Dazi giù e scambi su: cosa prevede l’intesa UE-India

Accordo UE - India
Europa e India accelerano sull’integrazione economica: un’intesa che vale mercati, geopolitica e nuovi equilibri globali.

Un mercato potenziale da oltre due miliardi di persone, dazi in calo, nuove opportunità per l’industria europea e una mossa strategica che va ben oltre il commercio. È questo il perimetro dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India che si avvia alla fase decisiva a New Delhi, in un momento in cui gli equilibri globali stanno cambiando rapidamente.

Martedì, nella capitale indiana, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sigleranno l’intesa tra l’UE e il subcontinente indiano. Oggi, intanto, saranno ospiti d’onore alle celebrazioni per il 76° anniversario della Repubblica indiana, che ricorda l’indipendenza dall’Impero britannico.

Secondo quanto scrive la Repubblica, non è ancora certo che si arrivi subito a una firma definitiva: le negoziazioni proseguono fino all’ultimo minuto e, in ogni caso, l’accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento europeo. Ma la direzione è chiara e la strada, di fatto, è già spianata.

Un’intesa che apre un mercato da due miliardi di persone

Il cuore dell’accordo è l’abbattimento progressivo delle barriere tariffarie tra due aree che, sommate, rappresentano uno dei più grandi bacini economici del pianeta. L’intesa UE-India punta a facilitare scambi di beni e servizi, riducendo costi e incertezze per le imprese.

Uno dei capitoli più rilevanti riguarda l’automotive. I dazi indiani sull’importazione di auto, oggi fissati al 70% con punte che arrivano fino al 110%, verrebbero ridotti al 40%. Una svolta per un mercato enorme: 4,4 milioni di vetture oggi, destinati a salire a 6 milioni entro il 2030, finora dominato da marchi locali come Mahindra e Tata.

Per i costruttori europei, questo significa poter competere in modo più equo in uno dei mercati a più rapida crescita al mondo, in un contesto in cui la domanda interna europea è ormai matura.

Agricoltura europea: vino e olio d’oliva tra i grandi beneficiari

Secondo fonti vicine alla trattativa, l’accordo di libero scambio sarà «molto vantaggioso per gli esportatori agricoli europei». In particolare, sono previste riduzioni significative dei dazi su vino e olio d’oliva, due prodotti simbolo del Made in Europe e finora penalizzati da barriere tariffarie elevate.

Resterà invece lo status quo su settori più sensibili come carne bovina, pollame e zucchero, a tutela degli equilibri interni e delle filiere locali indiane. Un compromesso che riflette la complessità di un’intesa che deve tenere insieme interessi economici, sociali e politici.

Le parole che circolano tra i negoziatori sono chiare: «Ci saranno opportunità significative», soprattutto per le imprese medio-grandi, ma anche per quelle filiere agroalimentari che puntano su qualità, marchi e indicazioni geografiche.

Cosa guadagna l’India: tessile, gioielleria e accesso all’Europa

L’accordo non è a senso unico. L’Unione Europea, infatti, faciliterà le esportazioni indiane, a partire da settori chiave come tessile e gioielleria, duramente colpiti dalle super-tariffe al 50% introdotte dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti.

Il commercio tra UE e India è già su livelli elevati. Nel 2024 e 2025, l’Europa ha esportato verso l’India 60,7 miliardi di euro, pur affrontando una barriera tariffaria media del 9,3%. New Delhi, dal canto suo, ha venduto in Europa beni per 76 miliardi e servizi per 30 miliardi, scontando un dazio medio del 3,8%, con punte del 10% per l’abbigliamento.

Ridurre queste barriere significa rendere gli scambi più fluidi e meno costosi, con benefici diretti per le imprese e indiretti per i consumatori.

Oltre il commercio: difesa, sicurezza e geopolitica

Il vertice di New Delhi non si limiterà all’economia. È previsto anche un partenariato su difesa e sicurezza, un tema che assume un peso crescente nello scenario internazionale attuale.

Per l’India, l’intesa con l’Europa rappresenta anche un’opportunità strategica: affrancarsi progressivamente dal patronage russo, diversificando alleanze e forniture. Un messaggio che il cancelliere tedesco Friedrich Merz avrebbe già trasmesso al premier indiano Narendra Modi durante un recente incontro ad Ahmedabad.

Per Bruxelles, rafforzare il legame con New Delhi significa consolidare un asse con una delle grandi potenze emergenti, in un mondo sempre più multipolare.

Perché l’accordo UE-India conta anche per l’Italia

Per l’Italia, l’intesa con l’India apre scenari interessanti su più fronti:

  • automotive e componentistica, grazie al taglio dei dazi;
  • agroalimentare di qualità, con nuove possibilità per vino e olio;
  • moda e design, in un mercato giovane e in rapida espansione;
  • servizi e tecnologia, settori in cui le imprese italiane possono giocare un ruolo competitivo.

In un contesto di crescita rallentata in Europa, l’accesso a mercati emergenti diventa una leva fondamentale per sostenere export e occupazione.

Un accordo che segna un cambio di passo

L’intesa UE-India non è solo un accordo commerciale. È un segnale politico forte: l’Europa prova a ritagliarsi uno spazio autonomo in un mondo diviso tra grandi blocchi, puntando su partnership strategiche invece che su chiusure protezionistiche.

Se e quando arriverà la firma definitiva, sarà il risultato di anni di negoziati complessi. Ma il messaggio che arriva da New Delhi è già chiaro: il baricentro dell’economia globale si sta spostando e l’Europa vuole esserci.

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