C’è un dato, nell’ultima rilevazione sui carburanti, che merita più attenzione di quella che ha ricevuto: il gasolio costa oggi quasi venti centesimi al litro più della benzina. Un anno fa il rapporto era rovesciato.

Secondo i dati comunicati dal Mimit alle nove del 28 luglio, infatti, il costo medio della benzina in modalità self service su rete stradale è pari a 1,986 euro al litro, mentre per il gasolio è di 2,180 euro. Dodici mesi fa la benzina self costava 1,722 euro al litro e il diesel self 1,664 euro: il gasolio, cioè, si pagava quasi sei centesimi in meno.

Due velocità di rincaro

L’inversione non è casuale, ma il prodotto di due dinamiche di rincaro molto diverse. In dodici mesi la benzina è cresciuta del 15%, il gasolio del 31%: più del doppio.

Il dato trova conferma nelle rilevazioni settimanali dell’Osservatorio Carburanti del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, riferite alla settimana dal 20 al 26 luglio. In quei sette giorni la benzina è salita a 1,961 euro al litro, con un aumento di 50,5 millesimi rispetto alla settimana precedente, pari al 2,6%. Il gasolio è arrivato a 2,141 euro al litro, con un incremento di 101,46 millesimi, pari al 5,02%: anche su base settimanale, quindi, il diesel corre a velocità doppia.

In controtendenza il Gpl, che scende a 0,758 euro al litro, con un calo dello 0,35%.

Perché il governo ha tagliato solo il gasolio

Letta con questi numeri, la scelta dell’esecutivo di concentrare il taglio delle accise esclusivamente sul diesel acquista una logica precisa. Il gasolio è il carburante del trasporto merci e di buona parte delle attività agricole: un rincaro del 31% in dodici mesi si trasferisce sui costi logistici e, a catena, sui prezzi al consumo.

Da domani, 29 luglio, lo sconto dovrebbe entrare a regime e durare fino al 6 agosto, con le tariffe attese in calo intorno ai 2 euro al litro.

L’impatto sui consumi: 5,2 miliardi in un mese

L’analisi di Facile.it quantifica l’effetto aggregato. Considerando i consumi rilevati ad agosto 2025, lo scorso anno gli italiani hanno speso tra benzina e diesel poco più di 4,1 miliardi di euro in rifornimenti.

Quest’anno, a parità di consumi e con gli attuali prezzi, la spesa salirebbe a 5,2 miliardi: il 26% in più, con una differenza di circa 1,1 miliardi di euro concentrata su un solo mese.

Anche ipotizzando l’entrata a regime dello sconto sul diesel, la spesa complessiva extra resterebbe vicina al miliardo. Il che dice qualcosa sull’ordine di grandezza dell’intervento rispetto alla dimensione del gap: il taglio delle accise incide su una frazione dello scostamento, non lo compensa.

Cosa cambia per famiglie e imprese

Tradotto sul singolo rifornimento, un pieno di benzina da 50 litri costa oggi 99 euro contro gli 86 di dodici mesi fa. Un pieno di diesel passa da 83 a 109 euro.

Su un tragitto di circa 2.000 chilometri, l’equivalente di una Milano-Lecce andata e ritorno, servono oggi quasi 262 euro con un’auto a benzina, contro i 227 euro dello scorso anno. Per una vettura diesel la spesa sale a 240 euro, rispetto ai 183 euro del 2025: uno scostamento del 31% che, moltiplicato per una flotta commerciale, diventa una voce di costo rilevante nei bilanci delle imprese di autotrasporto.