Da oggi le lavoratrici madri possono chiedere il nuovo bonus mamme. Con il messaggio n. 3343 del 20 ottobre 2026, l’Inps ha comunicato l’apertura del servizio per richiedere il Nuovo bonus mamme 2026, un’integrazione al reddito che può arrivare a 720 euro. Il via libera arriva quattro giorni dopo le istruzioni operative: la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026 aveva già fissato le regole per accedere al contributo destinato alle lavoratrici con almeno due figli.
Sommario
- Cos’è il bonus mamme
- Quando è nato
- A chi è destinato
- Come fare domanda
- Entro quando presentarla
- A quanto ammonta il bonus mamme
- Quando arriva
- Quante mamme ne beneficeranno
Cos’è il bonus mamme
È un contributo in denaro che si aggiunge allo stipendio o al reddito da lavoro autonomo. Secondo la definizione dell’Istituto, la misura riconosce per il 2026 un’integrazione al reddito alle lavoratrici madri con due o più figli.
Il bonus non arriva in automatico. Serve una domanda all’Inps. È anche una misura ponte: viene confermata in attesa dell’esonero contributivo parziale per le lavoratrici madri, che è stato rinviato al 2027.
Quando è nato
L’idea di un sostegno alle madri lavoratrici risale alla legge di Bilancio 2024, che però puntava su un taglio dei contributi. Prima il decreto legge 95 del 2025 e poi la legge di Bilancio 2026 hanno riscritto tempi e contenuti del bonus mamme previsto inizialmente dalla manovra 2024.
La prima edizione in forma di contributo diretto è quella del 2025. Introdotto dal decreto legge 95/2025, poi convertito nella legge 118/2025, prevedeva un’integrazione al reddito di 40 euro al mese per un massimo di 12 mensilità. Il tetto era quindi di 480 euro. Per il 2026 la base normativa è la legge di Bilancio: il bonus è previsto dall’articolo 1, comma 207, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, in continuità con la misura del 2025.
A chi è destinato
Il primo requisito è il numero di figli, che deve essere almeno due. Il requisito deve sussistere al 1° gennaio 2026 oppure perfezionarsi entro il 31 dicembre 2026. Se si perfeziona dopo il 1° gennaio, il bonus spetta dal mese in cui il requisito viene raggiunto. Contano anche i limiti di età dei figli, già previsti nell’edizione precedente: con due figli il bonus spetta fino ai 10 anni del secondo, con tre o più fino ai 18 anni del più piccolo.
Poi c’è il reddito. La somma dei redditi da lavoro dipendente e autonomo rilevanti ai fini fiscali per il 2026 deve essere pari o inferiore a 40mila euro.
La platea comprende molte tipologie di lavoro. Sono incluse le dipendenti pubbliche e private, le autonome e le iscritte alla Gestione separata e alle casse professionali. Rientrano anche i rapporti di lavoro intermittenti e quelli in somministrazione. Restano invece escluse le lavoratrici domestiche, come colf e badanti.
Per le madri di tre o più figli c’è una regola specifica. Il bonus non spetta nei mesi coperti da un contratto a tempo indeterminato, apprendistato compreso. In questi casi può applicarsi, se spettante, l’esonero totale della quota di contributi previdenziali a carico della lavoratrice fino al 31 dicembre 2026. Chi ha due figli, invece, ha diritto al bonus da gennaio 2026 sia da autonoma sia da dipendente, a tempo determinato o indeterminato.
Come fare domanda
La richiesta si presenta online. Il percorso sul sito dell’Inps è “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per genitori” > “Vedi tutti i servizi” > “Nuovo Bonus mamme 2026”. Per accedere serve un’identità digitale: SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS.
Chi preferisce un aiuto ha due alternative. Si può chiamare il Contact Center Multicanale al numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o al numero 06 164.164 da cellulare, a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato.
Nel modulo vanno inseriti i dati anagrafici e di contatto, quelli dei figli e del rapporto di lavoro, le modalità di pagamento, gli eventuali allegati e le dichiarazioni di responsabilità obbligatorie.
Entro quando presentarla
Questa volta i tempi sono più larghi rispetto al 2025. La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2026. Se il requisito si perfeziona a dicembre 2026, il termine slitta al 31 gennaio 2027.
Conviene comunque non aspettare. L’Inps avvia l’istruttoria in base alla data di presentazione della domanda, e chi arriva prima ha più possibilità di ricevere i soldi entro l’anno.
A quanto ammonta il bonus mamme
Il contributo sale del 50% rispetto all’anno scorso. Spettano 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, in cui nel 2026 è attivo il rapporto di lavoro o l’attività autonoma, fino a un massimo di dodici mensilità e di 720 euro complessivi. Non tutte riceveranno la cifra piena: la somma effettiva dipende dal periodo in cui sono soddisfatti i requisiti.
Nel 2025 il contributo era esentasse e non rilevante ai fini Isee, e la circolare 2026 conferma l’impostazione dell’anno precedente per quanto non diversamente previsto.
Quando arriva
Il pagamento sarà unico, senza accrediti mensili. Le mensilità spettanti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 saranno pagate in un’unica soluzione a dicembre 2026, insieme alla mensilità dello stesso mese, se l’istruttoria si chiude in tempo. Altrimenti le somme saranno versate da gennaio 2027, una volta completate le verifiche.
Se la domanda viene respinta o accolta solo in parte, c’è un’altra possibilità. La lavoratrice può chiedere il riesame per le mensilità non riconosciute, esclusivamente online, fornendo chiarimenti e allegando i documenti utili.
Quante mamme ne beneficeranno
L’Inps non ha ancora diffuso una stima ufficiale della platea per il 2026. Le risorse però sono definite: la misura è finanziata con un limite di spesa di 630 milioni di euro per il 2026.
Un’indicazione arriva dall’edizione precedente. Nel 2025 le lavoratrici che in tutta Italia hanno ricevuto il contributo mensile da 40 euro sono state 650.098. Altre 179.169 hanno beneficiato dello sgravio contributivo riservato alle madri con almeno tre figli. Le beneficiarie si concentrano al Nord: la Lombardia è in testa con 111.161 lavoratrici, seguita da Veneto con 62.725 e Lazio con 57.345. In Sicilia sono state 43.333 le lavoratrici che hanno ricevuto il bonus da 40 euro, a cui si aggiungono altre 7.521 beneficiarie dello sgravio.
Con requisiti sostanzialmente invariati, la platea del 2026 dovrebbe restare intorno alle 650mila lavoratrici. Ognuna però riceverà un assegno più consistente.






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