Il caldo estremo degli ultimi giorni spinge i consumi energetici, che nelle ultime 36 ore hanno raggiunto i massimi del 2026. Secondo quanto si evince dai dati riportati sul portale di Terna, dove sono raccolte tutte le statistiche sulla domanda, nella giornata del 15 luglio si è registrata, tra le 15 e le 16, la massima punta oraria di fabbisogno dell’anno, pari a 57.985 MW (57,98 GW). 

Il dato, provvisorio e soggetto a rettifica secondo prassi, è in aumento del 4,6% rispetto al picco del 2025, fermo a 55.450 MW.

Un record, ma non il record assoluto

Va precisato che quello di martedì è il picco più alto del 2026, non un record storico. Il massimo storico giornaliero risale infatti al 2015, con 60,5 GW. Negli anni più recenti la serie dei picchi estivi ha oscillato: 56,1 GW nel 2021, 57,78 GW nel 2022, 58,87 GW nel 2023, 56,98 GW nel 2024 e 55,54 GW nel 2025. Il valore di quest’anno si colloca quindi in una fascia alta ma non anomala rispetto all’ultimo quinquennio, segno però, che la pressione sulla rete resta strutturalmente elevata nelle ondate di calore più intense.

Perché il picco si concentra nel primo pomeriggio

L’incremento è legato al caldo estremo che sta interessando gran parte della Penisola sotto un vasto anticiclone africano: famiglie, uffici e attività produttive intensificano l’uso dei sistemi di raffrescamento, in particolare dei condizionatori, proprio nelle ore centrali del pomeriggio, quando le temperature toccano il massimo. Il picco del caldo dovrebbe arrivare sabato 18 luglio, con 19 città da bollino rosso; da lunedì è atteso un cedimento della canicola con nuove perturbazioni.

Il contesto: prezzi in tensione e “cooling poverty”

Il quadro sanitario segnala già effetti pesanti: nel periodo 25 maggio-30 giugno si è registrato, tra gli over-65, un eccesso di mortalità del +3%, dato emerso dalla Cabina di regia riunita al ministero della Salute. Sul fronte energia, l’aumento della domanda si somma a un contesto di prezzi già in tensione, alimentando anche il tema della “cooling poverty”, cioè l’impossibilità economica, per una parte della popolazione, di raffrescare l’abitazione durante le ondate di calore.

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Quanto stiamo spendendo in più, e quanto spenderemo quest’estate

Vale la pena essere precisi su cosa si può stimare e cosa no, perché i dati disponibili permettono solo una stima indicativa, non un conto esatto.

– Dal 1° luglio 2026 il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela è salito a 31,63 centesimi di euro/kWh (tasse incluse), contro i 30,24 centesimi del trimestre precedente: un aumento del 4,6% deciso da ARERA, che secondo le stime delle associazioni dei consumatori vale circa 28 euro in più su base annua per un cliente tipo (2.000 kWh/anno, potenza 3 kW).

– Curiosamente questo rincaro non riflette un PUN (Prezzo Unico Nazionale, il prezzo all’ingrosso) più alto al momento dell’annuncio — anzi era in calo, intorno a 0,128 €/kWh — ma un’attesa di prezzi all’ingrosso più elevati nei mesi estivi, legata proprio ai maggiori consumi da climatizzazione.

– Nei giorni più caldi di luglio il PUN è effettivamente salito: si parla di un +11% su base mensile e di valori del PUN “Selectra” (l’indicatore che include spread e oneri, più vicino alla spesa reale in bolletta) intorno a 0,31-0,32 €/kWh a metà mese, contro una media settimanale di circa 0,296 €/kWh.

-Perché non si può fornire un preciso sulla spesa aggiuntiva “di questi giorni”: il picco del 15 luglio è un dato di potenza (i megawatt richiesti in un’ora), non di energia consumata nell’arco della giornata o del mese. Servirebbero i GWh effettivamente prelevati nelle 36 ore di picco, che Terna non ha ancora diffuso in forma aggregata e definitiva (il dato di punta stesso è provvisorio). Inoltre l’impatto economico per il singolo cliente dipende dal tipo di contratto (Maggior Tutela, mercato libero a prezzo fisso o indicizzato).

– Sulla spesa dell’intera estate: una stima complessiva a oggi sarebbe poco affidabile, per tre motivi: manca ancora circa un mese e mezzo di stagione calda (agosto è tradizionalmente il mese di massimo condizionamento insieme a luglio); l’andamento del PUN nelle prossime settimane dipenderà da fattori non del tutto prevedibili adesso (durata delle ondate di calore, prezzo del gas, import da estero); e i rincari ARERA sono trimestrali, quindi il dato del +4,6% copre l’intero terzo trimestre (luglio-settembre) ma non isola la componente “extra” dovuta specificamente al caldo eccezionale di questi giorni rispetto a un’estate nella media.