Il gruppo tedesco Varta, storico produttore di pile e batterie, ha presentato istanza di insolvenza. La richiesta, che riguarda quattro società del gruppo — la capogruppo Varta AG, con sede a Ellwangen, e le controllate operative Varta Microbattery GmbH, Varta Micro Production GmbH e Varta Storage GmbH — è stata depositata presso il tribunale di Stoccarda ed è ora al vaglio dei giudici. Secondo l’azienda, l’obiettivo della procedura è garantire il proprio futuro economico e consentire la prosecuzione sostenibile delle attività operative. A pesare sui conti, già fortemente indebitati, è soprattutto la perdita del cliente principale, Apple, che ha spostato le forniture verso produttori asiatici. Sul tavolo c’è anche il futuro dello stabilimento bavarese di Nördlingen, destinato alla chiusura.

Il nodo dei finanziamenti

A far precipitare la situazione è stata la richiesta dei creditori, che mercoledì hanno chiesto il rimborso dei prestiti concessi, spingendo di fatto l’azienda verso l’insolvenza. Secondo la stampa tedesca, i principali finanziatori del gruppo sono Deutsche Bank e tre fondi d’investimento londinesi: Blantyre, RBC BlueBay e Whitebox.

Un’analisi indipendente ha stabilito che a Varta servivano decine di milioni di euro di nuovi finanziamenti a breve termine. Nonostante trattative serrate, nessuno si è detto disposto a versare capitale fresco. A chiudere le porte sono stati anche gli stessi azionisti: la casa automobilistica Porsche AG e l’investitore austriaco Michael Tojner hanno rifiutato di garantire nuove risorse alla società in difficoltà.

La stessa Varta, spiegando le ragioni della crisi, ha parlato di un «significativo peggioramento delle condizioni di mercato», aggravato da una domanda debole e dagli effetti negativi delle oscillazioni valutarie: sono fattori che, in un settore ormai completamente globalizzato come quello delle batterie, incidono pesantemente su costi e competitività.

L’addio di Apple e la chiusura in Baviera

Il colpo più duro è arrivato in primavera, con la perdita del cliente più importante. Apple ha deciso di affidare a produttori cinesi la fornitura delle micro-batterie destinate agli auricolari AirPods. Varta continuerà a realizzare le pile a bottone “CoinPower” per le cuffie wireless dell’azienda statunitense fino a novembre, ma in futuro queste verranno con ogni probabilità acquistate in Asia.

Le conseguenze si abbattono direttamente sullo stabilimento di Nördlingen, in Baviera, dove lavorano circa 350 dipendenti: l’impianto dovrebbe chiudere a ottobre.

Verso lo spacchettamento del gruppo

Il futuro di Varta appare ora segnato da una possibile frammentazione. Secondo quanto riferito da Reuters, i principali creditori, tra cui Deutsche Bank, punterebbero a rilevare il redditizio business delle batterie per uso domestico, mentre Tojner avrebbe manifestato interesse per la divisione delle microbatterie.

Non è la prima crisi per il gruppo. Nel 2024 Varta aveva avviato un piano di ristrutturazione per evitare il fallimento: in quell’occasione i vecchi azionisti persero le loro quote e i creditori rinunciarono a parte dei propri crediti. All’inizio dello scorso aprile l’azienda aveva dichiarato di aver completato il risanamento e di essere tornata sulla strada giusta. Nei suoi ultimi bilanci, relativi al 2024, il gruppo aveva registrato un fatturato di circa 793 milioni di euro e una perdita di 64,5 milioni. Oltre alle batterie domestiche, Varta produce microbatterie per apparecchi acustici e sistemi di accumulo dell’energia.

La vicenda arriva peraltro in un momento delicato per l’intero settore europeo delle batterie, già scosso negli scorsi mesi dalla crisi della svedese Northvolt, altro nome simbolo dei tentativi del continente di costruire una filiera autonoma nell’accumulo energetico.

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Il futuro dei lavoratori

È soprattutto sul fronte occupazionale che si concentrano ora le maggiori preoccupazioni. Il gruppo Varta impiega complessivamente circa 3.200 dipendenti nel mondo, secondo i dati forniti dalla stessa azienda (altre fonti, comprese agenzie internazionali, parlano di una forza lavoro complessiva superiore alle 3.000 unità, con alcune stime che arrivano fino a 4.000 persone contando l’indotto). Di questi, circa 350 lavorano nello stabilimento di Nördlingen, la cui chiusura è prevista per ottobre e rappresenta il primo, concreto contraccolpo occupazionale della crisi. La sede centrale di Ellwangen, nel sud-ovest della Germania, resta invece il cuore produttivo del gruppo, ma il suo destino — così come quello di migliaia di altri posti di lavoro — dipenderà ora dall’esito della procedura di insolvenza e dalle trattative tra creditori e potenziali acquirenti delle diverse divisioni aziendali. Nelle prossime settimane si capirà se lo spacchettamento del gruppo riuscirà a salvare almeno parte dell’occupazione, oppure se la crisi finanziaria si tradurrà in nuovi tagli.

Aggiornamento, 28 luglio, 18.43. Riceviamo e pubblichiamo la nota seguente:

In relazione alle ultime informazioni riguardanti la procedura di insolvenza avviata da VARTA AG e da alcune società collegate al brand VARTA, VARTA Consumer Batteries Italia S.r.l. desidera fare chiarezza e rassicurare clienti, partner commerciali e consumatori. 

VARTA Consumer Europe Holding GmbH, che controlla interamente VARTA Consumer Batteries Italia S.r.l., non fa più parte di VARTA AG, e non è in alcun modo coinvolta nelle procedure di insolvenza che riguardano alcune società legate al brand VARTA. Queste ultime, infatti, coinvolgono solo le società di microbatterie industriali (tra cui le celle CoinPower) e di sistemi di accumulo industriali.

“La società a cui compete la produzione e distribuzione di pile a uso domestico (stilo, ministilo, specialistiche bottone e ricaricabili), caricabatterie, power bank e dispositivi di illuminazione è solida e assolutamente scollegata dalle procedure di insolvenza per alcune società legate al brand VARTA”, evidenzia Agostino Spallina, Managing Director VARTA Consumer Batteries Italia.

VARTA Consumer Batteries conferma quindi la propria piena capacità di garantire fornitura, affidabilità del servizio e supporto commerciale.

“La nostra priorità resta offrire prodotti di alta qualità e la massima affidabilità di servizio ai nostri partner”, conclude Agostino Spallina.