Pirelli apre un capitolo industriale in India. Il gruppo guidato dal presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera ha firmato un accordo con Balkrishna Industries (BKT) per produrre nel Paese 800mila pneumatici premium car a marchio Pirelli entro il 2030, con una possibile espansione successiva attraverso una joint venture paritetica.

L’intesa è articolata in due fasi. La prima è un accordo di off-take: BKT produce per conto di Pirelli e realizzerà, in un impianto di nuova costruzione dotato di tecnologie avanzate, fino a 800mila pneumatici a marchio Pirelli, rispettando gli standard tecnologici e qualitativi del gruppo italiano.

La seconda fase scatterà solo al verificarsi di determinate condizioni e prevede una joint venture al 50% con un impianto dedicato a pneumatici High Value, sia a marchio Pirelli sia a marchio BKT, destinati all’India e ad altri mercati internazionali.

Sommario

Cosa cambia per Pirelli

Per la Bicocca è un salto di qualità. Finora Pirelli era presente in India soltanto con una struttura commerciale, senza produzione locale. Con questo accordo il rapporto con il Paese entra nelle fabbriche.

Tronchetti Provera ha spiegato la scelta con una convinzione precisa: «L’India sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione dell’industria automobilistica globale». Il presidente esecutivo ha definito l’intesa una scelta strategica per rafforzare la presenza in uno dei mercati con le maggiori prospettive di crescita.

La formula scelta è prudente. Invece di costruire subito un proprio stabilimento, con investimenti pesanti e tempi lunghi, Pirelli si appoggia a un partner locale per testare la domanda. La divisione dei compiti è chiara: Pirelli porta tecnologia e specializzazione nella fascia alta, BKT mette a disposizione capacità produttiva, conoscenza del mercato e una rete internazionale presente in oltre 160 Paesi. Solo se i numeri daranno ragione al progetto si passerà alla joint venture.

L’operazione si inserisce in un anno particolarmente intenso per il gruppo. A settembre Pirelli si presentava con un utile semestrale in crescita, margini stabili al 16% e due novità rilevanti: 1 miliardo di investimenti negli Stati Uniti e la quota di Camfin/MTP salita al 29,9%. Sullo sfondo restano le tensioni con il socio cinese Sinochem, dopo la decisione di considerare il gruppo privo di controllo su Pirelli. In questo contesto, l’India offre un nuovo motore di crescita in un’area geografica diversa dalla Cina.

Il mercato premium destinato a quintuplicare

La ragione principale dell’accordo sta nei numeri del mercato indiano. Secondo le stime citate in occasione dell’annuncio, il mercato indiano dei pneumatici premium car è previsto in crescita di quasi cinque volte.

Il contesto automobilistico conferma il potenziale. Nel 2025 l’India è diventata il terzo mercato automobilistico al mondo e punta a conquistare il primo posto nella produzione entro cinque anni, in una fase segnata anche dai negoziati sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e India. A cambiare è anche la composizione della domanda: nell’anno fiscale 2026 i SUV hanno raggiunto il 65% delle vendite di autovetture. Un dato decisivo per Pirelli, perché i veicoli più grandi montano cerchi di diametro maggiore e quindi pneumatici di fascia più alta, proprio il segmento su cui il gruppo ha costruito la propria strategia.

Anche l’andamento recente è robusto. A settembre 2026 le vendite di autovetture in India sono cresciute del 23,3% su base annua, raggiungendo 385.764 unità, secondo i dati dell’associazione dei costruttori SIAM.

Cosa significa per BKT

Per il partner indiano l’intesa ha un valore altrettanto strategico. L’accordo sostiene l’espansione di BKT nei pneumatici per autovetture e apre opportunità sia sul mercato interno sia all’estero.

Si tratta di un cambio di pelle profondo. BKT è storicamente un esportatore specializzato negli pneumatici off-highway, cioè per agricoltura, edilizia e industria, un segmento di nicchia ad alti margini. Ora sta entrando nel mercato delle gomme per auto, più competitivo. L’obiettivo è ambizioso: 23.000 crore di rupie di ricavi entro l’anno fiscale 2030, più del doppio dei 10.823 crore dell’anno fiscale 2026.

Associare il proprio nome a un marchio globale come Pirelli offre a BKT credibilità tecnica e un accesso immediato alla fascia premium, dove costruire una reputazione da soli richiederebbe anni di lavoro.

Le implicazioni per il settore nel mondo

L’accordo racconta una tendenza più ampia che attraversa l’industria globale degli pneumatici. L’India si sta affermando come piattaforma produttiva alternativa, non solo come mercato di consumo. La possibilità che la futura joint venture produca anche per l’export conferma questa doppia vocazione.

Per i grandi gruppi del settore, la sfida è conquistare la fascia alta di un mercato dove i produttori locali, come MRF, Apollo, CEAT e JK Tyre, dominano i volumi, mentre concorrenti internazionali come Michelin, Bridgestone, Goodyear e Continental sono presenti da tempo con propri stabilimenti. Pirelli arriva più tardi ma con un posizionamento distintivo: il gruppo ha costruito la sua strategia sul segmento High Value, che nel 2025 rappresentava già il 79% del fatturato, trainato dalla domanda di pneumatici superiori ai 18 pollici.

Il modello scelto, con una partnership industriale al posto di un investimento diretto, potrebbe diventare un riferimento per altri gruppi occidentali interessati all’India. Riduce i rischi iniziali, sfrutta le competenze locali e lascia aperta la porta a un impegno più forte quando la domanda lo giustificherà. Per un settore alle prese con costi delle materie prime, tensioni geopolitiche e ridisegno delle catene di fornitura, è una strada sempre più percorsa.