Si avvicina una data cerchiata in rosso sul calendario fiscale italiano. Lunedì 9 marzo scade il termine per il versamento dell’undicesima rata della Rottamazione Quater e della terza rata per coloro che hanno beneficiato della riammissione in quanto decaduti.

Il meccanismo, che riguarda le cartelle esattoriali notificate entro il 30 giugno 2022 e le cui domande sono state presentate entro giugno 2023, ha rappresentato una boccata d’ossigeno senza precedenti: l’abbattimento totale di sanzioni e interessi di mora, con la possibilità di rateizzare il debito residuo in 18 rate distribuite su 5 anni. Ma dietro la regolarità dei pagamenti di molti, si nasconde il dramma di chi è rimasto indietro.

L’identikit dei nuovi “esodati” della riscossione 

Mentre il sistema procede, si sta delineando una nuova categoria di contribuenti in difficoltà: gli “esodati della rottamazione”. Si tratta di coloro che, per crisi di liquidità o meri errori formali, sono decaduti dalla Quater (perchè hanno saltato la rata di novembre 2025), e oggi si trovano in un limbo normativo pericolosissimo. 

Per questi soggetti la situazione è drammatica: la normativa vigente impedisce loro di rateizzare il debito residuo (maggiorato nuovamente di sanzioni e interessi pieni), esigendo il pagamento in un’unica soluzione. Un muro insormontabile per la maggior parte delle piccole imprese e delle famiglie.

Il paradosso degli accertamenti: esclusi da tutto

Il profilo più critico riguarda i contribuenti con debiti derivanti da avvisi di accertamento e verifiche fiscali. Per loro non esiste alcuna “seconda chance”:

  • Esclusione dalla Quinquies: La nuova definizione agevolata (Rottamazione Quinquies), le cui domande scadono il 30 aprile 2026, esclude tassativamente i ruoli derivanti da accertamenti per chi era già decaduto dalla Quater.
  • Azioni esecutive immediate: Senza uno scudo normativo o la possibilità di un piano di rientro, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è pronta ad attivare le procedure esecutive: pignoramenti presso terzi, blocco dei conti correnti e fermi amministrativi.

La soluzione “Win-Win”: rimessione in termini per cassa

Da più parti, professionisti e associazioni di categoria chiedono un intervento correttivo urgente. La proposta è chiara: una rimessione in termini generalizzata**, che consenta ai decaduti di rientrare nel piano della Quater a condizione di versare tutte le rate arretrate in un’unica soluzione entro una data certa (ad esempio il 31 marzo a causa del poco lasso di tempo per approntare uno strumento normativo valido)

Un provvedimento di questo tipo genererebbe due vantaggi immediati:

  • Per il Contribuente: Eviterebbe il fallimento tecnico di migliaia di attività, permettendo loro di continuare a operare e produrre reddito senza la “spada di Damocle” dei pignoramenti.
  • Per lo Stato: Consentirebbe di incassare immediatamente centinaia di milioni di euro che, allo stato attuale, rischiano di diventare crediti totalmente inesigibili. È infatti evidente che un contribuente impossibilitato a pagare una rata non potrà mai saldare l’intero debito gonfiato dalle sanzioni in un’unica tranche.

Un primo tentativo etera stato fatto inserendo un emendamento all’interno del decreto milleproroghe, tecnicamente ritenuto valido, ma al momento dell’approvazione inspiegabilmente escluso.

In conclusione, dunque, senza un segnale dal legislatore, il 9 marzo non sarà solo una scadenza tecnica, ma l’inizio di una stagione di contenziosi e chiusure coatte. Salvare gli “esodati della rottamazione” non è una sanatoria, ma un atto di pragmatismo economico per evitare che il rigore burocratico soffochi definitivamente chi ha manifestato, con la domanda di adesione, la chiara volontà di mettersi in regola con il fisco.

Chi è Gianluca Timpone

Gianluca Timpone è un dottore commercialista italiano specializzato in diritto tributario e fiscalità internazionale. È un esperto riconosciuto in materia di transfer pricing, pianificazione fiscale internazionale e contenzioso tributario. Ha una lunga esperienza nella consulenza ad aziende multinazionali e individui con patrimoni elevati. Ha rivestito la carica di presidente dell’ordine dei dottori commercialisti della propria circoscrizione di appartenenza. È un relatore frequente in conferenze e seminari di diritto tributario, ospite in svariate trasmissioni televisive nazionali dove analizza ed affronta tematiche di carattere fiscale ed economico. Ha rivestito vari ruoli all’interno di organismi di controllo ministeriali ed istituzionali. E’ docente presso l’Universita Europea di Roma. In sintesi, è una figura di spicco nel panorama del diritto tributario italiano e internazionale.