Acquistare una casa è da sempre uno dei principali obiettivi delle famiglie italiane. Tuttavia, negli ultimi anni, quello che un tempo era un traguardo raggiungibile con sacrifici e pianificazione è diventato un percorso a ostacoli. Tra tassi d’interesse in crescita, stipendi fermi e criteri bancari sempre più rigidi, ottenere un mutuo oggi rappresenta una vera sfida, soprattutto per il ceto medio.

Le maggiori difficoltà 

Questa situazione è determinata dal fatto che i redditi medi delle famiglie italiane sono rimasti sostanzialmente invariati. Secondo i dati ISTAT, il potere d’acquisto reale è diminuito negli ultimi anni, complice l’inflazione e l’aumento dei costi della vita quotidiana.

Le banche, dal canto loro, hanno adottato politiche più prudenti. Le richieste di garanzie aggiuntive, come un contratto di lavoro a tempo indeterminato o un garante, sono sempre più frequenti.

Molti istituti rifiutano mutui con loan-to-value (rapporto tra prestito e valore dell’immobile) superiori all’80%, costringendo le famiglie a disporre di un anticipo del 20-30% sul prezzo della casa, cioè cifre che pochi riescono a mettere da parte.

Per i giovani la casa è un sogno sempre più lontano

Particolarmente penalizzati sono i giovani e le coppie alla prima esperienza di acquisto. Anche se il Fondo di Garanzia Prima Casa resta attivo, non sempre basta a compensare le difficoltà: molti under 35 faticano a rispettare i requisiti di reddito o a trovare una banca disposta a erogare l’intero importo richiesto. Il risultato è che molti rinunciano, preferendo rimanere in affitto o tornare a vivere con la famiglia di origine.

Se un tempo la casa di proprietà era sinonimo di stabilità e sicurezza, oggi per molti rappresenta un traguardo lontano, quasi irraggiungibile. 

Per la classe media, un tempo spina dorsale dell’economia e principale motore del mercato immobiliare, il sogno della casa rischia di diventare un lusso per pochi. 

Cresce il mercato dei single: una casa su tre acquistata da chi vive da solo

Aumento del Taeg 

Secondo i dati pubblicati da Bankitalia per il mese di settembre 2025, il Tasso Annuo Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi mutui per l’acquisto casa è salito al 3,71%, rispetto al 3,67% di agosto. 

Il Taeg è il parametro più completo per misurare il costo reale del mutuo, includendo interessi e tutte le spese accessorie.

Questo incremento continuo, seppur contenuto nel singolo mese, rappresenta un trend iniziato mesi fa, influenzato dalle politiche monetarie restrittive della Banca Centrale Europea (BCE) mirate a contenere l’inflazione. L’aumento del Taeg fa sì che le rate mensili per i mutui diventino più onerose: per un mutuo medio da 150.000 euro a 30 anni, la rata mensile aumenta di circa 18 euro, che si traduce in un aggravio annuo di 216 euro. Analogamente, per un mutuo da 120.000 euro della durata di 25 anni, l’incremento raggiunge i 14 euro al mese, cioè un aumento di 168 euro l’anno.

Il cambiamento nella scelta del tipo di mutuo

Si osserva di conseguenza un forte calo della quota di mutui a tasso variabile con durata iniziale fino a 1 anno, scesa dal 16,4% all’11,5% tra agosto e settembre. Questo trend evidenzia la reticenza dei mutuatari a esporsi al rischio di ulteriori aumenti dei tassi variabili in un contesto di rialzi generalizzati. Sempre più famiglie preferiscono i mutui a tasso fisso, che offrono stabilità sulle rate anche se partono da un costo iniziale più alto, come forma di tutela contro future impennate dei tassi.

Le implicazioni economiche e sociali

L’aumento delle rate mutuo limita la capacità di spesa delle famiglie, influenzando negativamente il mercato immobiliare e la domanda abitativa. Codacons sottolinea che l’assenza di riduzione dei tassi da parte della BCE nelle ultime quattro riunioni ha contribuito al rialzo dei costi dei mutui, aggravando la situazione per le famiglie italiane. Il caro mutuo si inserisce in una dinamica inflazionistica e di inasprimento del credito che impatta sulle scelte di acquisto casa e sulla stabilità economica familiare.