Dubai, Sheikh Zayed Road senza camion per 16 ore al giorno dal 1° ottobre

Sheikh Zayed Road
Dal 1° ottobre Dubai vieta i camion su Sheikh Zayed Road dalle 6 alle 22. Nuovi orari, percorsi, aree di sosta e permessi per i mezzi pesanti.

Non è un divieto da ponte di agosto. È Dubai che, dal 1° ottobre, toglie i mezzi pesanti da Sheikh Zayed Road per sedici ore al giorno, in una città dove i camion fanno circa 400.000 viaggi ogni giorno.

Circa quattrocentomila. Non è una cifra da titolo urlato. È quella che la Roads and Transport Authority scrive nel comunicato del 26 settembre: circa 400.000 viaggi di camion attraverso Dubai ogni giorno. Più di 150.000 mezzi, ogni mese, usano già le aree di sosta. Dal 1° ottobre 2026 quel volume ha un orario. Non un consiglio. Un orario.

La decisione è della RTA insieme al Comando generale della Polizia di Dubai. The National l’ha raccontata il 27 settembre. Il testo che conta è quello del giorno prima.

Sheikh Zayed Road chiude ai camion dalle 6 alle 22

Sheikh Zayed Road, dalle 6.00 alle 22.00, non è più una strada per i camion. Sedici ore. La stessa finestra vale per Beirut Street e per i quartieri residenziali di Oud Al Muteena, Muhaisnah e Al Mizhar.

Chi abita lì non ha bisogno del comunicato per capire il punto: un bilico sotto casa, a sera, non è logistica. È un mezzo sulla strada sbagliata, nell’ora sbagliata.

Poi c’è il divieto che non guarda l’orologio. Al Meydan Street, Al Qudra Street, l’Airport Tunnel e tutti gli attraversamenti: ventiquattr’ore su ventiquattro. Lì non esiste l’ora vuota in cui il mezzo pesante si fa perdonare.

Le tre fasce orarie indicate dalla RTA

Su una cosa non faccio la sintesi comoda. La RTA, nel testo del 26 settembre, applica tre fasce, 6.30-8.30, 13.00-15.00 e 17.30-20.00, ad Airport Street, Oman Street e Damascus Street. Sono le ore in cui la città entra al lavoro, esce a pranzo, torna a casa.

The National, il 27, pubblica un’altra mappa: Sheikh Mohamed bin Zayed Road, tra Ras Al Khor Road e il confine con Sharjah, in entrambi i sensi, insieme a Damascus Street, Amman Street e Airport Street, e sposta la fascia centrale alle 13.30-15.30.

I due testi non coincidono. Non li cucio. Finché non coincidono, qui vale la RTA.

Emirates Road, la E611, è esente. Su questo le due fonti dicono la stessa cosa. Per chi trasporta, il resto sono i percorsi alternativi consentiti e le soste designate. Non una deviazione inventata in cabina.

La merce continua a muoversi, ma cambia orario

La RTA lo dice senza poesia. Il provvedimento rientra negli sforzi congiunti per migliorare il flusso sulla rete stradale di Dubai e aumentare la sicurezza, tenendo conto delle esigenze del trasporto commerciale e della logistica, senza interrompere il passaggio delle merci nell’emirato.

Traduzione da residente: la merce deve continuare a entrare. Non deve entrare nell’ora in cui deve entrarci la città.

Tenete fermo il numero. Quattrocentomila viaggi. Ogni giorno. Su alcune strade il divieto toglie il camion. Sulle altre lo sposta d’orario. Non lo fa sparire. Dubai vive di quella merce. Ha solo smesso di farla passare insieme a tutti gli altri.

Le aree di sosta diventano parte del sistema

La sosta è il pezzo che un comunicato mette in fondo e che invece è il punto. Quattordici aree su sedici sono già completate, in sei siti lungo le strade strategiche e nelle zone logistiche, realizzate con i privati.

In sette aree la capacità è stata ampliata di 364 stalli, un aumento che la RTA indica nel 50 per cento, fino a 1.007 posti. Altre quattro aree permanenti sono previste, ancora con i privati, per togliere la sosta casuale dalle strade principali, dai quartieri residenziali e dalle zone industriali.

Dentro ci sono alloggi, sale di preghiera, ristoranti, negozi e carburante. Non è un parcheggio punitivo. È il posto dove l’autista aspetta senza diventare, lui, il traffico.

In Italia un provvedimento così finisce in una circolare, in una deroga, in un talk show sul ponte di agosto. Poi il lunedì i bilici sono di nuovo tutti sulla stessa carreggiata e la discussione ricomincia l’estate dopo.

Qui, tra la nota del 26 settembre e la regola in strada, passano cinque giorni. Non è un progetto. È già la strada.

Dubai aggiunge anche 80 chilometri di autostrada

Nello stesso settembre il governo di Dubai ha approvato un’autostrada di 80 chilometri verso Sharjah e Abu Dhabi.

La prima fase, da 3,5 miliardi di dirham, va da Al Shanouf Road alla Dubai-Al Ain Road: dodici corsie, fino a 24.000 veicoli l’ora nei due sensi. Dovrebbe servire oltre 3,1 milioni di persone e tagliare i tempi di percorrenza fino al 60 per cento.

Non è un’altra notizia infilata per fare volume. È lo stesso gesto. Si toglie il camion dall’ora piena e, insieme, si aggiunge strada.

Per circolare negli orari vietati serve un permesso

Chi ha un motivo essenziale per muoversi lo stesso non cerca una scorciatoia. Chiede, sul sito della RTA, il Mobility Permit for Heavy Vehicles in Banned Times and Roads, tramite il dipartimento Right-of-Way.

Solo i casi essenziali. Senza permesso, la violazione resta una violazione.

La campagna di informazione, con la Polizia e gli altri enti, deve arrivare a chi guida, non soltanto a chi legge i comunicati: orari, percorsi consentiti, cartelli e divieto di fermarsi dove capita.

Alle sette e mezza del mattino cambia la strada

Io, su Sheikh Zayed Road, ci passo. E alle sette e mezza del mattino un camion in corsia non era “colore” locale: erano minuti preziosi persi prima di andare al lavoro e la giornata cominciava già storta.

Dal 1° ottobre quei minuti non sono più un’opinione.

Dubai non ha chiesto al traffico di avere pazienza. Gli ha cambiato l’orario. Come si fa a non amare questa città?

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