La corte di Palazzo Caetani, a Cisterna di Latina, ha ospitato la presentazione del libro “Una nuova primavera” del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un incontro che ha richiamato numerosi cittadini interessati ad ascoltare il racconto politico e personale dell’ex presidente del Consiglio.

Ad aprire la serata sono stati i ringraziamenti agli organizzatori dell’iniziativa, con un riconoscimento particolare a Mondadori Bookstore di Cisterna, promotrice dell’evento, all’amministrazione comunale di Cisterna di Latina, al personale comunale e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’incontro.

Nel suo intervento istituzionale, la vicesindaca di Cisterna di Latina Maria Innamorato ha dato il benvenuto al presidente Conte e al pubblico presente, sottolineando il valore simbolico della corte di Palazzo Caetani come luogo della storia e dell’identità cittadina.

L’amministrazione ha ribadito il proprio impegno nel promuovere occasioni di confronto culturale, ringraziando Mondadori Bookstore per la costante collaborazione nel portare a Cisterna autori di rilievo nazionale.

Richiamando il titolo del libro, Una nuova primavera, la vicesindaca ha evidenziato come la primavera rappresenti una metafora di speranza: una stagione che può nascere soltanto attraverso il lavoro quotidiano e la capacità di seminare oggi per raccogliere domani, principio che, ha spiegato, guida anche l’azione amministrativa della città.

Conte: “Il Movimento 5 Stelle oggi ha un’identità più chiara e una democrazia interna più forte”

Nel corso dell’intervista pubblica, Giuseppe Conte ha affrontato diversi temi di attualità politica, a partire dalle recenti critiche rivoltegli da Beppe Grillo.

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha respinto le accuse di aver snaturato l’identità del Movimento, sostenendo invece che l’attuale organizzazione dispone oggi di strumenti democratici molto più avanzati rispetto al passato.

Conte ha ricordato il percorso partecipativo denominato Nova, attraverso il quale gli iscritti hanno contribuito direttamente alla definizione delle priorità politiche e delle modifiche statutarie, spiegando che la nuova identità del Movimento nasce proprio da un processo di democrazia partecipativa e deliberativa.

Secondo Conte, il Movimento 5 Stelle ha scelto con chiarezza di collocarsi nel campo progressista, pur senza definirsi un partito della sinistra tradizionale.

Le disuguaglianze e la critica alla “meritocrazia” della destra

Nel suo intervento, Conte ha ribadito che una forza progressista deve avere come obiettivo principale la riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali.

Richiamando l’articolo 3 della Costituzione, ha sostenuto che la politica deve garantire pari condizioni di partenza, affinché ogni cittadino possa partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale del Paese.

Ha inoltre criticato la concezione della meritocrazia proposta dal governo Meloni, sostenendo che, senza reali pari opportunità, il richiamo al merito rischia di trasformarsi in uno strumento che giustifica le disuguaglianze anziché superarle.

Guerra, difesa europea e investimenti pubblici

Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi della politica internazionale.

Conte ha ribadito la condanna dell’aggressione russa all’Ucraina, ricordando di aver sostenuto le sanzioni contro la Russia, ma ha insistito sulla necessità di una soluzione diplomatica del conflitto.

Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle, l’Europa sta imboccando la strada di un’economia di guerra, privilegiando investimenti negli armamenti invece che in sanità, scuola, ricerca, innovazione e servizi pubblici.

Ha espresso forti perplessità sul piano europeo per il rafforzamento dell’industria militare, criticando in particolare la strategia tedesca di riconversione industriale verso la produzione bellica e l’obiettivo di incrementare in maniera significativa la spesa militare.

Nel finale dell’incontro è stata posta al presidente Conte una domanda diretta:

«Qual è, secondo lei, l’errore più grande commesso dal governo Meloni in questi anni sul piano economico e quale sarebbe la prima riforma che realizzerebbe tornando a Palazzo Chigi?».

Conte ha individuato come principale errore del governo la mancanza di una vera politica industriale.

Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle, l’esecutivo avrebbe beneficiato delle risorse del PNRR predisposto dal precedente governo, limitandosi però alla sua attuazione senza elaborare una strategia di rilancio dell’economia italiana.

Ha evidenziato come il calo della produzione industriale e la crescita economica prossima allo zero rappresentino i segnali più evidenti dell’assenza di una visione per il sistema produttivo nazionale.

Alla domanda su quale sarebbe la sua priorità in caso di ritorno al governo, Conte ha risposto che la prima misura riguarderebbe il rilancio delle piccole e medie imprese attraverso una politica industriale capace di favorire crescita, innovazione e competitività.