Un’intesa da 320 milioni di euro che rafforza la presenza italiana nel cuore strategico del Medio Oriente. È l’accordo siglato oggi da Leonardo con Abu Dhabi Ship Building (ADSB), la divisione navale del colosso emiratino Edge Group, per la fornitura di sistemi di combattimento navali di nuova generazione destinati alla Marina del Kuwait.
Il contratto: tecnologia italiana per le acque del Golfo
Il contratto, del valore stimato di circa 320 milioni di euro, riguarda la fornitura di sistemi di combattimento navali di nuova generazione nella configurazione Falaj 3, destinati al programma “Al Dorra” della Marina del Kuwait. Si tratta, in concreto, di motovedette lanciamissili che verranno equipaggiate con le più avanzate tecnologie di bordo made in Italy. Leonardo ha segnalato che l’accordo riveste un ruolo fondamentale nel rafforzamento della cooperazione tra i due player e segna un ulteriore passo avanti verso la creazione di una futura joint venture tra Leonardo e EDGE Group.
Non è la prima volta che i due gruppi collaborano: la partnership con EDGE e ADSB è attiva da oltre 20 anni e si è già tradotta nella consegna di oltre 25 unità navali. Un rapporto rodato, che ora si consolida con uno dei contratti più significativi degli ultimi anni nel settore navale militare della regione.
Leonardo, il gigante italiano dell’aerospazio e della difesa
Per capire il peso di questo accordo, vale la pena inquadrare chi lo ha firmato. Nel 2024 Leonardo è la quattordicesima impresa di difesa del mondo ed è la seconda nell’Unione europea per grandezza, con entrate dal settore difesa che rappresentano il 75% del proprio fatturato. Un primato europeo che si traduce in numeri di tutto rispetto: nel 2025 i ricavi del gruppo sono balzati a 19,5 miliardi di euro (+11% annuale), gli ordini hanno raggiunto i 23,8 miliardi (+15%) e il backlog ha sfiorato i 47 miliardi.
Il numero dei dipendenti è già cresciuto, passando da 51.400 persone nel 2023 a 62.700 nel 2025, con l’obiettivo di arrivare a 75.500 risorse entro il 2030. Un’espansione industriale e occupazionale che riflette la traiettoria del gruppo sul mercato globale. A fine 2025 il gruppo contava 131 siti produttivi dislocati in Italia (61), Regno Unito (9), Stati Uniti (27) e in altri paesi (34).
L’azienda è strutturata in sei divisioni operative: elicotteri, velivoli, aerostrutture, elettronica e cyber security, sistemi spaziali e — dalla nascita di LRMV e dall’acquisto di IDV nel 2025 — una sesta divisione specializzata in armamenti terrestri. Un portafoglio tecnologico che abbraccia pressoché ogni dominio della difesa moderna, dall’aria al mare, dallo spazio al cyberspazio. Le spese in Ricerca e Sviluppo del gruppo hanno raggiunto nel 2025 il 15% dei ricavi, in incremento di circa il 20% rispetto all’anno precedente.
Mercati e analisti promuovono l’accordo
La notizia, arrivata sui mercati, ha trovato una risposta positiva, seppur moderata. A Piazza Affari il 20 maggio il titolo Leonardo sale dello 0,67% a 51,27 euro, dopo aver perso circa l’8% negli ultimi tre mesi.
Gli analisti hanno accolto favorevolmente l’operazione. Secondo Equita, il contratto vale circa l’1% del backlog (portafoglio ordini) di Leonardo atteso a fine 2026: il rating rimane “buy” con un target price a 67 euro sull’azione. Per Banca Akros, invece, il valore del contratto è pari all’1,4% dei ricavi attesi a fine 2026 e allo 0,7% del portafoglio ordini 2025, con rating “neutral” e target price a 63 euro.
Secondo Leonardo, la nuova commessa, insieme alle precedenti, conferma un modello di business competitivo e validato nel mercato globale della difesa. Il gruppo sta sviluppando, insieme a EDGE e ADSB, una capacità integrata di “whole warship management”, che copre l’intero spettro dall’integrazione dei sistemi alla consegna di piattaforme navali avanzate. Una visione industriale ambiziosa, che trasforma la semplice fornitura di apparati in una vera e propria partnership strutturale nella gestione dell’intera nave da guerra.
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Il Medio Oriente come asse strategico
L’accordo con ADSB non è un episodio isolato, ma il tassello più recente di una strategia precisa. La nuova commessa rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della cooperazione industriale tra Leonardo e Edge, e conferma la centralità del Medio Oriente nelle strategie internazionali del gruppo italiano della difesa.
Vale la pena ricordare che già nel 2025, tra gli ordini record del gruppo, figurava un importante contratto nel settore aeronautica per la fornitura di supporto logistico integrato e addestramento per la flotta di velivoli Eurofighter della Forza Aerea del Kuwait. Il Kuwait, dunque, è diventato un cliente chiave per Leonardo su più fronti, dall’aria al mare. In un contesto geopolitico regionale che rimane ad alta tensione, e in cui i Paesi del Golfo continuano a investire massicciamente nella modernizzazione delle proprie forze armate, il gruppo romano si posiziona come interlocutore privilegiato, con un patrimonio tecnologico e una storia di collaborazione già consolidata che pochi competitor europei possono vantare.






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