Le imprese guidate da cittadini stranieri continuano a rafforzare il proprio peso nel tessuto economico italiano. Alla fine del 2025 risultano 673.103 attività, in aumento del 4,7% negli ultimi cinque anni, secondo i dati del Registro Imprese elaborati da InfoCamere nell’ambito del progetto “Futurae. Programma imprese migranti”, promosso dal Ministero del Lavoro e Unioncamere.
Il dato appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento delle imprese a titolarità italiana, che nello stesso periodo registrano invece una flessione del 4,6%. Un segnale chiaro di come l’imprenditoria immigrata rappresenti oggi uno dei principali motori di dinamismo del sistema produttivo nazionale.
Saldo positivo tra aperture e chiusure
Il 2025 si chiude con un bilancio nettamente attivo. Tra gennaio e dicembre si contano 66.101 nuove iscrizioni a fronte di circa 37.000 cessazioni non d’ufficio, per un saldo positivo vicino alle 29mila unità.
A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nell’ultimo anno aumentano dell’11,4%, superando le 153mila unità e rappresentando il 22,7% del totale. Nonostante questa evoluzione, le imprese individuali restano la forma prevalente, con una quota pari al 71%.
Settori e territori: dove crescono di più
L’imprenditoria straniera in Italia presenta una distribuzione fortemente differenziata sia per settori sia per aree geografiche.
Il commercio si conferma il comparto principale con circa 194mila imprese, anche se registra una lieve flessione dello 0,5% nell’ultimo anno. I settori più dinamici nel 2025 risultano invece:
- Agricoltura: +3,9%
- Servizi: +3,6%
Sul piano territoriale, la crescita più sostenuta si registra in Lombardia e nel Nord-Ovest (+1,8%), area che concentra il 32% delle imprese straniere presenti in Italia.
A livello provinciale:
- Prato mantiene il primato per incidenza (33,2%)
- seguono Trieste (20,4%) e Imperia (18,6%)
- chiude la classifica Barletta-Andria-Trani (2,5%)
Le comunità più presenti e le specializzazioni
Analizzando le imprese individuali, emerge una forte concentrazione per Paese di origine. Tre comunità rappresentano da sole il 34% dei titolari stranieri:
- Marocco: 54.782 imprenditori
- Romania: 52.126
- Cina: 51.230
Seguono Albania, Bangladesh e Pakistan.
Ogni comunità mostra una chiara specializzazione:
- Gli imprenditori marocchini sono particolarmente presenti nel commercio (21,6%), con concentrazioni elevate a Catanzaro, Reggio Calabria e Messina
- I rumeni si distinguono nel settore delle costruzioni (21,2%), con diffusione capillare e picchi a Viterbo, Torino e Cremona
- I cinesi dominano nelle attività manifatturiere (43,9%) e nella ristorazione, con una concentrazione record a Prato, dove rappresentano il 67% degli imprenditori stranieri individuali
La prevalenza delle imprese extra UE
Un altro dato rilevante riguarda la provenienza geografica: il 79% delle imprese straniere, pari a circa 599mila attività, è riconducibile a imprenditori provenienti da Paesi extra Unione Europea.
Il quadro complessivo che emerge dal Report Futurae è quello di un sistema imprenditoriale sempre più articolato e radicato, capace di adattarsi ai territori e di contribuire in modo significativo alla crescita economica italiana.
Quante sono le imprese straniere in Italia nel 2025?
Sono 673.103, in crescita del 4,7% negli ultimi cinque anni.
Qual è il settore principale?
Il commercio, con circa 194mila imprese.
Quali sono le comunità più presenti?
Marocco, Romania e Cina rappresentano il 34% del totale.
Dove sono più diffuse?
Nel Nord-Ovest, soprattutto in Lombardia. Prato è la provincia con maggiore incidenza.
Le imprese straniere crescono più di quelle italiane?
Sì: +4,7% contro -4,6% delle imprese a titolarità italiana.


