MFE accelera in Europa: ricavi a 4 miliardi, cassa in crescita e dividendo record

Pier Silvio Berlusconi
MFE-MEDIAFOREUROPE archivia il 2025 con ricavi consolidati a 4,031 miliardi di euro, utile netto di gruppo a 300,7 milioni e free cash flow a 498 milioni. Il consolidamento di ProSiebenSat.1 ridisegna il perimetro del gruppo e apre una nuova fase nel mercato pubblicitario europeo.

MFE-MEDIAFOREUROPE archivia il 2025 con numeri che cambiano dimensione e peso del gruppo nel panorama europeo: ricavi consolidati a 4,031 miliardi di euro, utile netto di gruppo a 300,7 milioni, free cash flow a 498 milioni e una proposta di dividendo complessivo da 154 milioni, la più alta degli ultimi 15 anni. Il passaggio chiave è il consolidamento integrale di ProSiebenSat.1 nel quarto trimestre, che riscrive il perimetro industriale del gruppo e porta MFE a operare direttamente in sei Paesi: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo.

Il consiglio di amministrazione ha approvato all’unanimità il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. Nel comunicato, Pier Silvio Berlusconi sintetizza così il momento del gruppo: “Il 2025 è stato un punto di svolta. È nato il primo broadcaster europeo”. La frase non è solo politica industriale. È il punto da cui parte la lettura di tutto il bilancio: più scala, più presenza crossmediale, più forza commerciale sul mercato pubblicitario continentale.

Berlusconi collega i risultati alla trasformazione già in corso: “Oggi produciamo contenuti in tutti i Paesi in cui operiamo, sempre più pensati e creati per funzionare su tutte le piattaforme, non solo in TV”. Il gruppo rivendica in Italia un sistema crossmediale già maturo e, in Spagna e Germania, l’avvio di una fase di evoluzione digitale più integrata. Il consolidamento di ProSiebenSat.1 viene definito “un passaggio chiave” perché amplia la scala industriale e rafforza la presa di MFE sul mercato pubblicitario europeo.

I numeri 2025: ricavi, utile e cassa crescono insieme

La fotografia economica è netta. I ricavi consolidati passano da 2.949,5 milioni del 2024 a 4.031,1 milioni nel 2025, con una crescita del 37%. La raccolta pubblicitaria netta del gruppo, includendo mezzi propri e di terze parti, arriva a 3.238 milioni rispetto ai 2.695 milioni dell’anno precedente. Gli altri ricavi salgono a 793 milioni, dai 255 milioni del 2024.

Sul fronte operativo, l’EBIT ricorrente consolidato si attesta a 317 milioni di euro. L’EBIT consolidato riportato scende invece a 238,6 milioni, contro i 355,8 milioni del 2024, perché incorpora 78 milioni di voci non ricorrenti, legate a costi di ristrutturazione e costi accessori all’offerta su ProSiebenSat.1. È un dato importante: la redditività industriale regge, ma il 2025 sconta il costo diretto della trasformazione in corso.

Il dato che pesa di più nella lettura del bilancio è l’utile netto. L’utile netto consolidato di competenza del gruppo sale a 300,7 milioni di euro, più del doppio dei 137,9 milioni del 2024. Nel conto economico riclassificato pesano anche il risultato delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto, positivo per 218,8 milioni, e imposte sul reddito pari a 92,5 milioni.

Ancora più eloquente è la dinamica della cassa. Il free cash flow arriva a 498 milioni di euro, in aumento del 45% sull’esercizio precedente. È il numero che sostiene la proposta di dividendo e che permette al gruppo di difendere l’idea di una crescita europea non fondata solo sulle acquisizioni, ma anche sulla capacità di generare risorse interne.

ProSiebenSat.1 ridisegna il gruppo e amplia la reach europea

Il punto industriale del comunicato è il nuovo perimetro. Nel 2025 MFE ha acquisito il controllo di ProSiebenSat.1 e ha sostenuto un esborso complessivo di 504 milioni di euro per arrivare fino al 75,6% del capitale sociale dell’emittente tedesca. Parallelamente, il gruppo segnala anche l’acquisizione del 32,9% di Impresa in Portogallo, altro tassello della sua costruzione europea.

Con questo nuovo assetto, MFE dichiara una reach totale di oltre 200 milioni di persone e una presenza operativa diretta in sei mercati. La dimensione cambia sia il profilo commerciale sia quello editoriale. Berlusconi insiste proprio su questo punto: “MFE opera direttamente in sei Paesi – Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo – e questa dimensione ci rende un riferimento internazionale per il mercato pubblicitario e per i grandi clienti”.

La tesi del gruppo è chiara: in una fase in cui molte realtà media tagliano o riducono investimenti, MFE sceglie la strada opposta. “Siamo editori televisivi, digitali ed europei. Crediamo nella televisione generalista e gratuita. Oggi molte realtà nel mondo dei media disinvestono, mentre noi continuiamo ad investire”. Il messaggio è anche competitivo: la televisione gratuita resta centrale, ma deve essere sostenuta da un’infrastruttura digitale e da una massa critica paneuropea.

Dividendo record e posizione finanziaria sotto osservazione

Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea un dividendo ordinario lordo di 0,22 euro per azione per le azioni ordinarie di categoria A e B. Il valore complessivo stimato è pari a 154 milioni di euro, record degli ultimi 15 anni. Se approvato dagli azionisti, il pagamento è previsto il 29 luglio 2026, con ex date il 27 luglio e record date il 28 luglio 2026.

Sul fronte patrimoniale, il comunicato distingue due livelli. La posizione finanziaria netta ai fini del rispetto dei covenant indica un indebitamento di 959 milioni di euro, definito dal gruppo “ben sotto controllo” nonostante le operazioni straordinarie del 2025. Nel prospetto riclassificato della situazione patrimoniale-finanziaria compare invece una voce indebitamento/(liquidità) pari a 2.700,1 milioni al 31 dicembre 2025, contro 691,5 milioni del 2024. È uno degli effetti più visibili del nuovo perimetro e delle acquisizioni realizzate nell’anno.

Il capitale investito netto sale a 6.165,0 milioni, da 3.564,2 milioni. Il patrimonio netto di gruppo cresce a 3.483,5 milioni, mentre il patrimonio netto complessivo arriva a 3.464,9 milioni. Tra le voci che aumentano di più ci sono l’avviamento, che passa da 809,6 a 2.599,9 milioni, e le altre immobilizzazioni materiali e immateriali, da 733,2 a 1.960,2 milioni.

Leadership negli ascolti in Italia e solidità dell’offerta in Spagna

Nel comunicato trovano spazio anche i dati editoriali, usati per sostenere la tenuta del modello industriale. In Italia, nel 2025, le reti Mediaset mantengono la leadership sul target commerciale 15-64 anni con il 40,2% di share nelle 24 ore, il 39,8% in prima serata e il 40,3% in day time. Canale 5 è indicata come rete italiana più vista nel target commerciale in tutte le principali fasce orarie. Per il terzo anno consecutivo, pur non essendo questo un obiettivo strategico esplicito del gruppo, Mediaset viene indicato come primo editore italiano anche sul totale pubblico televisivo, con una media del 37,6% di share.

Il quadro positivo si estende a radio e digitale. RadioMediaset viene definito il gruppo radiofonico più ascoltato in Italia, con 1.514.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio. Sul digitale, Mediaset si presenta come primo editore italiano per consumi non lineari, cioè TV connesse, PC e dispositivi mobili, con oltre 10 miliardi di video visti.

In Spagna, l’offerta free-to-air del gruppo, che comprende Telecinco, Cuatro e i canali tematici Factoria de Ficcion, Boing, Divinity, Energy e Be Mad, registra una share media del 24,3% sul totale individui nelle 24 ore e del 26,8% sul target commerciale. Sono numeri usati per rafforzare l’idea che la base editoriale del gruppo resti solida mentre si allarga il progetto europeo.

2026: transizione, pressione geopolitica e scommessa pubblicitaria

Le indicazioni sul 2026 sono improntate a una cautela operativa, ma la direzione è netta. MFE segnala che l’anno si è aperto con un primo trimestre positivo in Italia, anche in presenza di importanti eventi sportivi della concorrenza. Spagna e Germania mostrano segnali iniziali di ripresa e miglioramento rispetto all’ultimo trimestre 2025, ma restano ancora in territorio negativo.

Il secondo trimestre viene descritto come ancora condizionato dall’incertezza economica e dall’impatto della Coppa del Mondo FIFA di giugno. Però il gruppo vede segnali migliori già nei primi cinque mesi: ad aprile e maggio sia la Spagna sia l’area DACH evolvono verso un quadro più positivo, mentre l’Italia conferma stabilità. MFE afferma che le performance sono attese in miglioramento nei prossimi trimestri, soprattutto nel quarto trimestre, sia sul piano economico sia su quello della generazione di cassa.

Il 2026 viene definito “anno di transizione”. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento nel mercato pubblicitario europeo, accompagnare ulteriori adattamenti e forme di cooperazione all’interno del nuovo perimetro e dare esecuzione alla trasformazione digitale già avviata. Berlusconi la mette così: “Serve coraggio. Essere più efficaci ed efficienti. Crescere ancora. È questa la nostra sfida”.

Assemblea del 24 giugno e dossier aperti sul capitale

Il consiglio ha deliberato la convocazione dell’assemblea annuale degli azionisti per il 24 giugno 2026, in unica convocazione. Sul tavolo ci saranno l’approvazione della relazione annuale 2025, il voto sul dividendo, la politica di remunerazione, l’esonero di responsabilità agli amministratori in carica nel 2025, il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie per 18 mesi fino a un limite massimo del 20% del capitale sociale, e il rinnovo dell’autorizzazione all’emissione di azioni ordinarie di categoria A senza diritto di opzione nell’ambito della struttura azionaria duale approvata nel 2021.

Il range di prezzo per l’eventuale buyback viene fissato tra il valore nominale dell’azione e un massimo pari al 10% sopra il prezzo di apertura del giorno dell’acquisto. Anche questo è un passaggio da seguire: segnala che il gruppo vuole mantenere flessibilità sia nella gestione del capitale sia in eventuali operazioni straordinarie o piani basati su strumenti finanziari.

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