Nel primo trimestre del 2026 l’economia italiana registra una crescita dello 0,2% su base congiunturale, superando le previsioni ferme allo 0,1% e confermando un percorso di espansione dopo il +0,3% dell’ultimo trimestre 2025.
Su base annua, il prodotto interno lordo aumenta dello 0,7%, mentre la crescita acquisita per l’intero anno si attesta allo 0,5%. Il dato segnala una tenuta complessiva del sistema economico, sostenuta soprattutto dalla domanda estera e dal buon andamento del settore dei servizi.
Servizi e turismo trainano la crescita
Il comparto dei servizi si conferma centrale nella dinamica economica. In particolare, il turismo e le attività collegate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina hanno fornito un contributo rilevante, rafforzando il terziario. Questo andamento consolida il ruolo strategico del settore in una fase congiunturale ancora complessa.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, il quadro complessivo resta positivo nonostante le difficoltà globali. La crescita superiore alle attese apre margini per una revisione al rialzo delle stime per il 2026, attualmente intorno allo 0,4%.
Export pilastro della crescita
Le esportazioni continuano a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana. La competitività delle imprese sui mercati internazionali ha sostenuto la crescita, confermando la capacità del sistema produttivo di adattarsi al contesto globale.
Nel 2025, l’export italiano ha superato i 620 miliardi di euro, con una dinamica particolarmente forte nel settore dei servizi. Questo trend sembra essersi mantenuto anche all’inizio del 2026, contribuendo alla stabilità complessiva.
Domanda interna in difficoltà
Accanto ai segnali positivi emergono criticità rilevanti. La domanda interna mostra un segno negativo, rappresentando il principale punto di debolezza del quadro macroeconomico.
Il calo è attribuibile soprattutto alla flessione degli investimenti, dopo cinque trimestri consecutivi di crescita sostenuta. Nel biennio 2024-2025, gli investimenti avevano beneficiato di incentivi fiscali importanti, come Transizione 4.0 e 5.0 e i bonus edilizi, contribuendo in modo significativo al Pil.
Nel primo trimestre 2026 si osserva una fase di normalizzazione, accentuata dai ritardi nei decreti attuativi delle nuove misure previste dalla legge di bilancio.
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Consumi e inflazione: quadro incerto
Sul fronte dei consumi, la situazione resta incerta. Alcuni indicatori suggeriscono una tenuta, sostenuta anche dall’effetto temporaneo delle Olimpiadi. Tuttavia, persistono elementi di debolezza legati al potere d’acquisto delle famiglie.
L’inflazione, pur in rallentamento rispetto ai picchi del biennio 2022-2023, continua a incidere su energia e beni alimentari. Le ultime rilevazioni indicano un’inflazione armonizzata ancora sopra il 2%, con effetti selettivi sui bilanci familiari.
Industria e costruzioni in rallentamento
Dal lato dell’offerta, la dinamica appare differenziata. I servizi crescono, mentre industria e costruzioni mostrano segnali di contrazione.
La produzione industriale evidenzia una fase di debolezza già dalla fine del 2025, con una flessione della manifattura che prosegue nei primi mesi del 2026. Le costruzioni, dopo anni di espansione trainata dagli incentivi, stanno vivendo un rallentamento fisiologico, aggravato dalla riduzione dei bonus e dall’incertezza normativa.
Fiducia in calo e rischi geopolitici
Le indagini sulla fiducia tra marzo e aprile indicano un deterioramento del clima economico. Le imprese segnalano un rallentamento degli ordini, soprattutto nel manifatturiero, mentre le famiglie mostrano maggiore prudenza nelle spese.
A questi fattori si aggiunge il contesto internazionale. Le tensioni tra Iran e Israele rappresentano un rischio concreto, con possibili ripercussioni sui prezzi energetici e sulle rotte commerciali. L’Italia, fortemente dipendente dalle importazioni di energia, resta esposta a eventuali shock su petrolio e gas.
Le prospettive per il 2026
Nel complesso, il dato del primo trimestre introduce margini di revisione al rialzo rispetto alle stime annuali. Tuttavia, il quadro congiunturale suggerisce cautela.
È plausibile una contrazione del Pil nel secondo trimestre, legata alla fine dell’effetto Olimpiadi e al peggioramento del contesto internazionale. Per il trimestre estivo si prevede una fase di stagnazione, con una dinamica piatta.
Un recupero più significativo potrebbe arrivare nella parte finale dell’anno, subordinato a un miglioramento del quadro geopolitico e a una ripresa degli investimenti.
La dichiarazione di Unimpresa
“Il dato del primo trimestre consegna un segnale di fiducia che non va sottovalutato. La crescita, seppur moderata, supera le attese e dimostra la capacità dell’economia italiana di mantenere una traiettoria positiva anche in una fase internazionale complessa. È un risultato che va consolidato, sostenendo con continuità investimenti e domanda interna. Le imprese hanno dimostrato, ancora una volta, resilienza e competitività: ora serve accompagnarle con politiche stabili e coerenti, per rafforzare questa dinamica nel corso dell’anno”.
A dichiararlo è il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
| Indicatore | Valore 2026 Q1 | Previsioni | Trend |
|---|---|---|---|
| Pil congiunturale | +0,2% | +0,1% | Positivo |
| Pil tendenziale | +0,7% | — | In lieve calo |
| Crescita acquisita | +0,5% | — | Moderata |
| Domanda interna | Negativa | — | Debole |
| Export | Positivo | — | Forte |






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