Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% nel secondo trimestre 2026 rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,4% su base annua. Il Codacons, commentando i dati Istat su redditi, consumi e risparmio, richiama l’attenzione sulla pressione esercitata sui bilanci familiari dai rincari degli ultimi mesi e indica tra i fattori di rischio anche gli effetti economici della guerra in Medio Oriente.
Il dato arriva nonostante l’aumento del reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici, cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso.
La dinamica dei consumi è stata più sostenuta: la spesa per consumi finali è aumentata dell’1,7% su base trimestrale. La differenza rispetto alla crescita del reddito disponibile si è accompagnata a una riduzione della quota destinata al risparmio.
La propensione al risparmio scende al 6,7%
Nel periodo aprile-giugno la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici si è attestata al 6,7%, con una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
È soprattutto sulla distanza tra l’andamento dei consumi e quello dei redditi che il Codacons concentra la propria valutazione. L’associazione ritiene che gli aumenti registrati da prezzi e tariffe, insieme alle tensioni internazionali, stiano esercitando una pressione sulla capacità di spesa delle famiglie.
Il Codacons indica inoltre come possibile fattore di rischio un eventuale nuovo aumento dei prezzi di carburanti, energia e prodotti di largo consumo.
«Occorre evitare che le nuove tensioni sui mercati internazionali si traducano in ulteriori aumenti a carico dei cittadini – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons – perché un nuovo incremento dei prezzi di carburanti, energia e beni di largo consumo rischierebbe di comprimere ulteriormente i bilanci delle famiglie».
Codacons guarda al trimestre successivo
L’associazione ritiene che l’evoluzione dei prossimi mesi possa risentire della prosecuzione del conflitto e delle tensioni sui mercati energetici.
Si tratta di una previsione formulata dal Codacons, non di un dato già rilevato: secondo l’associazione, questi fattori potrebbero determinare nel trimestre successivo un ulteriore indebolimento del potere d’acquisto e della capacità di risparmio delle famiglie italiane.
Il richiamo arriva dopo un secondo trimestre nel quale i numeri evidenziano già dinamiche differenti tra le principali grandezze considerate: il reddito disponibile è aumentato, ma a un ritmo inferiore rispetto alla spesa per consumi, mentre potere d’acquisto e propensione al risparmio hanno registrato una flessione.






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