Povertà energetica: 5,3 milioni di italiani in difficoltà

Povertà energetica in crescita: 5,3 milioni di italiani colpiti. Ecco dati, cause e impatto dei rincari energia 2024-2026.

La povertà energetica colpisce circa 5,3 milioni di italiani, pari a 2,4 milioni di famiglie, che faticano a coprire le spese essenziali per elettricità e riscaldamento. Sono i dati dell’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia, su dati Istat e OIPE relativi al 2024, nel quale non si considerano i costi per carburanti auto e moto. Si parla di povertà energetica quando la spesa energetica supera quote “normali” sul reddito familiare, o quando le famiglie rinunciano a servizi basilari come riscaldamento, raffrescamento o uso di elettrodomestici.

Il Sud più vulnerabile 

Le regioni meridionali registrano le incidenze più alte. In Puglia, oltre 302.500 famiglie (quasi 700 mila persone) sono in difficoltà, pari al 18% dei nuclei familiari. Segue la Calabria con 143.400 famiglie (318 mila individui, 17,4%) e il Molise con 22.650 (49 mila persone, 17%). 

Al Nord e Centro la situazione è meno grave: Marche, Friuli-Venezia Giulia e Lazio mostrano quote inferiori. Questo squilibrio riflette vulnerabilità economiche e abitative diffuse al Sud.

Impatto dei rincari recenti e prospettive 2025-2026

I dati del 2024 rischiano di peggiorare per i rincari degli ultimi 40 giorni, legati al conflitto in Iran, con gas +6,3% e elettricità +6,7% rispetto al 2024. Per il 2026, la Cgia prevede un aggravio di 5,4 miliardi di euro sulle famiglie (6,6 miliardi vs 2024). In Lombardia l’impatto assoluto è massimo (+1,1 miliardi), seguita da Veneto (+557 milioni), Emilia-Romagna (+519) e Lazio (+453). Chiudono Basilicata (+45 milioni), Molise (+25) e Valle d’Aosta (+10 milioni). Situazione in evoluzione, le tensioni geopolitiche potrebbero amplificare, e non poco, il fenomeno.

Le cause sono molteplici 

L’OIPE identifica la povertà energetica come incapacità di accedere a energia essenziale a costi sostenibili, intrecciando basso reddito, case inefficienti e prezzi alti. Tipi principali: spesa eccessiva (fino al 10-15% del reddito in edifici mal isolati); sottoconsumo (rinuncia a riscaldamento/condizionamento, “deprivazione nascosta”); ritardi pagamenti bollette o rischi distacco delle forniture. Le famiglie numerose sono più colpite, così come gli anziani soli e i lavoratori con reddito instabile: alla fine non è solo una questione economica, ma di qualità abitativa e qualità della vita quotidiana.

Doppio colpo per autonomi e microimprese

Artigiani, commercianti e partite IVA – 70% lavora solo – pagano due volte: come utenti domestici e per attività (luci, riscaldamento laboratori, aria condizionata negozi). I rincari erodono margini già ridotti, spingendo a tagli dei consumi o rinvii degli investimenti. La Cgia evidenzia come questa fascia tenga in piedi l’economia diffusa, ma subisca pressioni crescenti, con effetti a catena su occupazione e consumi locali, specie nel Sud Italia. 

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche