Continua la mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro dei carburanti. Camion e trattori presidiano diversi snodi stradali in Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia, mentre a Napoli i tir hanno bloccato il varco Bausan del porto. Gli effetti sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci sono sempre più evidenti: alcune stazioni di servizio sono rimaste senza carburante e nei supermercati cominciano a mancare diversi prodotti, soprattutto quelli freschi.
All’origine della protesta c’è il prezzo del gasolio, salito molto negli ultimi mesi. Secondo l’Ufficio studi della Cgia, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato del 36,6% e quello della benzina del 29,1%. A fine settembre, come ha ricostruito Il Post, il gasolio aveva raggiunto un prezzo medio di quasi 2,36 euro al litro, il più alto da quando esistono le serie storiche. Il 6 ottobre è poi scaduto lo sconto di 6,1 centesimi sulle accise, con un rincaro immediato del diesel. Per chi vive di trasporto, il conto è pesante.
Sommario
- Effetti su tutta la filiera
- Il tavolo a Milano e le richieste di chi protesta
- Sicilia, porti fermi in attesa del ministro
- Sicilia, rischio emergenza per autobus e distributori
- Campania, code in autostrada e porto di Napoli bloccato
- Nei supermercati scorte agli sgoccioli
- Calabria, presidi in crescita
- Agricoltori, solidarietà dai territori
- Basilicata, presidi agli ingressi di Potenza
- Il conto per i consumatori: disagi oggi e rincari domani
Effetti su tutta la filiera
La mobilitazione coinvolge diversi settori dell’economia, non solo il trasporto delle merci.
I blocchi e i rallentamenti dei mezzi pesanti possono ritardare le consegne di carburante, generi alimentari e materie prime, mettendo in difficoltà negozi e imprese che dipendono dal trasporto su gomma. I prodotti freschi sono i più esposti, perché i ritardi possono comprometterne la conservazione e causare perdite ai produttori.
In Molise, come riporta Sky Tg24, la protesta ha già costretto il noto pastificio La Molisana di Campobasso a ridurre drasticamente la produzione. L’azienda ha spiegato di non essersi fermata del tutto, ma di aver usato le scorte di materie prime nei magazzini per far fronte ai mancati rifornimenti. Oggi il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, incontra una delegazione degli autotrasportatori, in protesta da giorni.
Il problema riguarda anche l’edilizia. L’Associazione nazionale costruttori edili del Molise ha lanciato l’allarme sui rincari di carburanti e trasporti: diversi cantieri rischiano di fermarsi nel giro di poche ore. Secondo l’associazione, l’aumento dei costi mette in crisi la sostenibilità economica dei contratti in corso e rende più difficile programmare nuovi lavori. Il presidente di Ance Molise, Corrado Di Niro, ha chiesto misure di emergenza per evitare conseguenze ancora più pesanti per le imprese.
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Il tavolo a Milano e le richieste di chi protesta
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato a domani, martedì 20 ottobre, il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori. Il tavolo era stato inizialmente fissato per il 27 ottobre al ministero. Gli incontri saranno due, entrambi in prefettura a Milano. Salvini ha spiegato in un’intervista a Rds, che vedrà al mattino le associazioni nazionali e i principali sindacati, e nel pomeriggio i gruppi più spontanei di Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, che ha sentito personalmente. All’incontro delle 15 parteciperà anche il viceministro Edoardo Rixi.
Sulle misure, il ministro ha anticipato l’intenzione di sbloccare risorse già finanziate ma rallentate dalla burocrazia e di aggiungerne altre, alla luce del caro gasolio e delle guerre in corso. Ha anche criticato alcune norme europee che, a suo dire, penalizzano gli autotrasportatori delle isole. Allo stesso tempo ha chiesto buon senso ai manifestanti, sostenendo che alcuni blocchi stanno danneggiando il lavoro di altri.
Tra le richieste dei manifestanti c’è anche quella di riconoscere il carburante per autotrazione come bene di prima necessità, con un conseguente taglio del prezzo. L’apertura del tavolo, però, non ha convinto i manifestanti a fermarsi in anticipo: la prosecuzione del fermo dipenderà dall’esito del confronto con il governo. Per ora il fermo nazionale minacciato nei giorni scorsi da Unatras e Conftrasporto non è stato proclamato.
Sicilia, porti fermi in attesa del ministro
In Sicilia il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha fatto sapere che un eventuale accordo potrebbe portare alla revoca immediata del fermo nei porti dell’isola. Il coordinatore Salvatore Bella ha spiegato che i mezzi delle aziende aderenti resteranno parcheggiati fino a martedì, in attesa dei risultati della riunione. Se le proposte dei trasportatori saranno accolte integralmente, la protesta verrà sospesa. In caso contrario, come Bella ha dichiarato a Sky TG24, il fermo resterà a oltranza fino al 27 ottobre.
Il comitato ha precisato che nessuna azienda è obbligata ad aderire. Le imprese che vogliono continuare a viaggiare e consegnare le merci, in particolare frutta e verdura, possono farlo liberamente. Il fermo è attivo in tutti i porti dell’isola, ma non prevede blocchi stradali né presidi sulle strade di collegamento. Il passaggio via terra dei prodotti ortofrutticoli attraverso lo Stretto di Messina resta quindi libero.
Sicilia, rischio emergenza per autobus e distributori
La Sicilia resta tra le regioni più esposte. Se il fermo dei mezzi pesanti dovesse continuare, i problemi riguarderebbero innanzitutto il trasporto pubblico e privato su gomma, le stazioni di servizio e la grande distribuzione. Nei giorni a seguire le difficoltà potrebbero estendersi alle industrie di trasformazione, senza materie prime, e all’agricoltura, con mezzi fermi e raccolti difficili da vendere.
Preoccupano soprattutto le aziende di trasporto passeggeri, che dipendono dal gasolio per garantire i collegamenti quotidiani. Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, l’associazione delle imprese del trasporto viaggiatori, ha segnalato che già venerdì alcune autobotti non hanno effettuato le consegne previste nei depositi e le riserve sono vicine al limite. Senza nuovi rifornimenti tra lunedì 19 e martedì 20 ottobre, le corse potrebbero essere ridotte drasticamente. A pagarne il prezzo sarebbero soprattutto studenti e lavoratori. In caso di mancate consegne, le aziende useranno il carburante rimasto solo per le tratte indispensabili e nelle fasce orarie più frequentate, sacrificando gli altri collegamenti.
Anche gli automobilisti temono di restare senza benzina. Dopo le ultime consegne di giovedì mattina in diversi impianti, molti cittadini hanno anticipato il pieno. Si sono formate code nelle stazioni di servizio più economiche, soprattutto a Palermo. I gestori possono vendere carburante solo fino all’esaurimento delle scorte nelle cisterne, in attesa di un accordo.
Campania, code in autostrada e porto di Napoli bloccato
La protesta provoca disagi anche lungo l’autostrada A1 Milano-Napoli, soprattutto in Campania, dove i tir hanno bloccato l’accesso al varco Bausan del porto di Napoli. Secondo Autostrade per l’Italia, ci sono 6 chilometri di coda tra Villa Literno-Pomigliano e Caserta Nord in direzione Roma. Sulla A30 Caserta-Salerno si segnalano 2 chilometri di rallentamenti tra Maddaloni e il bivio con la A1, verso Caserta.
Resta chiuso il collegamento tra la A1 e la A30 per chi arriva da Napoli ed è diretto a Salerno.
Nei supermercati scorte agli sgoccioli
Un altro problema è la distribuzione alimentare. L’apertura domenicale ha permesso a molti supermercati di continuare a servire i clienti, ma le scorte nei magazzini potrebbero bastare solo fino a stasera. Senza una soluzione, il rischio è di vedere gli scaffali vuoti, soprattutto nei reparti di frutta, verdura, latte e carne. Le merci ferme nei luoghi di produzione, inoltre, rischiano di deteriorarsi prima di arrivare ai consumatori.
Per ora non ci sono stati assalti generalizzati ai supermercati, ma tra i cittadini cresce la preoccupazione per i beni essenziali. Alcuni si sono rivolti anche alle farmacie, temendo problemi con i medicinali. In questo settore la situazione è meno critica: secondo gli operatori, i farmaci sono esclusi dal blocco e i depositi continuano a consegnare.
Calabria, presidi in crescita
In Calabria domenica erano stati segnalati presidi in 15 zone, senza blocchi completi della circolazione. La mobilitazione prosegue tra l’altro sulla statale 534, vicino allo svincolo autostradale Firmo-Sibari, e sulla statale 106, nella zona del Sybaris Motel, nel territorio di Cassano. Altri presidi sono attivi nel Pollino, nella Sibaritide e nell’Alto Jonio cosentino.
Lunedì mattina è stato rimosso il blocco che da domenica interessava lo svincolo della A2 a Falerna, nel Lametino, in provincia di Catanzaro. Autotrasportatori e agricoltori hanno spostato i mezzi pesanti che ostruivano le rampe e la circolazione è tornata normale. Vicino allo svincolo resta però attivo il presidio. Alla protesta contro il caro carburanti e l’aumento dei costi aziendali si sono uniti anche gli studenti, che denunciano il caro affitti e la scarsità dei trasporti.
Agricoltori, solidarietà dai territori
Accanto agli autotrasportatori prosegue la mobilitazione degli agricoltori, che denunciano costi sempre più difficili da sostenere e chiedono interventi per garantire la sopravvivenza delle aziende. Dal presidio di contrada Bianchino, a Castrovillari, i manifestanti parlano di una partecipazione crescente, con produttori arrivati da Cassano, Castrovillari, Cerchiara e Firmo. Secondo gli organizzatori, la protesta sta superando i confini della categoria e raccoglie la solidarietà di una parte della comunità locale.
Ai presidi si sono presentati sindaci e consiglieri dei comuni vicini. Gli agricoltori hanno sottolineato anche la presenza di studenti e studentesse, letta come un segnale di attenzione verso il futuro economico e sociale del territorio.
Basilicata, presidi agli ingressi di Potenza
La protesta si è estesa anche alla Basilicata. Lunedì mattina sono stati segnalati presidi di mezzi pesanti agli ingressi di Potenza, soprattutto vicino agli svincoli di Potenza Est e Potenza Ovest e nella zona industriale di Tito, lungo il raccordo autostradale che collega il capoluogo lucano a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno. Disagi, ma senza blocchi della circolazione, anche sul tratto lucano della statale Jonica, nel Metapontino, al confine con Puglia e Calabria.
Dopo alcuni giorni di difficoltà, la situazione nelle stazioni di servizio lucane è tornata quasi alla normalità. Resta da capire se la prosecuzione della protesta e un eventuale rallentamento delle consegne potranno causare nuovi problemi nei prossimi giorni.
Il conto per i consumatori: disagi oggi e rincari domani
Comunque vada l’incontro di Milano, a pagare il prezzo più alto di questa crisi rischiano di essere i consumatori, su due fronti diversi.
Il primo è immediato ed è fatto di disagi concreti: distributori senza carburante, code alle pompe, scaffali sempre più vuoti nei reparti di frutta, verdura, latte e carne, autobus a rischio taglio proprio per chi non ha alternative, come studenti, pendolari e anziani. A questo si aggiunge l’effetto psicologico: la paura di restare senza beni essenziali spinge a fare scorte e a fare il pieno in anticipo, aumentando la pressione su una rete di distribuzione già in difficoltà.
Il secondo fronte, meno visibile ma più duraturo, riguarda i prezzi. In Italia la gran parte delle merci viaggia su gomma, quindi il costo del gasolio entra nel prezzo finale di quasi tutto ciò che acquistiamo, dal pane alla pasta, dai prodotti freschi ai materiali da costruzione. Quando i costi di trasporto salgono, le imprese tendono prima o poi a scaricarli sul consumatore. Anche le perdite di questi giorni, tra merci deteriorate, produzioni rallentate e cantieri fermi, potrebbero tradursi in nuovi aumenti. Per le famiglie, già colpite dai rincari alla pompa, il rischio è quindi doppio: pagare di più il carburante e, di conseguenza, anche la spesa.
Per questo la vertenza degli autotrasportatori riguarda tutti, non solo una categoria.






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