Dazi Usa-Ue, l’allarme di Lagarde: “Crescita Eurozona a rischio”

Lagarde
La politica protezionistica degli Stati Uniti, con dazi che potrebbero salire al 28%, mette a rischio la crescita dell’Eurozona e l’economia globale. Christine Lagarde, presidente della BCE, lancia l’allarme: l’incertezza sta congelando gli investimenti, mentre l’euro si rafforza.

In un’intervista rilasciata oggi, 12 giugno, all’emittente pubblica cinese CCTV, la presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha espresso profonda preoccupazione per l’impatto delle politiche protezionistiche di Donald Trump. “Quando guardo l’economia globale, vedo un’economia che ha resistito a una serie di shock incredibili”, ha dichiarato Lagarde. “Negli ultimi tre anni, è stato incredibile. L’economia globale ha dimostrato un alto grado di resilienza, e questo è particolarmente vero in Europa. Ma mentre stavamo intraprendendo il percorso di ripresa, una grande incertezza è piombata sull’economia globale, a causa degli shock tariffari e degli annunci che sono stati fatti, poi ritirati, sospesi e rinegoziati”.

Lo scenario di base: un impatto contenuto, ma reale

Secondo le stime della BCE, con i dazi americani congelati al 10%, l’Eurozona subirebbe una riduzione della crescita cumulata di 0,7 punti percentuali nel triennio 2025-2027. Si tratta di un impatto definito “relativamente contenuto” ma che non va sottovalutato. La BCE prevede una crescita del Pil dell’area euro dello 0,9% nel 2025, dell’1,2% nel 2026 e dell’1,3% nel 2027, proiezioni già riviste al ribasso a causa delle tensioni commerciali. Tuttavia, queste stime sono fragili, come sottolineato da Lagarde: “Le nostre proiezioni sono state riviste al ribasso, ma anche quelle del Fmi, della Banca Mondiale e dell’Ocse”.

Lo scenario grave: una stangata sul Pil

Il rischio maggiore arriva dallo “scenario grave” ipotizzato dalla BCE, in cui il fallimento dei negoziati tra Usa e Ue porterebbe i dazi americani a un livello medio del 28%. In questo caso, l’impatto sul Pil dell’Eurozona sarebbe ben più pesante: una riduzione dello 0,5% nel 2025, dello 0,7% nel 2026 e dell’1,1% nel 2027, per un totale di 1 punto percentuale in meno rispetto allo scenario di base. Questo scenario, che include una risposta europea con contro-dazi, potrebbe amplificare l’incertezza economica, con ricadute su investimenti e consumi. Lagarde ha avvertito: “Non è una situazione in cui tutti vincono, ma una situazione in cui tutti perdono”.

L’incertezza frena gli investimenti

L’incertezza generata dalle minacce tariffarie sta già avendo un impatto tangibile. “Questo ha affondato le aspettative di crescita globale”, ha spiegato Lagarde, sottolineando come “il livello di incertezza sta rallentando molti progetti d’investimento e sviluppi, perché gli investitori non sono sicuri del futuro”. Le imprese, di fronte a un panorama commerciale instabile, stanno rimandando decisioni strategiche, con conseguenze che potrebbero pesare sulla ripresa economica. Questo clima di sfiducia è aggravato dalle mosse imprevedibili dell’amministrazione Trump, che alterna annunci di dazi a tentativi di negoziato.

L’euro si rafforza, ma a che prezzo?

Le tensioni commerciali stanno anche influenzando i mercati valutari. Le nuove minacce di dazi unilaterali hanno indebolito il dollaro, portando il rapporto euro-dollaro a salire dello 0,8% a 1,1588, il livello più alto degli ultimi tre anni e mezzo. Questo rafforzamento dell’euro potrebbe complicare ulteriormente l’export europeo. Tuttavia, la presidente della BCE ha sottolineato la resilienza dell’Eurozona: “Molti fattori rendono l’Eurozona resiliente”, ha dichiarato, citando la solidità delle infrastrutture finanziarie e la capacità di adattamento dell’economia europea.

La risposta della BCE: tassi al 2% e flessibilità

Per contrastare le pressioni economiche, la BCE ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli al 2%. “Sulla crescita pesa l’alta incertezza legata ai dazi”, ha commentato Lagarde in conferenza stampa, aggiungendo che “gli investimenti in difesa e in infrastrutture dei governi sosterranno la crescita nel medio termine”. La BCE mantiene un approccio flessibile, pronta a rispondere agli sviluppi economici con “prontezza e agilità”.

Verso una soluzione collaborativa?

Lagarde ha ribadito la necessità di evitare una guerra commerciale che danneggerebbe tutte le economie. Da Pechino, in un intervento presso la Banca Popolare della Cina, ha dichiarato: “Se il commercio globale venisse frammentato in blocchi in competizione, ognuna delle principali economie starebbe peggio. Dobbiamo perseguire soluzioni collaborative”. Questo appello riflette la volontà di mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti, come sottolineato anche dal commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, che ha indicato il 2 aprile come data chiave per l’avvio di eventuali negoziati. Nel frattempo, l’Unione Europea sta lavorando a strategie per diversificare le esportazioni verso paesi terzi, come confermato dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani: “L’Italia ha già pronto un Piano strategico d’azione per accelerare l’export”.

Un’opportunità per l’Europa?

Nonostante le sfide, Lagarde vede spiragli di opportunità. Condividendo la visione del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, la presidente della BCE ha sottolineato il potenziale dell’euro come valuta di riserva mondiale.

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche