I prezzi dei carburanti registrano un nuovo calo il 13 aprile, ma si tratta di una riduzione limitata che potrebbe esaurirsi nel giro di poche ore. Secondo i dati raccolti sulla rete nazionale, la benzina self service scende a 1,783 euro al litro (-6 millesimi rispetto a venerdì), mentre il gasolio si attesta a 2,160 euro al litro (-21 millesimi).

Il movimento riguarda quasi tutte le principali compagnie, con ribassi diffusi sui listini consigliati. Restano invece in lieve aumento il Gpl, che sale a 0,795 euro/litro (+2 millesimi), mentre il metano scende a 1,605 euro/kg.

Sulla rete autostradale i prezzi restano più elevati: benzina a 1,815 euro/litro e diesel a 2,191 euro/litro, entrambi in calo ma con differenze ancora marcate rispetto alla rete ordinaria.

Ribassi diffusi ma contenuti: i movimenti dei principali marchi

I dati della rilevazione di Staffetta Quotidiana mostrano una fase di assestamento dei prezzi. Alcuni operatori hanno già ritoccato i listini:

  • Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro benzina e gasolio
  • IP ha tagliato 6 centesimi sul diesel
  • Q8 ha ridotto il gasolio di 4 centesimi
  • Tamoil ha abbassato il diesel di 3 centesimi

Nonostante questi interventi, l’impatto per gli automobilisti resta limitato. Le variazioni, spesso nell’ordine dei millesimi, sono difficilmente percepibili al distributore.

Prezzi medi nazionali: il quadro completo

TipologiaPrezzo medioDifferenza
Benzina self1,784 €/l-6 millesimi
Diesel self2,163 €/l-21 millesimi
Benzina servito1,920 €/lstabile
Diesel servito2,299 €/lstabile
GPL0,799 €/l+2
Metano1,582 €/kg-1

Le differenze tra compagnie e pompe bianche restano contenute. Per la benzina self si va da 1,787 €/l delle compagnie a 1,779 €/l delle pompe indipendenti. Sul diesel, invece, i prezzi sono quasi allineati.

Il warning del Codacons: il petrolio sopra i 100 dollari cambia tutto

Il calo dei prezzi potrebbe durare pochissimo. Il Codacons avverte senza mezzi termini:

“Il vero pericolo tuttavia è dietro l’angolo: il rialzo delle quotazioni del petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile porterà nelle prossime ore a rincari generalizzati dei listini di benzina e gasolio alla pompa in tutta Italia, vanificando i ribassi registrati negli ultimi giorni. Senza contare che il prossimo 1° maggio scadrà anche il taglio delle accise da 24,4 centesimi varato dal governo”.

Secondo l’associazione dei consumatori, l’attuale fase di prezzi stabili rappresenta solo una pausa tecnica dopo i ribassi dei giorni precedenti.

Prezzi quasi fermi oggi: perché gli automobilisti non percepiscono il calo

Sempre secondo il Codacons, i listini risultano oggi “sostanzialmente stazionari”. Le riduzioni sono minime e non incidono realmente sulla spesa quotidiana.

Nel dettaglio:

  • benzina: 1,788 euro/litro
  • diesel: 2,161 euro/litro

Numeri che confermano un mercato in equilibrio temporaneo, ma già esposto a nuove pressioni.

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Cosa succede dal 1° maggio: il nodo accise

A rendere più concreto il rischio rincari è anche una scadenza precisa: il 1° maggio terminerà il taglio delle accise da 24,4 centesimi al litro.

Se non verrà prorogato, l’impatto sui prezzi sarà immediato e diretto. In quel caso, il costo alla pompa potrebbe aumentare sensibilmente in pochi giorni, indipendentemente dall’andamento del petrolio.