L’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia compie quattro anni e il governo aumenta l’IVA del 2%, abbassando già dal 2024 la soglia di fatturato per pagarla da 60 a 20 milioni di rubli, con un ulteriore taglio a 10 milioni entro il 2028. Per imprese e consumatori significa costi più alti, margini più stretti e una prima scadenza fiscale ad aprile che molti temono di non riuscire a rispettare.
La pressione sui conti pubblici cresce: le entrate petrolifere diminuiscono, il deficit di bilancio aumenta e la spesa militare, che aveva sostenuto la crescita negli ultimi anni, si stabilizza. Per coprire il fabbisogno, il Cremlino sposta il peso su famiglie e piccole e medie imprese. L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 2 punti percentuali si accompagna a un drastico abbassamento delle soglie che obbligano le aziende a versarla.
Come cambiano IVA e regime “patent” dal 2024 al 2028
La riforma interviene su due leve operative: soglie di accesso all’IVA e sistema di tassazione “a brevetto” (patent taxation system), che prevedeva pagamenti fissi annui, spesso di poche decine di migliaia di rubli, in alternativa a imposte calcolate su ricavi o profitti.
| Misura | Prima della riforma | 2024 | Entro il 2028 | Effetto operativo |
|---|---|---|---|---|
| Soglia ricavi per obbligo IVA | 60 mln RUB (≈ 783.000 $) | 20 mln RUB (≈ 261.000 $) | 10 mln RUB (≈ 130.500 $) | Più imprese devono applicare e versare l’IVA |
| Regime “patent” | Pagamento fisso annuo | Oltre 20 mln RUB: almeno 6% sui ricavi + almeno 5% IVA | Ulteriori ampliamenti platea | Uscita dal regime agevolato, burocrazia e costi in aumento |
L’abbassamento progressivo, quindi, amplia la platea dei soggetti IVA e riduce l’area del regime forfettario. L’impatto è immediato su liquidità e adempimenti, con costi amministrativi aggiuntivi (contabilità, consulenza fiscale) che si sommano all’imposta.
Molti imprenditori segnalano un doppio shock: fornitori che adeguano i listini ben oltre il +2% dell’IVA e domanda in flessione costante. Alcuni ridimensionano l’attività, altri chiudono.
Il caso Mashenka e l’intervento del Cremlino
Denis Maksimov, proprietario della panetteria Mashenka nella regione di Mosca, è intervenuto a dicembre durante la trasmissione annuale con il presidente Vladimir Putin. Davanti alla sua insegna, intitolata alla figlia maggiore, ha chiesto di rivedere la riforma che aumenta il carico fiscale sulle piccole imprese.
«Comprendiamo molto bene che non è una situazione facile per il Paese. Comprendiamo che aumentare le tasse è necessario», ha detto Maksimov. «Guardiamo avanti senza ottimismo, francamente parlando. Molte (imprese) chiuderanno».
La soglia IVA per la sua attività scende da 60 a 20 milioni di rubli nel 2024 e a 10 milioni entro il 2028. Anche per chi utilizza il sistema “patent”, oltre 20 milioni di rubli di ricavi scatta almeno il 6% sui ricavi e almeno il 5% di IVA.
Putin ha richiamato la necessità della riforma per contrastare importazioni illegali “fuori controllo”, promettendo verifiche. L’esposizione mediatica ha portato nuovi clienti a Mashenka, che ha tre punti vendita nell’area di Mosca e rivendica sul sito che Putin «ha assaggiato le nostre torte». Le vendite sono cresciute temporaneamente, ma senza un cambio normativo il titolare ha valutato la chiusura.
Il mese scorso, in una riunione governativa, il caso è stato citato e il ministro dell’Economia Maxim Reshetnikov ha proposto misure per esentare l’azienda dall’IVA e ridurre altre imposte. «Penso che cresceremo, forse più lentamente di prima, ma non meno fiduciosamente, credo», ha dichiarato Maksimov. Le misure non risultano ancora formalmente adottate.
“Noi siamo Mashenka”: la protesta delle PMI
Il caso ha innescato una mobilitazione online, “Noi siamo Mashenka”, promossa dall’Associazione delle imprese dell’industria della bellezza.
Darya Demchenko, titolare di una catena di quattro saloni di bellezza a San Pietroburgo (tre di proprietà e uno in franchising), ha chiuso un punto vendita e venduto un altro per restare operativa. L’uscita dal regime “patent” comporta imposte più alte e l’assunzione di un contabile a tempo pieno. I costi – affitti, forniture, sicurezza, servizi bancari – sono aumentati del 30%, mentre i fornitori hanno ritoccato i prezzi ben oltre il +2% dell’IVA. La domanda di servizi beauty cala da mesi; le restrizioni su social e piattaforme di messaggistica riducono pubblicità a basso costo e contatti con i clienti.
«Quest’anno non abbiamo sentito alcun sostegno. Sembra che vogliano chiuderci», ha affermato Demchenko.
Lyalya Sadykova, presidente dell’associazione di categoria, stima che a San Pietroburgo il 10% delle attività del settore abbia chiuso e un ulteriore 10% sia stato venduto tra dicembre e gennaio. Prevede nuove cessazioni in primavera. «Le persone faranno i conti. La prima scadenza per le tasse è ad aprile, e vedranno che non hanno nulla con cui pagare, ed è allora che inizierà il crollo», ha detto. «Penso che ci saranno fallimenti e un esodo di massa dal mercato, perché ora mi sembra che non tutti abbiano fatto i conti e compreso».
Chiusure a Kazan
A Kazan, le pasticcere Ilsiya Gizatullina e Railya Shayhieva hanno deciso di chiudere l’attività avviata nel 2020. Anche per loro pesano aumenti fiscali, costi in salita e domanda debole. «È stata una decisione incredibilmente difficile, come amputare una parte del corpo. Perché vivevamo lì, era la nostra vita, 24 ore su 24», ha spiegato Gizatullina. Dopo aver superato la pandemia, definita temporanea, la nuova architettura fiscale è strutturale. «Comprendiamo molto bene che non sarà abolita dopodomani e che probabilmente in futuro ci sarà un carico fiscale ancora più elevato».
La riforma prevede ulteriori ampliamenti della platea soggetta a imposte maggiori nel 2027 e nel 2028, con soglie ancora più basse.
Perché il Ministero delle Finanze amplia l’IVA
Secondo Chris Weafer, CEO di Macro-Advisory Ltd., le PMI rappresentano poco più del 20% dell’economia russa. L’estensione dell’IVA a questo segmento genererà «una quantità significativa» di entrate per il bilancio statale. Si tratta di «una strategia deliberata del Ministero delle Finanze per creare fonti di reddito più stabili e prevedibili» mentre le entrate petrolifere scendono e il deficit cresce.
La pressione sulle PMI non nasce oggi. Dal 2014, con le sanzioni seguite all’annessione illegale della Crimea, il sostegno pubblico si è concentrato sulle grandi aziende. Le nuove regole fiscali si aggiungono a una tendenza che, pur non compromettendo l’economia nel breve, può rallentare la crescita quando la guerra finirà. «L’unico motore di espansione, crescita e innovazione di cui un’economia ha bisogno è il settore che ha sofferto di più negli ultimi quattro anni e che continua a soffrire oggi», ha osservato Weafer.
Lagarde (BCE): “Europa più forte nelle crisi” e nuova Unione Investimenti entro 2026
FAQ
Quando scatta la prima scadenza fiscale con le nuove regole?
Ad aprile, secondo le indicazioni delle associazioni di categoria che temono un picco di insolvenze.
Qual è la nuova soglia per l’obbligo di IVA nel 2024?
20 milioni di rubli di ricavi annui, in calo rispetto ai precedenti 60 milioni.
Cosa cambia per chi era nel regime “patent”?
Oltre 20 milioni di rubli di ricavi, si applicano almeno il 6% sui ricavi e almeno il 5% di IVA, con uscita dal pagamento fisso annuo.
Qual è l’obiettivo dichiarato dal governo?
Ampliare basi imponibili e rendere più stabili e prevedibili le entrate di bilancio in una fase di minori introiti petroliferi.






Commenti