Oggi, 21 luglio 2025, segna un momento storico per la Polonia e il panorama energetico europeo. La Central European Petroleum (CEP), società con sede in Canada, ha annunciato la scoperta del più grande giacimento di idrocarburi convenzionali nella storia del Paese, situato a circa 6 chilometri da Świnoujście, nel Mar Baltico.
Il pozzo Wolin East 1 (WE1), parte della concessione Wolin, contiene stime preliminari di 22 milioni di tonnellate di greggio e 5 miliardi di metri cubi di gas naturale di qualità commerciale. Le proiezioni per l’intera area della concessione indicano riserve potenziali di 33 milioni di tonnellate di petrolio e 27 miliardi di metri cubi di gas, una scoperta che potrebbe rivoluzionare il settore energetico polacco.
Le dimensioni del giacimento
La scoperta di Wolin East 1 è tra le più significative in Europa negli ultimi dieci anni. Le riserve stimate del pozzo rappresentano oltre il 300 milioni di barili di petrolio equivalente, un volume che potrebbe più che raddoppiare le riserve petrolifere nazionali, che nel 2023 ammontavano a circa 20,2 milioni di tonnellate, secondo i dati di TVP. L’intera concessione Wolin, che si estende su 593 chilometri quadrati lungo la costa nord-occidentale polacca, è considerata una delle strutture geologicamente più promettenti dell’Europa, con un potenziale che potrebbe superare i 300 milioni di barili di olio equivalente.
L’impatto sull’indipendenza energetica
La Polonia, che nel 2023 ha consumato circa 30 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi e 20 miliardi di metri cubi di gas naturale, dipende fortemente dalle importazioni, con il 97% del petrolio e gran parte del gas provenienti dall’estero, principalmente da Medio Oriente, Stati Uniti e Norvegia. La scoperta di Wolin East 1 potrebbe ridurre significativamente questa dipendenza, rafforzando la sicurezza energetica del Paese. Il giacimento si trova strategicamente vicino al terminale di Polskie LNG a Świnoujście e al gasdotto Baltic Pipe, infrastrutture chiave per l’approvvigionamento energetico polacco.
Krzysztof Galos, sottosegretario di Stato e geologo capo della Polonia, ha dichiarato: “La scoperta del giacimento di idrocarburi di Wolin East potrebbe rappresentare una svolta nella storia dell’esplorazione di idrocarburi in Polonia, specialmente in aree ancora poco esplorate come la zona economica esclusiva polacca nel Mar Baltico. Se confermata, potrebbe diventare il più grande giacimento di petrolio greggio e gas naturale associato mai trovato in Polonia”.
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Central European Petroleum: un attore chiave
Fondata nel 2006 a Calgary, in Canada, la Central European Petroleum ha concentrato le sue attività sull’esplorazione di idrocarburi in Europa. La sua controllata polacca, operativa dal 2017, ha ottenuto la concessione Wolin a seguito di un processo competitivo conforme alla direttiva UE 94/22. La CEP ha utilizzato tecnologie avanzate, come un’indagine sismica 2D onshore nel 2018 e una survey 3D offshore con nodi sottomarini nel 2019, la prima del suo genere in Polonia. Queste innovazioni hanno permesso di identificare il potenziale del giacimento Wolin East 1.
Rolf G. Skaar, amministratore delegato di CEP, ha commentato: “Questo è un momento storico sia per Central European Petroleum che per il settore energetico polacco. Consideriamo questa scoperta come la base per lo sviluppo responsabile e a lungo termine delle risorse marine polacche. Wolin East è più di un semplice giacimento promettente: è un’opportunità condivisa per sfruttare appieno il potenziale geologico ed energetico del Mar Baltico”.

Operazioni di perforazione e tecnologia
Le operazioni di perforazione sono state condotte dalla piattaforma jack-up Noble Resolve della Noble Corporation, una società statunitense specializzata in trivellazioni offshore. La gestione del pozzo è stata affidata a Zenith Energy, una società di consulenza con sede ad Aberdeen, che ha supervisionato l’intero processo, dalla progettazione alla sicurezza. Martin Booth, direttore generale di Zenith Energy, ha evidenziato le sfide del progetto: “La concessione Wolin è un progetto complesso a causa dell’area sensibile dal punto di vista ambientale, della posizione in acque poco profonde, del serbatoio ad alta pressione e delle limitate attività di perforazione precedenti nel Mar Baltico polacco, ma è anche un progetto potenzialmente rivoluzionario per il settore del gas in Polonia”.
Contesto energetico europeo
La scoperta arriva in un momento in cui l’Europa sta cercando di ridurre la dipendenza da fornitori energetici esterni, in particolare dalla Russia. La Polonia, uno dei principali consumatori di idrocarburi in Europa, ha fatto progressi significativi verso le energie rinnovabili: nel giugno 2025, le fonti rinnovabili hanno generato il 44,1% dell’elettricità nazionale, superando il carbone per la prima volta. Tuttavia, il consumo di petrolio e gas continua a crescere, rendendo scoperte come quella di Wolin East 1 essenziali per soddisfare la domanda interna.
Sfide ambientali e regolamentazioni
La concessione Wolin si trova in un’area ecologicamente sensibile, sia onshore che offshore. La CEP ha ribadito il suo impegno per il rispetto degli standard ambientali europei e canadesi, utilizzando tecnologie avanzate per minimizzare l’impatto ambientale. Tuttavia, la produzione commerciale richiederà l’approvazione di una documentazione geologica completa. Inoltre, la vicinanza al confine tedesco ha sollevato preoccupazioni: il ministro dell’Ambiente del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Till Backhaus, ha criticato la mancanza di consultazioni transfrontaliere, evidenziando potenziali rischi ambientali.
Il potenziale del Mar Baltico
Il Mar Baltico è stato a lungo considerato un’area con un potenziale inesplorato per gli idrocarburi. La Polonia ha iniziato a produrre petrolio offshore nel 1992 con il giacimento B3, seguito dal giacimento B8 nel 2015. Però, le attività di esplorazione nella regione sono rimaste limitate. La scoperta di Wolin East 1 potrebbe stimolare nuovi investimenti e rilanciare l’interesse esplorativo nella zona economica esclusiva polacca, attirando l’attenzione di altri operatori internazionali.






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