L’Industrial Accelerator Act rappresenta una svolta nella politica industriale dell’Unione Europea, presentato dalla Commissione il 4 marzo 2026 dopo lunghi negoziati, con l’obiettivo di rilanciare la manifattura continentale spingendola al 20% del PIL entro il 2035, dal 14,3% del 2024. 

Il contesto 

La proposta introduce per la prima volta una clausola “made in Europe” per appalti pubblici e sussidi in settori strategici come industrie energivore (acciaio, alluminio, cemento), tecnologie pulite (eolico, pompe di calore, nucleare, fotovoltaico, batterie) e automotive. 

Il ritardo nella presentazione, inizialmente prevista a dicembre 2025, deriva da divergenze tra Francia (per una definizione restrittiva, sostenuta dal vicepresidente Stéphane Séjourné) e Germania (più aperta al commercio, con termini come “made with Europe”). La misura si ispira al rapporto Draghi e mira a ridurre dipendenze, soprattutto dalla Cina, favorendo produzione locale e basse emissioni di carbonio. 

La clausola “Made in Europe”

La clausola si applica a prodotti con quote minime di origine europea, estesa non solo all’UE ma a circa 40 Paesi per appalti pubblici (firmatari WTO dell’Accordo sugli appalti o con accordi di libero scambio/unione doganale) e fino a 80 per altri sussidi pubblici. L’UE può escludere Paesi via atti delegati per mancanza di reciprocità, rischi alla sicurezza degli approvvigionamenti o violazioni di accordi internazionali (es. sicurezza nazionale o ambientale). Eccezioni specifiche valgono per flotte aziendali auto, limitate a produzione UE pura. 

Il focus sul settore automotive

Per veicoli elettrici, ibridi plug-in e idrogeno, l’assemblaggio deve avvenire in UE; almeno il 70% del valore dei componenti (esclusa batteria, sul prezzo franco fabbrica) deve essere UE; 50% per motori elettrici, Lidar, radar, telecamere, centraline e infotainment. La batteria richiede almeno 3 componenti chiave UE (incluse celle); bonus per piccole auto zero emissioni se assemblate in UE con 70% componenti o 3 elementi batteria. Componenti da partner con accordi commerciali contano come UE. 

Le reazioni dell’industria automobilistica

L’industria automobilistica è divisa. I fornitori automotive, come Clepa e Anfia, salutano le soglie di contenuto locale (70% componenti UE esclusa batteria) come strumento contro la concorrenza sleale asiatica, auspicando regole anti-elusione per salvare posti di lavoro (fino a 500mila a rischio). 

Stellantis boccia la proposta come troppo complessa, con costi energetici elevati non compensati e rischio di neo protezionismo che ignora dipendenze strategiche. Acea, Ford, Jaguar Land Rover e VDA temono aumenti prezzi, contrazione mercato e ritorsioni da Cina, Regno Unito o Turchia. 

Renault propone 60% inclusa batteria, Stellantis 80% esclusa, evidenziando fratture su soglie.

Altre misure chiave

Per investimenti esteri >100 milioni in settori dove un Paese terzo controlla >40% capacità globale, servono almeno 4/6 condizioni: trasferimento know-how, 50% lavoratori UE, joint venture (max 49% capitale straniero). Introduce Aree di Accelerazione Industriale per poli decarbonizzati con procedure semplificate e sportello unico digitale. Dal 2029, quote minime low-carbon: 25% alluminio, 5% cemento nelle costruzioni/automotive. La proposta passa ora a Parlamento e Consiglio per negoziato. 

Diesel e benzina volano: quanto pesano davvero sulle tasche degli italiani

FAQ 

Cos’è l’Industrial Accelerator Act?

L’Industrial Accelerator Act è una proposta legislativa dell’Unione Europea presentata nel marzo 2026 per rafforzare la competitività industriale europea. L’obiettivo principale è aumentare il peso della manifattura dal 14,3% del PIL nel 2024 al 20% entro il 2035.

Cosa significa la clausola “Made in Europe”?

La clausola “Made in Europe” prevede che, per accedere a appalti pubblici e sussidi in settori strategici, i prodotti debbano includere una quota minima di componenti o produzione realizzata in Europa o in Paesi partner con accordi commerciali.

Quali settori sono coinvolti nella nuova strategia industriale UE?

I principali settori interessati sono:

– industrie energivore (acciaio, alluminio, cemento)

– tecnologie pulite (eolico, fotovoltaico, pompe di calore, batterie)

– automotive, in particolare veicoli elettrici e a idrogeno.

Quali sono le regole per le auto elettriche?

Per veicoli elettrici, ibridi plug-in e a idrogeno:

– l’assemblaggio deve avvenire nell’UE

– almeno il 70% del valore dei componenti (esclusa la batteria) deve provenire dall’Europa

– la batteria deve includere almeno tre componenti chiave prodotti nell’UE.

Perché l’UE introduce queste misure industriali?

L’obiettivo è ridurre le dipendenze strategiche da Paesi terzi, in particolare dalla Cina, rafforzare la produzione europea e sostenere la transizione verso tecnologie a basse emissioni di carbonio.

Quali sono le critiche dell’industria automobilistica?

Le aziende del settore sono divise: alcuni fornitori vedono le nuove soglie come una protezione contro la concorrenza asiatica, mentre diversi produttori temono aumenti dei costi, prezzi più alti per i consumatori e possibili ritorsioni commerciali da altri Paesi.

Quando entrerà in vigore l’Industrial Accelerator Act?

La proposta deve ancora essere negoziata e approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. Solo dopo l’adozione definitiva potrà entrare in vigore e iniziare la sua applicazione negli Stati membri.