Nel 2025 le startup europee attive in difesa, sicurezza e resilienza hanno raccolto 8,7 miliardi di dollari, con una crescita del 55% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, i Paesi europei alleati e il Canada hanno aumentato la spesa militare del 20%. Il dato segnala un cambio netto: la sicurezza non riguarda più solo gli Stati, ma sempre più anche le imprese.

Il punto emerge con forza dagli ultimi episodi registrati tra Medio Oriente ed Europa orientale. Le infrastrutture private, in particolare quelle digitali, sono sempre più esposte a minacce a basso costo come i droni.

Attacchi ai cloud e minacce dirette alle Big Tech

Il 16 aprile 2026, da Vilnius, in Lituania, arriva una lettura chiara della situazione. I danni subiti dalle operazioni cloud di Amazon Web Services in Medio Oriente, colpite durante un attacco con droni, mostrano come anche le infrastrutture digitali possano diventare bersagli.

Non si tratta di un caso isolato. Il 1° aprile, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana ha minacciato una lista di aziende tecnologiche legate agli Stati Uniti, tra cui Google, Microsoft, Apple e Nvidia. La minaccia si inserisce nel contesto delle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Secondo fonti riportate da media internazionali, le operazioni cloud di AWS in Bahrain sarebbero state danneggiate per la seconda volta a causa di un attacco nelle vicinanze.

“Le aziende devono prepararsi”: il segnale degli investitori

Daiva Rakauskaitė, CFA, partner e gestore del fondo di Aneli Capital (Fonte: Aneli Capital)
Daiva Rakauskaitė, CFA, partner e gestore del fondo di Aneli Capital (Fonte: Aneli Capital)

Daiva Rakauskaitė, manager della società di investimento Aneli Capital, osserva:
“Le recenti minacce e attacchi contro le aziende tecnologiche sono un esempio chiaro di come le infrastrutture del settore privato possano essere colpite insieme agli obiettivi militari tradizionali o statali. Con i droni sempre più economici e sofisticati, gli attacchi contro le aziende possono diventare più frequenti e le imprese devono essere pronte”.

Il messaggio è diretto: le aziende, soprattutto quelle che gestiscono infrastrutture critiche come data center e piattaforme cloud, non possono più considerarsi fuori dal perimetro del rischio.

Più investimenti, ma anche più vulnerabilità

L’aumento della spesa nella difesa era già in corso prima dell’escalation in Iran. L’ultimo rapporto annuale del segretario generale della NATO indica che gli alleati europei e il Canada hanno incrementato i budget militari del 20% rispetto al 2024.

Parallelamente, gli investimenti in venture capital nel settore difesa hanno raggiunto 49,1 miliardi di dollari, rispetto ai 27,2 miliardi dell’anno precedente.

Le aree più finanziate includono:

  • sistemi autonomi
  • tecnologie anti-drone
  • produzione automatizzata

Questi ambiti riflettono le nuove priorità operative, dove la difesa si intreccia con tecnologie civili (dual-use).

Investimenti e crescita

Settore20242025Variazione
Startup difesa UE$5,6 mld$8,7 mld+55%
Venture capital globale$27,2 mld$49,1 mld+80%
Spesa NATO (Europa+Canada)base+20%incremento significativo

Crescita simultanea tra spesa pubblica e investimenti privati, segnale di una trasformazione strutturale del settore.

Droni e minacce a basso costo: il nuovo scenario

Il conflitto in Iran accelera una tendenza già visibile: l’uso di droni economici per colpire obiettivi strategici.

Secondo Rakauskaitė, questo scenario potrebbe spingere ulteriormente gli investimenti nei sistemi anti-drone. Ma non riguarda solo il Medio Oriente.

Anche il fianco orientale della NATO registra episodi simili. Incursioni di oggetti volanti da Paesi confinanti hanno già causato disagi agli aeroporti.

Un caso concreto riguarda la Polonia, dove un drone ha interrotto le operazioni aeroportuali e i voli Ryanair. All’inizio di aprile, in Lituania, le autorità hanno organizzato esercitazioni presso Achema, il principale produttore di fertilizzanti dei Paesi baltici, simulando un attacco con drone e un incidente chimico su larga scala.

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Europa centrale ed est: nuovo hub della difesa

Secondo gli investitori, l’Europa centrale e orientale è destinata a giocare un ruolo chiave.

Paesi come Polonia e Stati baltici combinano:

  • competenze tecnologiche
  • vicinanza geografica all’Ucraina
  • capacità di test in condizioni reali

Questo mix li rende candidati naturali per lo sviluppo di tecnologie dual-use, cioè utilizzabili sia in ambito civile sia militare.

Cosa devono fare le aziende adesso

Rakauskaitė sottolinea un passaggio operativo: “Man mano che Paesi e investitori aumentano gli investimenti nelle tecnologie di difesa, le aziende dovrebbero sfruttare questo momento per rivedere la propria esposizione al rischio e investire in soluzioni che proteggano operazioni, reputazione e dipendenti”.

Il tema non è solo tecnico, ma strategico:

  • protezione fisica dei siti
  • protocolli di crisi
  • coperture assicurative adeguate

Per le aziende vicine al fianco orientale della NATO, la frequenza crescente degli incidenti nello spazio aereo richiede una revisione completa dei piani di resilienza.