Chi riceve dall’Inps l’assegno unico e universale per i figli a carico potrebbe presto vedere un aumento dell’importo mensile. Dal febbraio 2027, infatti, la misura sarà rivalutata per adeguarsi all’inflazione, con un meccanismo di calcolo che porterà benefici concreti a milioni di famiglie italiane.

Sommario

Perché cambia l’importo

L’adeguamento non dipende solo dall’inflazione. L’Istat stima a settembre un tasso del 2,9% per il 2026, leggermente superiore al 2,8% previsto dal governo nel Documento di Economia e Finanza. Si tratta però ancora di un dato provvisorio, relativo alla cosiddetta inflazione acquisita: la percentuale ufficiale, che l’Inps applicherà ai nuovi importi, arriverà solo con un decreto del ministero dell’Economia atteso nella seconda metà di novembre.

A complicare il quadro interviene anche una novità normativa: la Legge di Bilancio 2026 introduce un “Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, un nuovo indicatore che si affianca all’Isee ordinario e che sarà utilizzato proprio per calcolare gli importi dell’assegno unico, con l’obiettivo dichiarato di sostenere le famiglie con figli e l’inclusione sociale.

Le altre novità in arrivo

Dal 2027 cambia anche la scala di equivalenza, che aumenterà in base al numero di figli presenti nel nucleo familiare. Una novità importante riguarda la platea dei beneficiari: l’assegno sarà erogato anche per i figli residenti in un altro Stato dell’Unione europea, e per i genitori che non risiedono in Italia ma qui lavorano e hanno il domicilio. Viene inoltre ampliata la franchigia sulla casa di proprietà, che cresce sia con il valore dell’immobile sia con il numero di figli.

Gli importi in base ai limiti Isee

Le fasce Isee si allargano, ampliando la platea di chi ha diritto agli importi più alti. La prima soglia, quella che garantisce l’assegno massimo, sale a 17.975,10 euro (dai 17.468,51 euro del 2026). L’ultima fascia registra un incremento più marcato, passando da 46.582,71 a oltre 47.933,61 euro. Questo slittamento delle soglie può generare un doppio effetto positivo: chi “cambia fascia” grazie al nuovo range Isee può ottenere un aumento superiore al semplice adeguamento inflattivo.

Quanto aumenta per ogni figlio

Per un figlio minorenne, l’importo minimo salirà a 60 euro mensili (dagli attuali 58,30) e quello massimo a 209,70 euro (+5,90 euro rispetto ai 203,80 attuali). Le stesse cifre valgono per i figli con disabilità, senza limiti di età. Per i figli tra 18 e 20 anni gli importi sono circa dimezzati: dai 29,90 euro minimi (contro 29,10) fino a 102 euro massimi, con un aumento di 2,90 euro rispetto ai 99,10 euro attuali. Chi cambia fascia Isee in questa categoria può arrivare a un incremento complessivo di 8,70 euro al mese, pari a 104,40 euro l’anno: è l’aumento più alto tra quelli previsti.

Per due figli minorenni l’importo si somma alla base: si arriverà a 120 euro mensili dal 2027, con un incremento che va da un minimo di 3,40 euro fino a 11,80 euro mensili nelle fasce più favorevoli. Con tre figli entra in gioco anche la maggiorazione per il terzo figlio in poi (che sale da 99,10 a 102 euro): nel caso più favorevole il totale mensile passerà da 710,50 a 731,10 euro, con un aumento di 20,60 euro. Rincari sono previsti anche per i figli maggiorenni fino a 20 anni (fino a 5,80 euro in più per due figli) e per i minorenni con disabilità: nel caso di disabilità grave il totale sale da 314,40 a 323,50 euro, per la disabilità media da 302,90 a 311,70 euro mensili.

Le maggiorazioni rivalutate

Anche le maggiorazioni aggiuntive crescono. Per un figlio under 21 non autosufficiente la somma extra passa da 122,30 a 125,80 euro mensili. Per la disabilità grave si sale a 113,80 euro (dagli attuali 110,60), per quella media a 102 euro (dai 99,10 attuali), lo stesso importo previsto per i figli dal terzo in poi. Alle madri under 21 andranno 24 euro al mese, contro gli attuali 23,30. Cresce infine anche il bonus per i nuclei con un secondo percettore di reddito, che passa da 34,90 a 35,90 euro nella misura massima.

I nuovi importi entreranno in vigore da febbraio 2027, una volta ufficializzati dall’Inps. Con il pagamento previsto per marzo si recupererà anche l’adeguamento retroattivo relativo al mese di gennaio.

Una misura giovane ma già centrale per le famiglie italiane

L’assegno unico e universale è stato introdotto in Italia a marzo 2022, in sostituzione di un complesso di bonus e detrazioni precedenti (assegni familiari, bonus bebè, detrazioni per figli a carico), con l’obiettivo di semplificare e potenziare il sostegno economico alle famiglie con figli. Da allora è diventata una delle misure di welfare più diffuse nel Paese, raggiungendo diversi milioni di nuclei familiari e oltre 9 milioni di figli beneficiari ogni anno, confermandosi come pilastro centrale delle politiche familiari italiane.

Sul tema delle regole familiari abbiamo già scritto del nuovo Isee 2026.