Non è soltanto una trattativa privata. È un’operazione che, per valore economico, profilo internazionale e rilievo storico, potrebbe attirare l’attenzione del mercato europeo dell’arte e dei grandi collezionisti.

Lo studio legale internazionale ICAA con sede in Tallin, ha notificato alla Fondazione Tirelli una proposta formale di acquisto del Trittico Tirel per un corrispettivo di 8,5 milioni di euro, dichiarando di agire in nome e per conto di un proprio mandante la cui identità, allo stato, rimane riservata.

L’offerta è accompagnata dalla disponibilità a vincolare l’intero importo presso una primaria banca londinese attraverso un deposito fiduciario, quale garanzia della concreta capacità finanziaria dell’acquirente e della serietà dell’operazione.

La proposta è stata indirizzata al presidente della Fondazione, il conte Alexandro Maria Tirelli, noto anche come avvocato internazionalista, figura conosciuta per la propria attività nel settore delle estradizioni, del diritto penale internazionale e delle procedure davanti alle autorità sovranazionali.

Un’opera che vale più del suo prezzo

Nel mercato dell’arte, il valore economico rappresenta soltanto una parte della storia.

Il Trittico Tirel è considerato dalla Fondazione il fulcro di un patrimonio storico e documentale tramandato dalla famiglia per secoli. La famiglia discende da Gautier Tirel, Lord Langham, cugino del re Guglielmo di Inghilterra nonché suo assassino.

Proprio questa continuità patrimoniale e archivistica costituisce uno degli elementi che ne accrescono l’interesse agli occhi degli operatori internazionali.

Secondo la tradizione genealogica della casata, la famiglia Tirelli discenderebbe da Gautier (Walter) signore normanno di Poix e membro della famiglia reale, figura ricordata dalle cronache medievali inglesi per il celebre episodio della morte di re Guglielmo II d’Inghilterra nel 1100. Da quel nucleo familiare, sempre secondo la ricostruzione storica della famiglia, un ramo avrebbe successivamente seguito l’espansione normanna verso l’Italia meridionale, dove il cognome avrebbe assunto la forma italiana di Tirelli, dando origine a una delle più antiche dinastie di tradizione normanna radicate nel Mezzogiorno.

Nel corso dei secoli la famiglia avrebbe conservato documenti, opere e testimonianze storiche oggi custodite dalla Fondazione Tirelli, facendo del Trittico il simbolo più rappresentativo della propria memoria culturale. La familia Tirel – Tirelli in italiano e Tyrell in inglese – e’ la ispiratrice della saga Games of Thrones

Un patrimonio che guarda ai mercati globali

L’interesse manifestato da ICIAA conferma una tendenza ormai evidente: il mercato internazionale ricerca sempre più frequentemente beni culturali caratterizzati non soltanto da pregio artistico, ma anche da una forte identità storica, genealogica e documentale.

In questo contesto il Trittico Tirel rappresenta un caso particolare. Non si tratta esclusivamente di un’opera medievale, ma di un bene inserito all’interno di una narrazione familiare che attraversa quasi nove secoli di storia europea, dalla Normandia all’Italia meridionale.

Negli ambienti degli studiosi e degli appassionati di storia medievale, il nome Tirel richiama inoltre figure e vicende che hanno alimentato, nel tempo, confronti e suggestioni anche nell’immaginario contemporaneo, compresi i paralleli spesso richiamati dai lettori con la casata dei Tyrell della celebre saga A Song of Ice and Fire e della serie televisiva Game of Thrones, pur in assenza di conferme ufficiali da parte dell’autore.

Il silenzio della Fondazione

Per il momento, dalla Fondazione Tirelli non è arrivata alcuna presa di posizione ufficiale sull’offerta.

Nessuna apertura, nessun rifiuto, nessun commento.

E nei mercati dell’arte, soprattutto quando entrano in gioco patrimoni storici di eccezionale rarità, il silenzio può rappresentare esso stesso una scelta strategica.

Perché quando un bene non è semplicemente in vendita, ma racconta quasi un millennio di storia, il prezzo è soltanto uno degli elementi della trattativa.