Dazn accelera sul percorso che dovrebbe portarla, entro il 2027, a sbarcare in Borsa a Wall Street. La piattaforma di streaming sportivo controllata da Leonard Blavatnik — titolare in Italia dei diritti televisivi della Serie A — ha varato un’importante riorganizzazione societaria, costituendo a inizio agosto una nuova entità con sede alle Isole Cayman, Dazn Cayman Midco Limited, destinata a diventare il fulcro della futura architettura del gruppo. Un’operazione che coinvolge complessivamente circa 9,55 miliardi di dollari tra capitale e riserve, pensata per rendere la struttura più agile in vista di prossime operazioni finanziarie e strategiche.

Come funziona il riassetto: 9,5 miliardi trasformati in riserve

Il cuore tecnico dell’operazione è contenuto nella delibera assunta dagli azionisti di Dazn Group Limited lo scorso 5 agosto. La società con sede nel Regno Unito ha deciso di azzerare la propria share premium account — la riserva sovrapprezzo azioni — per un valore di 9,285 miliardi di dollari, trasferendo l’intero importo tra le riserve distribuibili. Alla stessa logica rispondono altri due passaggi contabili: 210,7 milioni di dollari di capitale sociale versato e 51,8 milioni di dollari della capital redemption reserve, anch’essi riclassificati come disponibili per la distribuzione.

In totale, dunque, circa 9,55 miliardi di dollari cambiano natura patrimoniale. È bene chiarire che non si tratta in alcun modo di un incasso per Dazn, quanto piuttosto di un’operazione contabile propedeutica al passaggio successivo: il trasferimento a titolo gratuito, dalla capogruppo britannica alla nuova holding di Cayman, di sei partecipazioni strategiche del gruppo.

Cosa confluisce nella nuova holding

Le sei società che entrano nel perimetro di Dazn Cayman Midco Limited compongono di fatto il nucleo operativo e mediatico del gruppo. Si tratta di Nxe Australia Pty Ltd — la controllante di Foxtel, la piattaforma pay-tv australiana acquisita da Dazn nell’aprile 2025 — insieme a Eleven Sports Network Ltd, Dazn Media Holdings Llc, Dazn Sports Media Limited, Dazn Financing Limited e Dazn Pr Limited. 

Riunire questi asset sotto un’unica holding con sede alle Cayman offre al gruppo una cornice giuridica più snella per gestire eventuali aumenti di capitale, nuove operazioni di finanziamento e altre iniziative strategiche che potrebbero rendersi necessarie negli anni a venire.

L’orizzonte di Wall Street

La nascita della nuova struttura non arriva isolata, ma si inserisce in un disegno di riorganizzazione societaria di cui si parla già da mesi. A giugno il Financial Times aveva anticipato i lavori in corso per la costituzione di un veicolo alle Isole Cayman, precisando che il controllo ultimo del gruppo sarebbe comunque rimasto saldamente nelle mani di Access Industries, la holding di investimento di Blavatnik.

Sullo sfondo di tutta l’operazione resta l’ipotesi di una quotazione a Wall Street, che secondo le indiscrezioni più recenti potrebbe concretizzarsi nel 2027. Lo stesso amministratore delegato di Dazn, Shay Segev, aveva del resto confermato l’esistenza di colloqui in corso con potenziali investitori, tra cui alcuni fondi statunitensi, nell’ambito delle valutazioni sulla futura IPO.

RedBird nel capitale e la partita con la Serie A

Il riassetto societario si intreccia con altri due fronti caldi per Dazn. Il primo riguarda l’ingresso nel capitale della piattaforma di RedBird Capital, il fondo statunitense proprietario del Milan, avvenuto nell’ambito dell’acquisizione da parte di Dazn della piattaforma americana EverPass Media. Il secondo, ancora più rilevante per il calcio italiano, riguarda una possibile partnership industriale tra Dazn e la Serie A: negli scorsi mesi sarebbero emerse interlocuzioni tra la piattaforma e alcuni proprietari dei club, in particolare fondi di investimento, per valutare la conversione in equity di circa il 10% del valore dei diritti televisivi versati alla Lega.

Dazn corrisponde alla Serie A circa 700 milioni di euro l’anno per i diritti televisivi: una quota del 10% convertita in azioni equivarrebbe quindi a circa 70 milioni di euro. 

Un’operazione che, se dovesse concretizzarsi, trasformerebbe i club interessati in veri e propri azionisti della piattaforma, proprio nella fase in cui Dazn costruisce l’architettura societaria che dovrebbe accompagnarla fino a Wall Street.