunciata di recente, mira a creare un colosso che controlli gli studi Paramount e Warner Bros., le reti CBS e CNN, decine di canali via cavo e le piattaforme streaming Paramount+ e Max (ex HBO Max). I leader delle aziende difendono il merger come necessario per competere in un mercato dominato da giganti tech come Amazon e Netflix, promettendo investimenti nei contenuti nonostante i tagli annunciati.

Lo scrutinio regolatorio internazionale 

L’affare è sotto esame antitrust in molteplici giurisdizioni. Negli Stati Uniti, la Federal Trade Commission (FTC) e il Dipartimento di Giustizia stanno valutando i rischi di monopolio; in Unione Europea, la Commissione Europea analizza l’impatto sul mercato unico; e nel Regno Unito, la Competition and Markets Authority (CMA) ha avviato l’istruttoria preliminare. Se approvato, il nuovo gigante mediatico gestirebbe una quota significativa del mercato USA, sollevando timori per la diversità dei contenuti e la concorrenza.

Fusione Paramount-Warner e i timori di Hollywood: cosa cambia per film, streaming e cinema

Dettagli finanziari 

La fusione prevede meccanismi protettivi robusti: una penale di risoluzione da 7 miliardi di dollari in caso di blocco regolatorio, più una “ticking fee” trimestrale di 0,25 dollari per azione dopo il 30 settembre 2026. Paramount ha già pagato a Netflix 2,8 miliardi di dollari come penale per il recesso dal contratto NFL, assumendosi l’onere per conto di WBD. Questi elementi indicano una determinazione ferrea a chiudere l’operazione, ma allungano i tempi delle approvazioni, con possibili ritardi fino al 2027. 

L’evoluzione della vicenda resta incerta, con Hollywood divisa tra paure di concentrazione e speranze di maggiore efficienza.