Morningstar DBRS alza il rating di Banca Monte dei Paschi di Siena e porta anche il debito subordinato Tier 2 nell’area investment grade. L’agenzia ha migliorato il Long-Term Issuer rating e il Long-Term Senior Debt rating a “BBB (high)” da “BBB”, mentre il Long-Term Deposit rating sale ad “A (low)”. L’outlook assegnato a tutti i rating resta stabile.
L’intervento riguarda anche il Tier 2, il cui giudizio passa da “BB (high)” a “BBB (low)”. Dopo l’upgrade, tutti i rating di lungo termine degli strumenti di debito di Mps risultano quindi nella fascia investment grade.
Morningstar DBRS collega la decisione alla performance operativa registrata dalla banca nel primo semestre del 2026, alla maggiore diversificazione delle attività dopo l’acquisizione di Mediobanca e ai progressi compiuti nel processo di integrazione.
L’acquisizione di Mediobanca pesa sulla valutazione
Nella propria analisi, l’agenzia attribuisce particolare rilievo agli effetti dell’acquisizione di Mediobanca sul perimetro delle attività di Mps.
L’operazione, secondo Morningstar DBRS, ha aumentato le dimensioni del gruppo e ampliato la presenza in diversi segmenti del settore finanziario. I comparti indicati sono corporate e investment banking, credito al consumo, private banking e wealth management.
La valutazione dell’agenzia prende in considerazione anche la combinazione tra le competenze specialistiche di Mediobanca e la rete distributiva di Monte dei Paschi. Morningstar DBRS ritiene che l’integrazione possa determinare un profilo dei ricavi più bilanciato e creare opportunità per sinergie sul fronte delle entrate.
Il processo di integrazione, secondo quanto riportato, sta procedendo in linea con le indicazioni fornite dalla banca. Questo elemento rientra tra quelli considerati nell’azione di rating insieme ai risultati operativi del primo semestre.
Il consolidamento bancario resta fuori dall’azione di rating
Morningstar DBRS affronta anche il processo di consolidamento in corso nel settore bancario italiano, precisando però che le sue eventuali implicazioni non sono state incorporate nell’attuale azione di rating.
L’agenzia indica Mps tra i soggetti coinvolti in questo processo e richiama le offerte pubbliche lanciate da Monte dei Paschi su Banco BPM e Banca Generali, oltre a quella di Intesa Sanpaolo su Mps.
Si tratta di operazioni che Morningstar DBRS prende in esame separatamente rispetto alle motivazioni che hanno determinato il miglioramento dei giudizi sulla banca senese.
L’agenzia valuta anche gli effetti che le due operazioni proposte da Mps potrebbero produrre qualora venissero completate.
Le valutazioni sulle operazioni proposte da Mps
Secondo Morningstar DBRS, il buon esito delle operazioni indicate permetterebbe a Mps di preservare l’integrità del gruppo e potrebbe rafforzarne ulteriormente il posizionamento sul mercato.
L’agenzia individua tra i possibili effetti anche una maggiore diversificazione delle attività e un ampliamento delle competenze nel wealth management.
La valutazione comprende però anche un elemento di rischio. Morningstar DBRS segnala infatti che portare avanti questo progetto mentre è ancora in corso l’integrazione con Mediobanca potrebbe aumentare i rischi di esecuzione.
L’indicazione viene formulata come una valutazione prospettica dell’agenzia e non rientra tra gli elementi incorporati nell’azione di rating annunciata il 1° ottobre.
Cosa cambia nei rating di lungo termine
Con la nuova valutazione, il Long-Term Issuer rating e il giudizio sul debito senior di lungo termine raggiungono dunque “BBB (high)”. Il rating sui depositi di lungo periodo si colloca invece ad “A (low)”.
Il passaggio del debito subordinato Tier 2 a “BBB (low)” amplia l’area investment grade agli strumenti di debito di lungo termine indicati nella decisione.
L’outlook stabile accompagna tutti i rating oggetto della valutazione.
Il giudizio dell’agenzia arriva mentre Monte dei Paschi prosegue il percorso di integrazione con Mediobanca. È proprio la combinazione tra risultati operativi, diversificazione delle attività e avanzamento dell’integrazione ad aver determinato, nella valutazione di Morningstar DBRS, l’upgrade comunicato il 1° ottobre 2026.


