Oggi, 16 giugno, l’Italia ha ufficialmente aderito all’Alleanza Nucleare Europea, un’iniziativa guidata dalla Francia per promuovere l’energia nucleare come pilastro strategico della transizione energetica dell’Unione Europea.

Annunciata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante la riunione dell’Alleanza a margine del Consiglio Energia a Lussemburgo, questa decisione segna un cambio di rotta per l’Italia, che finora aveva partecipato solo come osservatore. “Si tratta di una decisione in linea con le scelte di politica energetica del governo italiano che promuove con convinzione il principio della neutralità tecnologica, per seguire una transizione energetica sostenibile, che garantisca la sicurezza e la resilienza del sistema energetico e favorisca imprese e famiglie,” ha dichiarato Pichetto Fratin.

L’Alleanza, nata nel febbraio 2023, riunisce ora 12 Paesi membri: Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, oltre all’Italia. L’ingresso di Roma come membro effettivo rappresenta un segnale politico forte, che avvicina il Paese alla visione di un mix energetico diversificato e sostenibile, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE.

Obiettivi dell’Alleanza: il nucleare come chiave per la decarbonizzazione

L’Alleanza Nucleare Europea si propone di posizionare l’energia nucleare al centro della strategia europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tra i suoi obiettivi principali figurano la promozione del nucleare come fonte a basse emissioni di carbonio, il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica, e l’accesso a finanziamenti verdi per progetti nucleari, inclusi i piccoli reattori modulari (SMR) e i reattori di quarta generazione (AMR). “Siamo felici di collaborare e lavorare attivamente da oggi, con tutti i Paesi dell’Alleanza nucleare, per promuovere insieme la definizione di un quadro europeo favorevole allo sviluppo dell’intera catena del valore dell’energia nucleare,” ha aggiunto Pichetto Fratin.

Un altro focus dell’Alleanza è la riduzione delle dipendenze strategiche attraverso la creazione di un’industria nucleare europea autonoma, capace di garantire l’approvvigionamento di materie prime nucleari. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un contesto globale in cui l’UE importa oltre il 90% dell’uranio necessario dai Paesi come Kazakistan, Niger, Canada e Russia. Inoltre, l’Alleanza sottolinea il rispetto della neutralità tecnologica, lasciando agli Stati membri la libertà di definire il proprio mix energetico, integrando il nucleare con le fonti rinnovabili per garantire sicurezza e resilienza energetica.

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Il contesto europeo: il nucleare come pilastro energetico

Nel 2023, l’energia nucleare ha rappresentato la principale fonte di generazione elettrica in Europa, producendo 612,1 TWh e superando idroelettrico, eolico e gas naturale. Con 104 reattori attivi e una capacità netta installata di 97.987 MWe all’inizio del 2025, il nucleare copre circa il 22% dell’elettricità prodotta nell’UE, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni di gas serra. La Commissione Europea, nel suo ottavo Programma Indicativo Nucleare (PINC) pubblicato il 12 giugno 2025, stima che per mantenere e potenziare questa capacità saranno necessari investimenti di 241 miliardi di euro entro il 2050, destinati sia all’estensione della vita utile dei reattori esistenti sia alla costruzione di nuovi impianti.

Il commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, ha sottolineato l’importanza del nucleare per un sistema energetico resiliente: “Per realizzare veramente la transizione verso l’energia pulita, abbiamo bisogno di tutte le soluzioni a zero e a basse emissioni di carbonio. L’energia nucleare ha un ruolo da svolgere nella costruzione di un sistema energetico resiliente e più pulito”. Tuttavia, il dibattito sul nucleare in Europa rimane polarizzato, con Paesi come Germania, Austria e Spagna che esprimono scetticismo o opposizione, mentre altri, come la Francia, ne fanno un pilastro della loro strategia energetica.

L’Italia e il nucleare: un ritorno strategico

L’Italia, unica nazione del G7 senza centrali nucleari operative, ha una storia complessa con l’energia nucleare. Dopo il referendum del 1987, seguito all’incidente di Chernobyl, e un ulteriore referendum nel 2011 post-Fukushima, il Paese ha abbandonato la produzione nucleare, smantellando le centrali di Caorso, Garigliano, Latina e Trino Vercellese. Tuttavia, la crisi energetica globale e la necessità di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione hanno riacceso il dibattito. Nel 2025, il governo italiano ha compiuto passi concreti per un ritorno al nucleare, con l’approvazione a febbraio di una legge delega sul nucleare, che concede 24 mesi per legiferare e stanzia 20 milioni di euro iniziali per la ricerca.

Il focus italiano è sulle tecnologie avanzate, in particolare gli Small Modular Reactors (SMR), reattori di piccole dimensioni, trasportabili e modulari, che promettono maggiore sicurezza, flessibilità e costi ridotti rispetto alle centrali tradizionali. Il governo ha istituito Nuclitalia, una società controllata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, per studiare queste tecnologie e valutare opportunità di mercato. Inoltre, la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, lanciata nel 2023, coordina enti di ricerca come ENEA e RSE, università e imprese per sviluppare una strategia nazionale basata su sicurezza e sostenibilità.

Neutralità tecnologica e finanziamenti: le priorità italiane

L’adesione all’Alleanza consente all’Italia di partecipare attivamente ai gruppi di lavoro europei, in particolare quello sul financing, che mira a migliorare l’accesso ai finanziamenti per progetti nucleari, equiparandoli ad altre fonti a basse emissioni. Questo è un punto centrale, considerando le difficoltà storiche del settore nucleare, come gli elevati costi iniziali e i ritardi nella costruzione di nuovi reattori. La Commissione Europea sta lavorando per semplificare l’accesso ai fondi, anche attraverso la Banca Europea per gli Investimenti, e per promuovere innovazioni come gli SMR, con un’Alleanza industriale dedicata attesa per il 2024.

Il principio di neutralità tecnologica, fortemente sostenuto dal governo italiano, garantisce che l’energia nucleare sia considerata al pari di altre fonti low-carbon, senza discriminazioni. “L’Italia sta seguendo una strategia nazionale che in maniera trasparente e graduale promuove una rivalutazione pragmatica del ruolo dell’energia nucleare come fonte decarbonizzata, sicura, affidabile e programmabile,” ha ribadito Pichetto Fratin. Questo approccio si allinea con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), che punta a integrare nucleare e rinnovabili per ridurre le emissioni e garantire la sicurezza energetica.