La Banca d’Italia ha acceso i riflettori su una anomalia che riguarda milioni di potenziali utenti: il conto di base, lo strumento pensato per garantire a chiunque risieda legalmente nell’Unione europea l’accesso ai servizi di pagamento essenziali, resta in Italia un prodotto di nicchia. Non per mancanza di domanda potenziale, ma per una combinazione di scarsa promozione e, in alcuni casi, vere e proprie resistenze da parte di chi dovrebbe offrirlo. Da qui il richiamo formale che l’Istituto di via Nazionale ha rivolto a banche, Poste Italiane e agli altri prestatori di servizi di pagamento (Psp), invitandoli “a promuovere la conoscenza e la diffusione del conto di base tra i consumatori e a favorirne l’accesso, in particolare da parte della clientela più vulnerabile”.
Cosa dice l’attività di vigilanza
Alla base dell’intervento c’è un lavoro di analisi che ha portato Bankitalia a una conclusione netta: in Italia il conto di base è troppo poco diffuso rispetto ad altri paesi dell’Unione europea, e in molti casi l’accesso al prodotto “è ostacolato o scoraggiato in modo ingiustificato”. Non si tratta di episodi isolati: la comunicazione pubblicata dall’Istituto parla esplicitamente di “numerosi casi”, segno che il problema ha una dimensione sistemica e non riguarda singoli sportelli o operatori distratti.
Per questo motivo la Banca d’Italia chiede ora ai prestatori di servizi di pagamento di adottare comportamenti pienamente conformi alla normativa, improntati a criteri di correttezza sostanziale nei rapporti con la clientela, e di intervenire concretamente su regole, procedure e prassi interne per rimuovere ogni ostacolo che possa impedire o scoraggiare l’apertura del conto.
Che cos’è il conto di base e a chi spetta
Il conto di base è un conto corrente o di pagamento con una finalità precisa: l’inclusione finanziaria. È stato introdotto dalla Direttiva europea 2014/92 proprio per garantire a tutti l’accesso ai servizi di pagamento fondamentali, anche a chi si trova in condizioni economiche o sociali di maggiore fragilità. Rispetto a un conto corrente tradizionale, offre un paniere di operazioni più limitato, tarato sulle esigenze semplici di gestione del denaro: depositi, prelievi, pagamenti, operazioni di base che permettono comunque di partecipare pienamente alla vita economica e finanziaria.
La normativa riconosce un vero e proprio diritto a ottenerlo: possono richiederlo tutti i consumatori che soggiornano legalmente nell’Unione europea, indipendentemente dalla residenza, purché non dispongano già di un conto aperto in Italia. E per chi appartiene alle fasce di popolazione con reddito più basso, il conto di base è gratuito, un elemento che ne dovrebbe favorire ulteriormente la diffusione tra chi ne ha più bisogno.
Le irregolarità riscontrate dalla Banca d’Italia
L’elenco dei comportamenti scorretti individuati dalla vigilanza è ampio e articolato. In alcuni casi il conto di base non compare nemmeno nel catalogo dei prodotti offerti dall’intermediario, oppure viene proposto con servizi essenziali incompleti rispetto a quanto previsto dalla legge.
A questo si aggiungono carenze nella normativa interna degli operatori, ad esempio nella definizione delle caratteristiche del prodotto o della clientela a cui è destinato, oltre a lacune nella documentazione di trasparenza e nell’assistenza fornita al consumatore.
Bankitalia segnala inoltre una scarsa conoscenza del prodotto da parte del personale allo sportello, che in molti casi non prospetta nemmeno il conto di base ai clienti vulnerabili che ne avrebbero diritto. Si registrano poi resistenze ingiustificate nell’apertura del conto verso specifiche categorie di richiedenti: persone non residenti ma legalmente soggiornanti nell’Unione europea, soggetti genericamente ricondotti a categorie considerate ad alto rischio di riciclaggio, oppure persone con condizioni patrimoniali e finanziarie precarie. Un ulteriore ostacolo è di natura tecnica: i limiti delle procedure informatiche, che in alcuni casi non consentono l’apertura del conto a chi è in possesso di documenti legittimi ma diversi da quelli ordinariamente gestiti dai sistemi, come un codice fiscale provvisorio non alfanumerico o la ricevuta della domanda di permesso di soggiorno.
Le segnalazioni di consumatori e associazioni
Il quadro tracciato dalla vigilanza trova conferma anche nelle segnalazioni arrivate direttamente da consumatori e associazioni di categoria, che denunciano difficoltà concrete nell’ottenere l’apertura del conto di base, una scarsa trasparenza sulle motivazioni dei rifiuti ricevuti e, in alcuni casi, la proposta di prodotti alternativi più costosi rispetto a quanto previsto per legge.
Il richiamo di Bankitalia ai prestatori di servizi
Alla luce di questo scenario, la Banca d’Italia ha deciso di intervenire con una comunicazione ufficiale rivolta a tutti i prestatori di servizi di pagamento, a partire da banche e Poste Italiane, chiedendo “massima attenzione all’offerta del conto di base” con l’obiettivo dichiarato di favorire il più ampio accesso possibile ai servizi di pagamento essenziali, specie per i consumatori più vulnerabili. L’invito è a rivedere normativa interna, procedure, modalità di offerta e controlli, in modo da superare ogni ostacolo che possa limitare, di fatto, un diritto che la legge già riconosce sulla carta ma che nella pratica quotidiana fatica ancora ad affermarsi.






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