La notizia, diffusa dal Corriere della Sera pochi giorni fa e poi confermata da altre fonti giornalistiche, è esplosa come una bomba: la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta che riguarda la scalata di Monte dei Paschi di Siena (Mps) a Mediobanca, con indagati per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri (presidente di Luxottica e Delfin) e Luigi Lovaglio (AD di Mps). 

L’ipotesi dell’accusa 

L’accusa ipotizza un accordo non dichiarato tra queste figure volto a coordinare l’acquisto di azioni Mps cedute dal Tesoro e successivi acquisti di azioni Mediobanca, per superare congiuntamente la soglia del 25% del capitale di quest’ultima. Tale superamento avrebbe imposto il lancio di un’Offerta Pubblica di Acquisto obbligatoria, ma secondo l’accusa ciò non è stato reso noto agli organi di controllo come Consob, BCE e Ivass, configurando così aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

Il presunto “patto occulto”

L’indagine si concentra su un presunto “patto occulto” che avrebbe permesso a Mps di ottenere il controllo di Mediobanca, arrivando a detenere l’86,3% del capitale, e con potenziali ripercussioni indirette anche sul controllo di Generali. Questo patto sarebbe stato mascherato non comunicando agli enti regolatori l’intesa tra i protagonisti dell’operazione, realizzata inizialmente con un collocamento accelerato da Banca Akros per l’acquisto del 7% di Mps da parte di Caltagirone e Delfin, e successivamente con movimenti coordinati sulle azioni Mediobanca fino alla soglia critica del 25%.

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La posizione degli indagati 

Le parti coinvolte hanno respinto le accuse: Delfin ha dichiarato la totale estraneità dei propri membri e il rispetto delle norme; Mps ha confermato un decreto di perquisizione e un avviso di garanzia a Lovaglio, dichiarandosi collaborativa e fiduciosa nella correttezza delle proprie azioni; anche il gruppo Caltagirone ha espresso piena fiducia nella magistratura assicurando trasparenza e correttezza delle procedure.

L’indagine partita mesi fa

Fonti giudiziarie confermano che l’indagine è in corso internamente da giugno 2025, e che i nomi degli indagati sono emersi solo dopo l’avvio delle perquisizioni e delle azioni investigative condotte dai magistrati Roberto Pellicano, Luca Gaglio e Giovanni Polizzi.

Cosa potrebbe accadere e le conseguenze per gli azionisti

Possibili effetti a breve termine: potrebbe determinarsi una volatilità persistente dei titoli, con ulteriori vendite dovute all’incertezza giudiziaria e al rischio di manipolazione del mercato (aggiotaggio), che scoraggia nuovi investitori. ​

Rischi a lungo termine: Blocco o revisione dell’operazione da 13,5 miliardi di euro con cui Mps ha acquisito Mediobanca tra inizio e autunno 2025, con potenziali rimborsi o contenziosi per gli azionisti che hanno aderito all’OPS. Inoltre, le indagini estese da Consob, BCE e Ivass potrebbero imporre sanzioni, multe o revoche di autorizzazioni, erodendo valore per gli azionisti e influenzando Generali (tramite quote di Mediobanca).