La manovra 2027 dovrebbe istituire un fondo da qualche centinaio di milioni per finanziare nuove forme limitate di pensionamento anticipato. Chi potrà usarlo e a quali condizioni non è ancora deciso: le regole arriverebbero solo il prossimo anno.

Sommario

Cosa prevede il fondo per le pensioni anticipate 2027?

È l’intesa raggiunta lunedì sera al vertice dei leader di maggioranza, con la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e Maurizio Lupi. Secondo il Sole 24 Ore la legge di Bilancio si limiterebbe ad accantonare le risorse per aprire canali di flessibilità in uscita a poche platee selezionate.

Non sarebbe quindi una revisione generale delle regole previdenziali. L’importo esatto del fondo non è stato comunicato e i dettagli verrebbero definiti dopo l’approvazione della manovra. Lo schema ricorda quello del 2018 con meno soldi a disposizione, osserva il quotidiano.

Che fine fa l’uscita a 64 anni chiesta dalla Lega?

Per ora no: la proposta è stata rinviata. La Lega aveva legato il proprio voto sulla manovra a misure per le uscite anticipate e proponeva la pensione a 64 anni con 36 anni di contributi, una versione ridotta della vecchia Quota 100. La decisione è stata spostata a gennaio, secondo il Sole 24 Ore, ripreso dall’ANSA.

Il partito di Salvini punta anche a evitare un inasprimento dei requisiti per l’uscita anticipata, scrive The Watcher Post. Per ora però l’unica misura attesa nel testo è il fondo.

Cosa cambierebbe per l’indicizzazione delle pensioni?

Per coprire la manovra il governo valuta un nuovo taglio alla rivalutazione degli assegni in base all’inflazione, più profondo man mano che la pensione sale. Il modello sarebbe quello del 2023-24.

Allora la rivalutazione piena era garantita solo fino a quattro volte il trattamento minimo. Sopra quella soglia scattava un decalage che partiva dall’85% per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo e scendeva fino al 32% per le fasce più alte. Quella stretta valse 2,1 miliardi di coperture nel 2023 e 4 miliardi l’anno nel biennio successivo.

Questa volta l’obiettivo sarebbe più contenuto. L’intervento rientrerebbe negli 1,7 miliardi di «altre spese» da ridurre indicati, secondo il Sole 24 Ore, nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles.

Chi rischia aumenti più bassi?

Le percentuali e le soglie delle nuove fasce non sono ancora definite. L’impostazione allo studio tutelerebbe le pensioni più basse e ridurrebbe gli adeguamenti per quelle più alte, con la possibilità di qualche sostegno in più per le minime.

Il taglio riguarderebbe la rivalutazione annuale, cioè l’aumento degli assegni legato ai prezzi. Un tema diverso è quello del bonus da 154,94 euro che l’Inps può chiedere indietro.

Quando si decide?

Il Consiglio dei ministri sulla manovra è slittato a mercoledì 28 ottobre in tarda mattinata. Prima è atteso un nuovo confronto nella maggioranza. Dopo il via libera del governo il testo passerà al Parlamento: fino ad allora importo del fondo e fasce di indicizzazione restano ipotesi.