Kering ha ufficializzato la nomina di Romain Spitzer a Chief Executive Officer di Bottega Veneta, con decorrenza dal 1° settembre 2026. Il manager risponderà direttamente a Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo francese, avrà base a Milano ed entrerà a far parte del Comitato Esecutivo di Kering. 

Spitzer succede a Bartolomeo Rongone, che ha lasciato Bottega Veneta il 31 marzo dopo sei anni alla guida della maison per assumere il ruolo di group Ceo in Moncler. La ricerca del nuovo vertice, avviata dopo l’annuncio dell’uscita di Rongone a gennaio, si chiude dunque con un profilo maturato interamente nel gruppo rivale LVMH.

Un profilo internazionale tra brand, retail e customer experience

Spitzer vanta oltre trent’anni di esperienza internazionale nel settore del lusso, con una solida competenza nella gestione del marchio, nell’eccellenza del retail e nella customer experience. 

Per Luca de Meo si tratta della figura ideale per accompagnare la maison veneta verso una nuova fase di espansione: “Romain possiede la leadership, la visione e l’esperienza internazionale necessarie per dare impulso alla prossima fase di sviluppo della maison”, ha dichiarato il Ceo di Kering, aggiungendo che il manager saprà valorizzarne i punti di forza distintivi.

La carriera: da Guerlain al vertice del beauty di LVMH

Spitzer, laureato alla ESCP Business School, ha iniziato la carriera in Guerlain nel 1995 come Product Manager. Il percorso professionale prosegue nel marketing, con incarichi in Jean Paul Gaultier Parfums e Yves Saint Laurent Parfums, dove diventa Direttore Marketing Internazionale. Nel 2006 il passaggio a Parfums Christian Dior, come Responsabile della Business Unit Fragranze, prima di assumere ruoli di leadership come Direttore Generale per la Spagna e Direttore Generale Regionale per l’Europa.

Il salto decisivo arriva nel 2016, quando entra in LVMH Fragrance Brands (Parfums Givenchy e Kenzo) come Presidente e Ceo, un mandato che nel tempo si allarga fino a comprendere Maison Francis Kurkdjian, Acqua di Parma, Loewe Perfumes, Officine Universelle Buly e New Ventures. Fino alla nomina in Kering, ricopriva il ruolo di presidente e amministratore delegato del Fragrance Group di LVMH Beauty, supervisionando un portafoglio di maison di alta profumeria e contribuendo al rafforzamento della loro desiderabilità nel lungo periodo.

Gli obiettivi della maison: desiderabilità, retail ed esperienza cliente

Il mandato affidato a Spitzer è chiaro. Il dirigente riporterà a Luca de Meo, sarà basato a Milano ed entrerà a far parte del Comitato Esecutivo del colosso francese del lusso, con il compito prioritario di rafforzare l’appeal internazionale del brand. Spitzer dovrà inoltre aumentare ulteriormente la desiderabilità della maison, migliorare l’esperienza dei clienti e sviluppare il retail nei diversi mercati, senza perdere ciò che rende il brand immediatamente riconoscibile. 

Una sfida non banale, dato che dovrà lavorare in stretta sinergia con la direttrice creativa Louise Trotter, alla guida dello stile della maison.

Bottega Veneta: storia, presenza globale e numeri

Fondata a Vicenza nel 1966 da Michele Taddei e Renzo Zengiaro, Bottega Veneta è oggi una delle maison più prestigiose del gruppo Kering, nota per l’iconico intreccio in pelle e per un’estetica discreta, artigianale e lontana dalle logiche del logo vistoso. Con sede operativa a Milano, il marchio conta circa 307 punti vendita nel mondo, distribuiti tra Europa, Nord America, Medio Oriente e Asia-Pacifico, ed è guidato dal punto di vista creativo da Louise Trotter. Sul piano finanziario, Bottega Veneta si è confermata negli ultimi trimestri come una delle maison più solide del gruppo francese: nell’intero 2025 ha realizzato ricavi per circa 1,7 miliardi di euro, con un andamento sostanzialmente stabile a tassi correnti e in crescita del 3% a tassi costanti, distinguendosi in controtendenza rispetto al calo generale registrato da Kering (-13% a 14,6 miliardi nell’anno). Anche il margine operativo ricorrente ha mostrato un miglioramento, salendo al 15,6%, a testimonianza di una gestione capace di coniugare crescita e redditività anche in una fase difficile per l’intero comparto del lusso.

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Cosa cambia con il nuovo Ceo

L’arrivo di Spitzer segna una discontinuità significativa nel profilo manageriale scelto da Kering: dopo un Ceo come Rongone, cresciuto nel mondo della pelletteria e del prodotto, la maison punta ora su un dirigente con una carriera costruita quasi interamente nel beauty e nelle fragranze di lusso, ambiti in cui la costruzione della desiderabilità del brand, la gestione del posizionamento internazionale e la cura del rapporto diretto con il cliente sono elementi centrali. 

È presumibile che questa impronta si traduca in una strategia più aggressiva sul fronte dell’immagine globale del marchio e dell’esperienza retail, con una possibile accelerazione nell’espansione dei mercati chiave — a partire dal Nord America, area che ha mostrato buona tenuta nell’ultimo anno — e un’attenzione rinnovata alla coerenza tra comunicazione, boutique e customer journey. Resta da capire come si articolerà la collaborazione con Louise Trotter sul piano creativo e se il cambio al vertice porterà anche a un affinamento del posizionamento di prezzo e della strategia distributiva, in un momento in cui l’intero settore del lusso è chiamato a ripensare i propri modelli di crescita dopo un biennio complesso.