C’è un momento, quando il gelato si scioglie sulla lingua, in cui il tempo sembra fermarsi. In quel sapore sono racchiusi un frutto raccolto al momento giusto, una ricetta tramandata nel tempo in famiglia, la valigia di chi è partito per aprire una gelateria dall’altra parte del mondo. Il gelato artigianale non è solo un dolce: è un racconto, è memoria e identità. E dal 13 al 16 novembre 2026 quel racconto torna a farsi festa a Palermo, con la 18ª edizione dello Sherbeth Festival.
Sessanta maestri gelatieri arrivati dai cinque continenti, insieme a chef, ricercatori, giornalisti, autori e professionisti della filiera, trasformeranno il capoluogo siciliano in una capitale mondiale del gusto. Quattro giorni in cui il gelato si assaggia, ma soprattutto si scopre: come nasce, da quali ingredienti, dalle mani di chi.
Sommario
- L’edizione del cambio di passo
- Da Cefalù al mondo: la storia di una comunità
- Quando la scienza entra in laboratorio
- I custodi dell’artigianalità
- Palermo, città di incontri e di sapori
- Gli appuntamenti più importanti tra identità, territori e valore sociale
- Sabato 14 novembre: mixology, alta cucina e ricerca
- La Notte del Gelato al Politeama
- Il gelato per tutte le età
- Una cultura viva
L’edizione del cambio di passo
Quella del 2026 è un’edizione che guarda avanti. Sherbeth sceglie un nuovo posizionamento, Contemporary Artisanal Gelato, e con esso una visione precisa: un gelato artigianale capace di tenere insieme competenza tecnica, responsabilità produttiva, ricerca scientifica e nuove forme di consumo.
Non una rottura con la tradizione, ma la sua evoluzione naturale. Perché l’artigianalità, oggi, significa anche conoscere a fondo le materie prime, comprenderne le caratteristiche, bilanciare le ricette con rigore e immaginare per il gelato nuovi spazi nella gastronomia, dal ristorante stellato al bancone del cocktail bar.
L’unicità del festival sta proprio nella sua formula: selezione dei professionisti, produzione artigianale, incontro con il pubblico, divulgazione e competizione; tutto convive in un’unica esperienza.
Da Cefalù al mondo: la storia di una comunità
Tutto è cominciato nel 2007 a Cefalù, tra il profumo del mare e le pietre del borgo normanno. Nel 2015 il trasferimento dello Sherbeth a Palermo, e da lì una crescita che ha trasformato una manifestazione sul gelato in una grande e autentica comunità internazionale.
I numeri, raccolti dall’organizzazione, raccontano meglio di qualunque aggettivo la portata di questa avventura. Nelle prime 17 edizioni Sherbeth ha accolto 1.800.000 visitatori, coinvolto 2.350 maestri gelatieri, prodotto 227.000 chilogrammi di gelato artigianale e offerto 10.500.000 degustazioni, raccontate da 500 giornalisti.
Dietro queste cifre ci sono generazioni diverse che si incontrano, scuole che si confrontano, culture produttive lontane che trovano un linguaggio comune. E nel 2026 la dimensione internazionale cresce ancora: i sessanta gelatieri in arrivo interpretano il sapere artigianale attraverso gli ingredienti e la sensibilità dei territori in cui lavorano, portando nuove idee a dialogare con la tradizione e contribuendo a diffondere una cultura italiana contemporanea del gelato.
Quando la scienza entra in laboratorio
Il cuore innovativo della edizione in arrivo è il Programma Scientifico Internazionale, che crea un ponte stabile tra il lavoro dei maestri gelatieri e il mondo della ricerca.
Il percorso nasce dalla collaborazione con il CNR-IBE, l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso il progetto PROGEAS, acronimo di Promozione del Gelato Artigianale Sherbeth. E si allarga oltre i confini europei grazie al Memorandum of Understanding, cioè un protocollo d’intesa, firmato con la Massey University, ateneo della Nuova Zelanda.
Gli ambiti di lavoro sono ampi e concreti: analisi sensoriale, nutrizione, qualità e sicurezza alimentare, sostenibilità, innovazione tecnologica, comportamento del consumatore e valorizzazione delle materie prime. Su questi temi si costruiranno attività di ricerca applicata, formazione e divulgazione.
A guidare il progetto ci sono i ricercatori del CNR-IBE Stefano Predieri e Massimiliano Magli e Amanda Dupas de Matos, Senior Research Officer del FEAST, il Food Experience and Sensory Testing Laboratory, il laboratorio dedicato all’esperienza alimentare e ai test sensoriali della Massey University. L’obiettivo è unire conoscenze scientifiche ed esperienza di laboratorio, offrendo strumenti utili alla crescita del settore e alla consapevolezza di chi il gelato lo mangia.
I custodi dell’artigianalità
Ogni comunità ha bisogno di chi ne custodisca i valori. Per Sherbeth questo compito spetta al Direttivo Tecnico, composto da Arnaldo Conforto, Giovanna Musumeci, Vittorio Pasquetti e Ruben Pili.
Sono loro a selezionare i maestri gelatieri e a seguire il lavoro tecnico che accompagna il festival e il concorso. Ma il loro è anche un ruolo culturale: mantenere riconoscibili i principi dell’artigianalità, il rispetto delle materie prime e il valore delle competenze. Una funzione di garanzia morale e professionale, nello spirito dei probiviri, che tutela la credibilità del progetto e ne accompagna l’evoluzione.
Palermo, città di incontri e di sapori
Non è un caso che Sherbeth abbia scelto Palermo come casa. Qui la gastronomia racconta secoli di incontri, scambi e contaminazioni: arabi, normanni, spagnoli, ognuno ha lasciato un segno anche nel modo di mangiare. E la Sicilia, terra della granita e del sorbetto, ha un legame antichissimo con il freddo trasformato in dolcezza.
Il festival diventa così anche un motivo di viaggio, un modo per conoscere la città attraverso le persone, le produzioni e la sua cultura dell’ospitalità. Il cuore culturale batterà nell’Officina Culturale di Piazza Verdi, davanti al maestoso Teatro Massimo, mentre il Teatro Politeama accoglierà la premiazione finale. Il gelato accompagnerà il pubblico dentro la città, legando il piacere della degustazione alla scoperta del suo patrimonio.
Gli appuntamenti più importanti tra identità, territori e valore sociale
Il sipario si alza alle 10.30 di venerdì 13 novembre con l’inaugurazione ufficiale, “The Contemporary Artisanal Gelato: la nuova visione del mondo del gelato artigianale”.
Chiude la giornata, alle 19.30, “Storie di Gelato”, un viaggio da Procopio Cutò a Luca Caviezel tra storia, scienza e visione.
Sabato 14 novembre: mixology, alta cucina e ricerca
Sabato 14 novembre è la giornata delle contaminazioni. Si parte alle 10.30 con “Il gelato incontra la mixology”, con Paola Mencarelli, Fabrizio Candino di Sartoria e Cinzia Otri, moderati da Chiara Buzzi: temperature, consistenze e aromi per scoprire abbinamenti inediti tra gelato e cocktail.
Alle 15.30 di domenica 15 novembre arriva uno dei momenti chiave: “Contemporary Artisanal Gelato: la rivoluzione possibile”, presentazione del manifesto del gelato artigianale contemporaneo, con Davide Alamia, Pina Sozio, Amanda Dupas de Matos e Luca Gamba, moderati da Martina Liverani.
Alle 17.00 “Gelato senza confini” intreccia geopolitica, mercati e cultura gastronomica con Gianni Riotta, Francesca Cavallo, Sylvia Chao e Giovanna Musumeci, moderati da Danilo Poggio, accompagnato dalla degustazione dei gelati di Sylvia Chao, vincitrice del Premio Francesco Procopio Cutò 2025.
L’ultima giornata, 16 novembre, è quella della sfida. Dalle 10.00 va in scena il Concorso Internazionale Francesco Procopio Cutò, il momento competitivo tra i maestri gelatieri.
Il premio porta il nome di un siciliano straordinario. Francesco Procopio Cutò, conosciuto in Francia come Procopio dei Coltelli, nacque nel 1651, secondo la tradizione più diffusa a Palermo, anche se Aci Trezza ne rivendica i natali. Trasferitosi a Parigi, nel 1686 aprì il Café Procope, considerato uno dei più antichi caffè della capitale francese, dove servì sorbetti e gelati che conquistarono l’aristocrazia e contribuirono a diffondere in Europa l’arte del freddo dolce. Un locale che sarebbe diventato, nei decenni successivi, punto di ritrovo di intellettuali come Voltaire. Procopio è il simbolo perfetto di Sherbeth: un sapere nato in Sicilia e capace di viaggiare, raccontando l’Italia oltre i propri confini.
A giudicare i gelati in gara sarà una giuria tecnica presieduta da Amanda Dupas de Matos, con Sylvia Chao presidente onoraria, affiancate da Stefano Predieri, Massimiliano Magli, Stella Lignou e Maya Warren. La giuria critica riunirà Bruno Petronilli, Erica Firpo, Pina Sozio ed Eleonora Cozzella.
La Notte del Gelato al Politeama
Poi, quando cala la sera, la magia. La premiazione sarà il cuore della Notte del Gelato, che quest’anno approda al Teatro Politeama Garibaldi, uno dei luoghi simbolo di Palermo. Sotto la volta dello storico teatro, il gelato artigianale salirà su un palcoscenico d’eccezione, in una serata dedicata ai maestri gelatieri, al loro talento e a una cultura italiana capace di parlare al mondo.
L’appuntamento è per lunedì 16 novembre alle 20.30, con la conduzione di Maddalena Fossati e Danilo Poggio.
Il gelato per tutte le età
Sherbeth non dimentica nessuno. Accanto agli incontri, il programma prevede degustazioni, visite alla fabbrica del gelato e tour guidati per bambini, adulti e giornalisti.
I più piccoli potranno scoprire i segreti del gelato con Sherbeth Young, il laboratorio didattico curato dal maestro Angelo Grasso. La mostra fotografica “Sorbetti, granite e dintorni (Luca Caviezel)”, a cura di Salvatore Farina, offrirà invece un percorso tra memoria e conoscenza.
E quando le luci del festival si saranno spente, martedì 17 novembre alle 10.30, ci sarà ancora spazio per un incontro di formazione e degustazione dei gusti in concorso, con Marlena Buscemi, Arnaldo Conforto e la giuria tecnica.
Una cultura viva
Dalla ricerca al laboratorio, dalla cucina al cocktail, dalla formazione al viaggio, Sherbeth 2026 racconta il gelato artigianale come una cultura viva: profondamente radicata in Italia, eppure capace di crescere ogni anno nel confronto con il mondo. Perché in ogni cucchiaino, a guardarlo bene, c’è un pezzo della nostra storia.






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