A Roma le imprese che lasciano il servizio pubblico di raccolta possono affidare i rifiuti a una filiera privata. I materiali tornano in città sotto forma di prodotti. Chi aderisce riceve un credito in compensazione per comprare tecnologie e prodotti circolari senza usare euro. È il modello che Borsino Rifiuti, PMI innovativa con sede operativa romana a Montesacro, ha iniziato a costruire nella Capitale. Si chiama Smart Circular City.
Come funziona il credito in compensazione
Il credito è attivato grazie alla partnership con il circuito Linx. Le aziende lo usano per comprare tecnologie e prodotti di consumo circolari, così da migliorare la propria efficienza. Poi lo ripagano nel tempo con le vendite fatte nello stesso circuito. Per loro il circuito diventa così anche un nuovo canale di fatturato.
Per la società è questa la novità del modello romano. Arriva in una fase di costi alti, in cui ottenere credito è più difficile.
A chi si rivolge
Il progetto riguarda le utenze non domestiche che producono rifiuti assimilabili agli urbani. In base al D.Lgs. 116/2020 e al regolamento comunale, queste imprese possono uscire dal servizio pubblico gestito da AMA e dai consorzi di filiera per affidarsi a un operatore privato.
Il ciclo previsto si articola in cinque passaggi:
- l’impresa esce dal servizio pubblico e affida la raccolta a Borsino Rifiuti;
- i materiali vengono selezionati ed estratti come materie prime;
- entrano in una filiera di recupero locale, con la misurazione delle emissioni di CO₂ evitate;
- le materie prime diventano prodotti di consumo a chilometro zero, destinati al mercato romano e venduti con il marchio ToBeCircular;
- con il credito Linx le aziende acquistano tecnologie e prodotti circolari e vendono a loro volta all’interno del circuito.
L’obiettivo sui costi
Oltre alla raccolta, Borsino Rifiuti offre un percorso di efficientamento, che comprende anche l’acquisto e il consumo di energia. L’obiettivo dichiarato dalla società è una riduzione non inferiore al 20% dei costi complessivi di gestione dei rifiuti e dell’energia. È prevista anche una rendicontazione delle emissioni evitate, utilizzabile nei bilanci ESG.
«Duemila anni fa Roma ha insegnato al mondo a recuperare gli scarti della città. Oggi, con la Smart Circular City, lo facciamo con le imprese: non pagano più solo per smaltire, ma contribuiscono a creare prodotti Made in Roma. E grazie al credito in compensazione del circuito Linx possono migliorarsi, ridurre di non meno del 20% i costi di gestione dei rifiuti e dell’energia e aumentare il fatturato, senza utilizzare euro per la propria transizione ecologica», spiega Gian Luca Vorraro, amministratore delegato di Borsino Rifiuti.
Da Milano a Roma
L’arrivo nella Capitale segue l’attività a Milano. Lì la società ha ricevuto il premio “Impresa al Valore 2023” della Camera di Commercio ed è stata selezionata dal Comune tra le imprese che contribuiscono al piano clima cittadino.
A Milano la società serve già alcuni grandi clienti, anche grazie all’adesione ad Assolombarda. La nota cita Carrefour Express, Star Hotel, Il Sole 24 Ore e PwC. Le loro sedi romane ora possono scegliere lo stesso modello.
Secondo l’azienda, il modello porterebbe a Roma una produzione locale di beni, con effetti su competenze e lavoro. Ridurrebbe poi trasporti ed emissioni. E toglierebbe volumi al servizio pubblico, che potrebbe dedicarsi alle utenze domestiche.
Borsino Rifiuti è un marchio di Taebioenergy S.r.l. ed è sostenuta da 315 soci sottoscrittori. L’ecosistema Smart Circular City è tutelato da un brevetto UIBM del 2025.
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