Gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran (e la relativa reazione) stanno scuotendo i mercati globali. I futures statunitensi hanno inizialmente perso oltre l’1%, mentre il petrolio ha registrato un’impennata. Il greggio americano è salito fino al +5,8%, il Brent ha guadagnato circa il +6%. Con l’avanzare delle contrattazioni, le perdite si sono parzialmente ridotte.
A metà mattina a Bangkok, i futures sull’S&P 500 e sul Dow Jones Industrial Average risultavano in calo di circa lo 0,8%.
Borse asiatiche in ribasso, Nikkei -1,5%
In Asia l’apertura è stata negativa. Il Nikkei 225 di Tokyo ha perso inizialmente oltre il 2%, per poi attestarsi a -1,5% a metà giornata, a quota 57.981,54.
A Hong Kong l’Hang Seng ha ceduto l’1,6% a 26.215,91. Lo Shanghai Composite è rimasto stabile a 4.163,01. Taiwan ha perso lo 0,6%, Singapore l’1,9%, Bangkok il 2,1%. In Australia l’S&P/ASX 200 ha registrato -0,3% a 9.173,50. Mercati chiusi in Corea del Sud per festività.
Venerdì Wall Street aveva già chiuso in ribasso: l’S&P 500 ha perso lo 0,4%, segnando il secondo mese negativo negli ultimi dieci. Il Dow Jones è sceso dell’1,1%, il Nasdaq dello 0,9%.
Reazione dei mercati
| Mercato / Asset | Variazione |
|---|---|
| Futures S&P 500 | -0,8% |
| Nikkei 225 | -1,5% |
| Hang Seng | -1,6% |
| Brent | +6,2% |
| WTI | +5,9% |
| Oro | +2,4% |
Petrolio in rally: lo Stretto di Hormuz al centro delle preoccupazioni
I trader stanno scommettendo su un possibile rallentamento o blocco delle forniture di petrolio dall’Iran e dal Medio Oriente. Attacchi nella regione, inclusi quelli contro due navi nello Stretto di Hormuz, hanno limitato la capacità di esportazione.
Stephen Innes di SPI Asset Management ha dichiarato: “Circa un quinto dei flussi globali di petrolio e GNL (gas naturale liquefatto) passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Non è un canale qualsiasi. È l’aorta del sistema energetico globale”.
Il greggio statunitense ha inizialmente registrato un balzo vicino all’8%, per poi stabilizzarsi a +5,9% a 71 dollari al barile. Il Brent è salito del 6,2% a 77,38 dollari.
Un conflitto prolungato potrebbe determinare aumenti anche per altri carburanti e benzina, con effetti a catena sui costi di produzione globali.
RaboResearch Global Economics & Markets ha evidenziato che interruzioni prolungate dei flussi petroliferi avrebbero “enormi implicazioni per petrolio e GNL e per ogni mercato ovunque, se dovesse accadere. L’energia è un input per TUTTA la produzione”.
Oro in rialzo e timori inflazione negli Stati Uniti
Il prezzo dell’oro, considerato bene rifugio in periodi di incertezza, è aumentato del 2,4% fino a circa 5.371 dollari l’oncia.
Nel mercato obbligazionario i rendimenti dei Treasury sono scesi, segnale che gli investitori cercano asset più sicuri.
Stephen Innes ha commentato: “Quando i mercati sono fragili, non hanno bisogno di un colpo da knockout. Hanno solo bisogno di un altro peso sul bilanciere”.
A pesare è anche il dato sull’inflazione all’ingrosso negli Stati Uniti, salita al 2,9% nell’ultimo mese contro l’1,6% atteso dagli economisti. Un livello che potrebbe spingere la Federal Reserve a ritardare eventuali tagli dei tassi di interesse.
Tassi più bassi stimolerebbero economia e mercati, ma aumenterebbero il rischio inflattivo.
Cina e forniture energetiche
L’Iran esporta circa 1,6 milioni di barili al giorno, in gran parte verso la Cina. Un’interruzione costringerebbe Pechino a cercare forniture alternative.
Michael Langham di Aberdeen Investments ha sottolineato che la Cina dispone di riserve petrolifere fino a 1,5 miliardi di barili e potrebbe compensare un calo delle forniture iraniane aumentando le importazioni dalla Russia.
Cambi valutari
Nelle prime contrattazioni di lunedì, il dollaro è salito a 156,34 yen da 156,27. L’euro è sceso a 1,1789 dollari da 1,1762.
Fonte: Associated Press.
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FAQ
Perché il petrolio è salito?
Timori di interruzioni nelle forniture dal Medio Oriente, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz.
Quanto esporta l’Iran?
Circa 1,6 milioni di barili al giorno, principalmente verso la Cina.
Perché l’oro è aumentato?
È considerato bene rifugio in periodi di instabilità geopolitica.
La Federal Reserve può tagliare i tassi?
L’inflazione al 2,9% potrebbe spingere la banca centrale a rinviare eventuali riduzioni.






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