L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha approvato una delibera che introduce i numeri brevi a tre cifre come strumento di identificazione per le chiamate commerciali legittime. La misura, annunciata già a dicembre con l’avvio di una consultazione pubblica, rappresenta un cambio di passo nella battaglia contro le truffe telefoniche e il telemarketing aggressivo. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: rendere immediatamente riconoscibile chi chiama, distinguendo gli operatori autorizzati dai truffatori.

Come funzionano i nuovi numeri brevi

Fino ad oggi i numeri a tre cifre erano riservati quasi esclusivamente ai servizi di emergenza. Con la nuova normativa, anche aziende, operatori di settore e call center che operano legalmente potranno essere identificati attraverso una numerazione breve dedicata, analoga a quella già usata per l’assistenza clienti. In questo modo l’utente, vedendo arrivare una chiamata da un numero breve riconoscibile, potrà valutarne subito l’attendibilità senza doversi interrogare sull’identità del chiamante. Un meccanismo intuitivo, pensato per chi non ha dimestichezza con i prefissi internazionali o con i numeri mascherati.

Solo operatori italiani autorizzati, stop ai truffatori dall’estero

Uno degli aspetti più rilevanti della delibera riguarda il perimetro di applicazione: i numeri brevi saranno associati esclusivamente a soggetti autorizzati che operano sulla rete nazionale italiana. Le chiamate provenienti dall’estero, spesso alla base delle truffe più sofisticate, restano escluse dal sistema. Questo dettaglio non è secondario: una larga fetta delle frodi telefoniche viene gestita da call center situati fuori dalla giurisdizione italiana, rendendo difficile ogni forma di controllo e sanzione. Tagliare fuori queste chiamate dal circuito dei numeri brevi certificati è un modo per segnalare all’utente, già dalla prima cifra sul display, che qualcosa non torna.

Un pacchetto di misure graduali e un tavolo tecnico

Agcom ha scelto un approccio progressivo, con un primo pacchetto di misure immediatamente operative e un orizzonte temporale articolato per le successive. Il provvedimento amplia le numerazioni utilizzabili come identificativo del chiamante, includendo i servizi senza oneri per il chiamante, i servizi di pubblica utilità, quelli armonizzati europei a valenza sociale, l’assistenza clienti, i servizi con addebito al chiamato e le numerazioni destinate a SMS e trasmissione dati. È stato inoltre istituito un tavolo tecnico per definire le modalità attuative e affrontare i nodi ancora aperti, in particolare la disciplina delle numerazioni da riservare esclusivamente al teleselling e al telemarketing, i settori storicamente più esposti agli abusi.

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Il decreto Bollette e il giro di vite sull’energia

La delibera arriva in un momento di accelerazione normativa sul fronte delle tutele per i consumatori. A partire dal 19 giugno prossimo entrerà in vigore la stretta prevista dal decreto Bollette, che modifica l’articolo 51 del Codice del Consumo introducendo il comma 8 bis: sarà vietato effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche — inclusi i messaggi — finalizzate alla proposta o conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas ai consumatori domestici. Una norma attesa da anni, che colpisce uno dei settori più flagellati dal telemarketing selvaggio.

Una strategia costruita nel tempo: dallo spam estero ai cellulari

La delibera sui numeri brevi non è un provvedimento isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia avviata da Agcom negli ultimi anni. L’estate scorsa era stato introdotto il primo filtro anti-spam con il blocco delle chiamate indesiderate dall’estero tramite numeri fissi italiani. Il 19 novembre 2025 è poi arrivata la stretta sui numeri di cellulare. Ogni intervento ha aggiunto un livello di protezione, cercando di chiudere una per volta le falle sfruttate dai soggetti che operano ai margini — o al di fuori — della legalità.

Il Registro delle Opposizioni, strumento utile ma ancora sottovalutato

A completare il quadro delle tutele disponibili c’è il Registro pubblico delle opposizioni, previsto da una legge del 2018 e pienamente operativo da luglio 2022. Iscriversi è gratuito e consente di bloccare a tempo indeterminato sia le chiamate da operatore umano sia quelle automatizzate tramite robocall, annullando tutti i consensi alla pubblicità commerciale rilasciati in precedenza. Uno strumento potente, ma ancora poco conosciuto dalla maggior parte degli utenti, che potrebbe da solo ridurre sensibilmente il numero di chiamate indesiderate ricevute ogni giorno.