Samsung Electronics ha annunciato una stima di crescita dell’utile operativo di ben 19 volte nel secondo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, segnando il terzo trimestre consecutivo di risultati record grazie alla domanda trainata dall’intelligenza artificiale, che continua a sostenere i prezzi dei chip di memoria.

I numeri del trimestre

Il maggiore produttore mondiale di chip di memoria ha stimato un utile operativo tra aprile e giugno pari a 89,4 trilioni di won (58,44 miliardi di dollari), superando sia la stima SmartEstimate di LSEG di 87,3 trilioni di won sia il consenso FnGuide di 84,4 trilioni. Nello stesso periodo dello scorso anno l’utile si era fermato a 4,7 trilioni di won: la crescita, secondo alcune fonti, si attesterebbe addirittura attorno al 1.810% su base annua.

La cifra supera l’utile operativo complessivo registrato da Samsung nei tre anni dal 2023 al 2025 e rappresenta il risultato trimestrale più alto nella storia del gruppo, secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap. Il fatturato è atteso in aumento del 129% su base annua, a 171 trilioni di won, anche se il dato è risultato leggermente inferiore alle stime degli analisti, ferme a 173,3 trilioni.

Perché i prezzi dei chip continuano a salire

Durante il trimestre i prezzi delle memorie hanno continuato a crescere, poiché la spesa per l’intelligenza artificiale si è estesa dalle memorie ad alta larghezza di banda (HBM) ai prodotti DRAM e NAND convenzionali. Secondo Citi Research, nel periodo i prezzi medi della DRAM sono saliti del 44% e quelli della NAND flash del 53% su base trimestrale.

Gli analisti spiegano che la rapida crescita della produzione di HBM ha ridotto l’offerta di memorie convenzionali destinate a smartphone, PC e server, contribuendo a mantenere alti i prezzi. Anche i clienti hanno iniziato a chiedere contratti di fornitura di lungo periodo, un cambiamento che potrebbe sostenere i listini fino al prossimo anno, mentre resta incerta l’evoluzione del mercato nel medio periodo.

Perché, allora, il titolo è crollato in Borsa

Ed è qui che arriva il paradosso: nonostante numeri definiti “stratosferici”, il titolo Samsung ha bruciato oltre 80 miliardi di dollari di capitalizzazione, perdendo tra il 6% e l’8% nelle contrattazioni di martedì 7 luglio, trascinando al ribasso anche l’indice Kospi della Borsa di Seul, sospeso per oltre venti minuti e chiuso poi con un calo di quasi il 5%.

Il motivo, secondo gli analisti, non è nei conti in sé — che pure hanno superato le attese — ma nel contesto: il titolo era già salito del 382% nei dodici mesi precedenti, e gli investitori avevano ormai incorporato nei prezzi aspettative di margini altissimi. In un mercato “guidato dall’intelligenza artificiale”, come ha osservato Bloomberg, risultati semplicemente in linea con attese già molto elevate non bastano più a giustificare ulteriori rialzi: si è entrati in una fase che gli analisti definiscono di “beat and raise”, in cui superare le stime non è sufficiente se non si accompagna anche a previsioni ancora più ottimistiche sul futuro.

C’è poi un elemento tecnico: ad aprile Samsung ha raggiunto un accordo salariale che lega i bonus dei lavoratori del settore chip all’utile operativo, e l’azienda ha accantonato fondi proprio in questo trimestre per coprirli. Secondo alcune stime, senza queste voci di costo l’utile avrebbe superato i 100 trilioni di won. Ad appesantire il quadro anche i timori più ampi sulla tenuta del boom IA: gli investitori si chiedono se i grandi gruppi tecnologici che finanziano l’espansione dell’intelligenza artificiale — da Meta a Microsoft, passando per Amazon e Alphabet — potranno sostenere questi livelli di spesa senza un eccessivo ricorso al debito, a fronte di ritorni ancora da dimostrare.

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Gli investimenti nei semiconduttori

Samsung pubblicherà i risultati completi, con il dettaglio per divisione, il 30 luglio. La crescente domanda globale di chip di memoria avanzati destinati ai data center per l’intelligenza artificiale ha già contribuito quest’anno a profitti record per i principali produttori sudcoreani di semiconduttori.

Samsung e la rivale nazionale SK Hynix sono impegnate in un investimento pubblico-privato da 800 trilioni di won per la realizzazione di quattro nuovi impianti di produzione di semiconduttori nel sud-ovest della Corea del Sud. Il progetto rientra in un piano decennale annunciato dal governo sudcoreano, del valore complessivo di oltre 1.000 miliardi di euro, destinato allo sviluppo di fabbriche di semiconduttori avanzati e data center per l’intelligenza artificiale.

Il mercato, in attesa dei conti definitivi di fine mese, cercherà soprattutto di capire se il boom della memoria sia un fenomeno strutturale destinato a durare, o l’ennesimo ciclo del settore ormai vicino al proprio picco.