Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha stanziato 50 milioni di euro a fondo perduto per la formazione del personale delle PMI nel Mezzogiorno, focalizzandosi su transizione tecnologica, digitale e verde.
Questa misura rientra nel Piano nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC) e privilegia le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Gli obiettivi della misura
L’iniziativa mira a rafforzare le competenze dei dipendenti per affrontare innovazione tecnologica e transizioni verde/digitale, migliorando la competitività delle PMI meridionali.
Una quota del 40% delle risorse è riservata alle filiere automotive, moda, tessile e arredamento.
I percorsi formativi devono durare al massimo un anno, svolgersi in sedi aziendali del Sud e ottenere certificazioni ufficiali di competenza.
I beneficiari
Possono accedere micro, piccole e medie imprese (PMI) regolarmente iscritte al registro delle imprese, attive, con almeno un bilancio depositato, non in liquidazione o procedure concorsuali, e in regola con il decreto-legge 31 marzo 2025 n. 39 sulle assicurazioni catastrofali.
Non sono ammesse imprese con aiuti illegali dalla UE o in settori esclusi dal Regolamento (UE) 2021/1058.
Gli ambiti formativi
I progetti devono riguardare uno o più di questi settori: aerospazio e difesa; salute, alimentazione, qualità della vita; industria intelligente/sostenibile, energia e ambiente; turismo, patrimonio culturale e creatività; agenda digitale, smart communities, mobilità intelligente; tecnologie digitali; tecnologie pulite/efficienti; biotecnologie; processi di transizione verde/digitale.
Devono essere erogati da soggetti qualificati/indipendenti con esperienza in SNSI (Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente, un quadro strategico italiano per orientare gli investimenti in ricerca e innovazione verso settori prioritari ad alto valore aggiunto), digitalizzazione o transizione ecologica, dimostrabile con progetti degli ultimi 3 anni.
Agevolazioni e spese
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con costi tra 10.000 e 60.000 euro per progetto; per iniziative sovraregionali (max 10 imprese da almeno 2 regioni), sale al 70% per micro/piccole (+20%) e 60% per medie (+10%).
Spese finanziabili: personale formatori/partecipanti, viaggi/alloggi, materiali/forniture, ammortamento attrezzature, consulenze connesse (su base di costi unitari semplificati).
Presentazione delle domande
Le domande si inviano telematicamente su www.invitalia.it dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 alle ore 12:00 del 23 giugno 2026, procedura a graduatoria per punteggio (basato su addetti coinvolti, proporzione personale, ambiti tematici, reti di filiera).
I progetti devono iniziare entro 6 mesi dalla concessione e concludersi in max 12 mesi (prorogabili di 6).
Per i dettagli normativi si consiglia di consultare i decreti direttoriali 26 gennaio e 10 febbraio 2026, e il decreto ministeriale 4 settembre 2025.
I requisiti delle PMI
Le PMI devono soddisfare requisiti precisi per accedere al fondo Mimit, verificati alla data di presentazione della domanda. Queste condizioni assicurano regolarità aziendale e conformità normativa.
Requisiti generali
- Essere micro, piccole o medie imprese (PMI) regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle Imprese.
- Avere almeno una unità locale nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia.
- Essere nel pieno esercizio dei diritti, non in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali.
Requisiti finanziari e documentali
- Disporre di almeno un bilancio approvato e depositato presso il Registro delle Imprese (per imprese individuali o società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi).
- Non aver ricevuto aiuti illegali o incompatibili dalla Commissione UE senza rimborso o deposito in conto bloccato.
- Essere in regola con restituzioni per revoche di agevolazioni Mimit.
Esclusioni settoriali e normative
Infine, occorre non operare nei settori esclusi dall’articolo 7 del Regolamento UE 2021/1058 (es. pesca, acquacoltura primaria, produzione primaria agricola) ed essere in regola con gli obblighi del decreto-legge 31 marzo 2025 n. 39 (“Misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali”).
FAQ
Chi può partecipare al bando Mimit 2026 per la formazione delle PMI del Sud?
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese con almeno un’unità locale in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, attive e iscritte al Registro delle Imprese, con almeno un bilancio o dichiarazione dei redditi depositata e in regola con la normativa sulle assicurazioni catastrofali prevista dal decreto-legge 31 marzo 2025 n. 39.
Quali sono le spese finanziabili dal contributo?
Sono ammesse le spese per personale docente e partecipante, viaggi e alloggi, materiali didattici, ammortamento attrezzature, consulenze collegate al progetto e tutte le attività legate alla formazione certificata sulla transizione digitale e verde.
Quanto copre il contributo a fondo perduto?
La misura copre il 50% dei costi ammissibili. La percentuale sale al 70% per micro e piccole imprese e al 60% per le medie in caso di progetti sovraregionali che coinvolgono imprese di almeno due regioni meridionali.
Quali sono i settori tematici ammessi alla formazione?
Sono inclusi: tecnologie digitali, transizione verde, aerospazio e difesa, salute e alimentazione, industria sostenibile, energia e ambiente, turismo e patrimonio culturale, smart communities, mobilità intelligente, biotecnologie e processi innovativi coerenti con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI).
Come e quando presentare la domanda?
Le domande si inoltrano esclusivamente online sul sito di Invitalia dalle 12:00 del 21 aprile 2026 alle 12:00 del 23 giugno 2026. La procedura è a graduatoria e il punteggio dipende da numero di addetti coinvolti, settori strategici e presenza di rete o filiera.






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